domenica 31 agosto 2008

Calendario venatorio 2008/09: inaccettabile!


Comunicato stampa del 30 agosto 2008

Calendario venatorio 2008/09: per il WWF pericolosi passi indietro sulla tutela dell’orso

Per il WWF il calendario venatorio 2008/09 predisposto dal neo assessore Fabbiani, rappresenta un passo indietro rispetto a quanto si era fatto negli ultimi anni.
Innanzitutto la vergognosa preapertura per la domenica 7 settembre che, oltre che per le altre specie del passato, quest’anno viene estesa al colombaccio che quindi si potrà cacciare anche nei boschi delle zone montane altrimenti tranquilli in questa giornata. Poi la proroga alla caccia alla beccaccia al 25 di gennaio quando la legge prevede la chiusura al 31 dicembre e l’apertura al 21 settembre della caccia alla lepre che l’Istituto Nazionale di Fauna Selvatica prescrive da metà ottobre.

Ma è nel settore della caccia ai cinghiali che si registra la situazione peggiore, soprattutto per quanto riguarda l’incidenza che questa attività ha sull’orso.
Come è noto le battute di caccia al cinghiale sono estremamente problematiche per gli orsi che vengono fortemente disturbati dai cani utilizzati in questa modalità di caccia: non solo, vi sono stati in passato anche episodi di orsi uccisi per sbaglio durante battute di questo tipo al cinghiale svolte all’imbrunire.
Proprio per questo, tutti gli organismi scientifici richiedono il divieto di caccia al cinghiale con la battuta nelle zone dove è presente l’orso. In questo senso si è pronunciato anche il PATOM, il Patto per la Tutela dell’Orso Marsicano, organismo tecnico che riunisce tutte le Aree protette, le Regioni, le Province, le Università e tanti altri enti ed organismi che agiscono nell’areale dell’orso, oltre al Ministero dell’Ambiente ed il Corpo Forestale dello Stato.
Ad oggi, invece, non è stata ancora firmato il Protocollo d’intesa tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e la Provincia di L’Aquila per vietare la pratica della battuta nella Zona di Protezione Esterna del Parco che dovrebbe rendere operativo tale divieto.

Il WWF chiede che si giunga al più presto ad una definizione della situazione sulla base di quanto stabilito dal PATOM e dallo stesso Comitato sulla Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo che all’inizio di agosto si è pronunciato sul calendario venatorio: in particolare nella Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo deve essere assolutamente vietata la braccata durante la caccia al cinghiale, o proibendo la caccia o adottando le metodologie cautelative indicate dal PATOM.

“Se si vuole tutelare realmente l’orso”, dichiara Dante Caserta, Presidente WWF Abruzzo, “non è accettabile adottare una politica da gambero: 1 passo avanti e 2 indietro! Tutti sanno il rischio che si corre a consentire la caccia al cinghiale in battuta nei territorio dove è presente l’orso: la Regione, la Provincia di L’Aquila ed il Parco sono tutti rappresentati all’interno di quegli organismi scientifici che, ad iniziare dal PATOM, sostengono la necessità di vietare tale attività di caccia per non danneggiare la popolazione di orso rimasta. Sono tre anni che in Abruzzo si sta lavorando per adottare modalità di caccia al cinghiale che non determinino problemi all’orso, almeno nelle zone in cui è accertata la presenza di questa specie. Tornare ora indietro e peggiorare quello che è stato fatto fino ad oggi, è un azzardo che una Regione che negli ultimi due anni ha perso ben 7 orsi delle poche decine rimaste non può assolutamente permettersi”.

giovedì 28 agosto 2008

Il WWF presenta un esposto sulla discarica CONSAC di Fara Filiorum Petri


Comunicato stampa del 27 agosto 2008

Il WWF presenta un esposto sulla discarica CONSAC di Fara Filiorum Petri (CH)

Su richiesta del Gruppo WWF di Roccamontepiano e dei comuni vicini, la Sezione regionale del WWF ha provveduto nel giugno scorso ad alcuni sopralluoghi nell’area della discarica comprensoriale di Fara Filiorum Petri.
Nel corso dei sopralluoghi si è potuto verificare come nel fosso che scorre a valle del sito di discarica e che giunge fino al fiume Alento scorra acqua maleodorante e di colore nero.
A fine luglio, si è così provveduto a predisporre una documentazione fotografica che è stata inviata al Direttore Generale dell’ARTA, alla Polizia Provinciale ed al Corpo Forestale dello Stato chiedendo di procedere ad un attento controllo dello stato dei fatti, nonché di verificare le condizioni di esercizio della discarica e se la colorazione del fosso sia dovuta a fuoriuscite percolato.
La medesima situazione, peraltro, era già stata riscontrata anche nel passato come documentano altre fotografie scattate dagli abitanti delle aree vicine alla discarica.

La discarica di Fara Filiorum Petri, nata più di 15 anni fa come discarica consortile, era destinata a servire solo sette Comuni per un numero limitato di anni, ma è andata avanti di proroga in proroga fino ad oggi (l’ultima proroga fissa la chiusura al prossimo 31 agosto 2008) accogliendo rifiuti provenienti da 22 Comuni.
Evidentemente, però, 15 anni non sono sufficienti, dato che è stata avanzata una proposta di ampliamento della discarica.
Il WWF ritiene invece che, proprio alla luce di quanto evidenziato nel suo esposto, sia necessario procedere ad una verifica della gestione dell’impianto al fine di giungere alla chiusura di questo sito di stoccaggio ed alla sua definitiva messa in sicurezza.

sabato 23 agosto 2008

Wwf: sindaco Chieti apra vertenza con Ato e Aca

photo by Elisabetta



Il WWF di Chieti interviene su quella che definisce "surreale e grave situazione di razionamento dell'acqua a Chieti". Alcune settimane or sono e ancora prima della contestata riapertura dei pozzi di Pineto, il WWF Abruzzo - ricorda l'associazione in una nota - ha accertato come nel territorio dell'ATO 4 vi e' una enorme disponibilita' idrica giornaliera. Dati della stessa ACA alla mano, sulla carta sono ben 414 i litri a disposizione di ogni singolo cittadino al giorno. Per arrivare a questo dato basta fare un semplice conto considerando l'acqua che l'ACA dichiara di mettere in rete e le persone che la stessa societa' dichiara di servire in estate. "La quantita' di acqua che viene captata e immessa in rete spiega Nicoletta Di Francesco, responsabile della Sezione di Chieti del WWF - porta ad avere una disponibilita' per persona di gran lunga superiore a quella di qualsiasi paese europeo. Ricordo che la media dei consumi giornalieri pro-capite in Italia e' di 220 litri mentre in nord-Europa oscilla tra 130 e 160 litri al giorno pro-capite.

E' veramente incomprensibile, con questi dati e ad oltre un anno dalla crisi drammatica del 2007, il ripetersi di disservizi a Chieti. L'ACA dovrebbe spiegare dettagliatamente dove va a finire questa enorme quantita' di acqua, anche perche', se anche si volesse ammettere un dato relativo alle perdite del 50% - una cosa quasi unica in Italia - si arriverebbe comunque ad avere 200 litri per persona al giorno. Tra l'altro, per quanto attiene alla responsabilita' della gestione aggiunge - ormai siamo alla farsa visto che la stessa societa' dichiara di essere pronta a cederla al Comune i Chieti, all'opposto di quanto prevede la legge che fin dal 1994 ha stabilito l'obbligo della gestione unitaria del servizio idrico integrato all'interno dell'Ambito formato da tanti comuni. Questa non e' una soluzione nel lungo periodo perche' strutturalmente e legalmente inadeguata. Ritengo, invece, che il sindaco di Chieti, il secondo comune dell'ATO - conclue Di Francesco - debba aprire una vertenza pubblica nelle sedi delle assemblee di ATO e ACA, per una riforma profonda delle strutture di gestione in cui si accertino anche le responsabilita' per questa situazione ormai insostenibile".

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giovedì 7 agosto 2008

Dossier del WWF sulla depurazione. Male ad Ortona, meglio nel resto della Provincia di Chieti

COMUNICATO STAMPA DEL 02/08/2008

Depurazione in Abruzzo, dossier del WWF.
Nel 2007 un quarto dei 737 controlli non regolare (Dati ARTA).
Forti criticità a Montesilvano, Ortona e Giulianova. La Provincia di Pescara con oltre il 50% di controlli irregolari, ¼ a Teramo, 1/5 a L'Aquila. Meglio la Provincia di Chieti. Il WWF presenta un manuale sulla fitodepurazione per contribuire a risolvere i problemi.


Un quarto dei controlli sui depuratori segnala irregolarità rispetto ai parametri di legge. E' quanto emerge nel dossier "Depurazione in Abruzzo" che il WWF ha presentato oggi a Pescara. Il documento si basa sul quadro generale dei dati forniti dall'ARTA sui controlli avvenuti nel 2007 su tutti i depuratori della Regione.

La Provincia di Pescara è la porzione di territorio regionale che nel 2007 ha presentato il maggior tasso di controlli irregolari (il 51%), seguita dalla Provincia di Teramo (26,4%) e dalla provincia di L'Aquila (20,8%). Meglio la provincia di Chieti, con il 17%, anche se questo dato è la sintesi tra l'ottima performance degli impianti nell'area del Dipartimento ARTA di Vasto-S. Salvo (solo il 7,5% dei controlli irregolari) e quella in media con il resto della Regione degli impianti situati nel territorio controllato dall'ARTA di Chieti (26,4% di controlli irregolari in questa porzione di territorio).

I depuratori di media taglia (tra 10000 e 49999 abitanti equivalenti) sono quelli che risultano più efficaci, con il 17% dei controlli irregolari, rispetto al 27,3% di quelli piccoli (tra 2000 e 9999 abitanti equivalenti) e al 25,6% di quelli di grande taglia (>50000 abitanti equivalenti). In realtà quest'ultimo dato deriva soprattutto dalla situazione di estrema criticità che si è verificata nel 2007 presso il depuratore di Montesilvano (potenzialità 105000 a.e.), in cui ben 18 controlli su 22 sono risultati irregolari. Anche il più grande depuratore d'Abruzzo, quello di Pescara Via Raiale, mostra alcuni problemi, con il 30% dei controlli irregolari (6 su 20). Ovviamente le problematiche che riguardano i grandi impianti sono quelle che possono avere potenzialmente il maggiore impatto locale sull'ambiente. Altre situazioni di criticità rispetto ai relativi dati medi provinciali sono state riscontrate dall'ARTA a Cappelle,Loreto e Collecorvino in Provincia di Pescara, Miglianico, Ortona, Tollo, Torrevecchia Teatina in Provincia di Chieti, a Giulianova, Teramo Villa Pavone, Mosciano S. A., Nereto, Atri Crocifisso, Castellalto e Campli in provincia di Teramo e Poggio Picenze, Villavallelonga, Collepietro, Arischia e Pescasseroli in provincia di L'Aquila.

Più in generale, nel 2007 il numero medio di controlli su ogni depuratore è di 5,3, anche se il campione è sbilanciato, con una grande diversità per numero medio di controlli per taglia (i grandi impianti vengono, correttamente, controllati più frequentemente) e province. I piccoli impianti vengono controllati più raramente, e questo potrebbe aver comportato una sottostima delle irregolarità (molti di questi impianti mostrano una irregolarità sull'unico campionamento effettuato e,in generale, sono quelli che hanno le peggiori perfomance; pertanto un numero maggiore di controlli su questi impianti avrebbe probabilmente portato a riscontrare un numero maggiore di problemi sul complesso dei dati).

Dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo "I cittadini abruzzesi spendono con la tariffa dell'acqua diverse decine di milioni di euro per la depurazione ogni anno. Inoltre sono stati spesi centinaia di milioni di euro derivanti dalle tasse per gli investimenti relativi alla costruzione dei depuratori e delle reti. Appare evidente che i dati del 2007 sono insoddisfacenti perché un quarto dei controlli è risultato non regolare. E' come se pagassimo il ticket all'ospedale per delle analisi sapendo che nel 25% dei casi il responso sarà sbagliato. Tra l'altro nel dossier non abbiamo incluso i dati degli impianti più diffusi della regione, quelli con potenzialità sotto ai 2000 a.e. Sono oltre 1000 anche se il dato esatto manca e con ogni probabilità, come segnala anche l'ARTA nei suoi rapporti, la situazione di questi impianti è estremamente deficitaria. In questo quadro è desolante che proprio nel 2007 la Regione abbia varato la vituperata Legge "Fogna" che, alzando le soglie, permette ai piccoli impianti di inquinare di più. Insieme con la legge del 2001 che ha surrettiziamente tagliato l'importo delle multe, fa emergere la considerazione che la classe politica ha dei problemi dell'inquinamento dei nostri fiumi e del rispetto dei cittadini che pagano tasse e tariffe per la depurazione. Fortunatamente sulla questione delle multe è in corso un'indagine della Corte dei Conti e speriamo che siano recuperate le cifre eventualmente dovute, che pare ammontino ad oltre 10 milioni di euro. E' necessario abrogare queste leggine e, più in generale, evitare che nei nostri depuratori arrivino le acque delle aree industriali, far partecipare i cittadini alla gestione del sistema idrico integrato garantendo la trasparenza dei dati (e la realizzazione del sistema informativo regionale sui dati ambientali) e rendere omogenei i controlli in tutta la regione".

Il WWF, per contribuire alla risoluzione delle problematiche connesse alla depurazione, ha presentato un manuale sulla fitodepurazione dal titolo "La depurazione naturale delle acque". Il documento, scritto per il WWF Abruzzo da due tecnici di fama nazionale, Francesco Avolio e Giorgio Pineschi, descrive nei dettagli questa tecnica, usata da decenni in tutto il mondo, che permette di depurare le acque attraverso la creazione di zone umide. Per i depuratori di media e grande taglia permette di migliorare i parametri delle acque in uscita dagli impianti tradizionali.

Aggiunge De Sanctis "Abbiamo visitato insieme con l'ARTA l'impianto di fitodepurazione di Jesi, che serve oltre 40000 persone: è stato uno spettacolo magnifico vedere una superficie di 15 ettari di aree umide che non solo permettono di depurare ma che sono divenute un vero e proprio paradiso per gli uccelli, visitato da appassionati della Natura. Sarebbe un modo intelligente per risolvere molti dei nostri problemi consegnando alla Natura nuove aree umide importanti per la salvaguardia della fauna. Divulgheremo questo testo tra gli amministratori e i tecnici e speriamo che la nostra Regione recuperi terreno rispetto alla depurazione delle acque".

LEGGI QUI IL DOSSIER DEL WWF: "LA DEPURAZIONE IN ABRUZZO"

Nube tossica a Chieti: i cittadini hanno diritto ad essere informati



Per l’Amministrazione Comunale di Chieti informare equivale a “fare allarmismo”.

Nella nostra Regione è pratica comune minimizzare o far finta di non vedere… la vicenda dell’ “acqua contaminata” in Val Pescara docet.

Comunicato Stampa WWF

L’incendio di materie plastiche avvenuto a Chieti scalo pochi giorni fa ha comportato l’emissione in atmosfera di diverse sostanze tossiche e cancerogene in quantità elevate. Il WWF è in possesso del referto dell’ARTA del 31/07/2008 sulle analisi sui fumi dell’incendio. Il benzene, composto riconosciuto quale “cancerogeno certo” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato trovato in concentrazioni di 1,38 milligrammi/metrocubo quando il normale limite per l’aria è di 5 microgrammi/mc (un microgrammo è un millesimo di milligrammo). Quindi la concentrazione rilevata è di ben 276 volte il limite di legge. Per il toluene la concentrazione rilevata è stata di 0,28 milligrammi/mc, per l’etilbenzene di 0,21 milligrammi/mc, per l’m-xilene di 0,07 milligrammi/mc e per lo stirene di 0,37 milligrammi/mc. Tutte queste sostanze sono tossiche con numerosi effetti sull’uomo (neurotossicità; infiammazioni; tossicità sul fegato; polmonite chimica ecc.).scheda-benzene scheda-stirene scheda-etilbenzene

Dichiara Dante Caserta, presidente del WWF Abruzzo “I dati parlano chiaro: quanto avvenuto può avere avuto conseguenze dannose sui cittadini, visto che le concentrazioni di inquinanti rilevate dall’ARTA sono molto elevate. Purtroppo dobbiamo constatare come anche in questo caso sia il WWF a dover intervenire per garantire i diritti dei cittadini ad essere correttamente informati su fatti che possono ledere la loro salute. Le concentrazioni rilevate nei fumi sono molto elevate, soprattutto se si pensa che si deve tener anche conto dell’effetto “cocktail”, l’effetto combinato delle diverse sostanze presenti. Ora si attende l’esito delle analisi sulle diossine che tutti ci auguriamo essere negativo ma i dati che divulghiamo oggi sono di per sé preoccupanti se si pensa che queste sostanze sono state respirate da decine di migliaia di persone ignare di quanto accadeva. L’eventuale presenza di diossina non farebbe che aggravare una situazione già compromessa e non sarà, quindi, così dirimente rispetto alla classificazione dei rischi che ha comportato questo incendio. Auspichiamo che le analisi sugli alimenti in corso prendano in esame tutte le sostanze rischiose per la salute e invitiamo gli enti preposti a garantire la realizzazione di esami a campione sulla popolazione. Colgo l’occasione per esprimere il nostro stupore rispetto alle dichiarazioni di ieri dell’amministrazione del Comune di Chieti che invece di divulgare questi dati ha chiesto alle associazioni ambientaliste di non comunicare con i media. Noi continueremo a farlo per tutelare i diritti dei cittadini; speriamo che questo esempio sia seguito anche dagli amministratori. Domani sera invitiamo tutti ad intervenire per fare il punto sulla situazione e per individuare tutte le azioni utili per gestire questa emergenza”.






Giovedì 7 agosto Assemblea Pubblica alle ore 21:00 a Chieti Scalo presso la sala della Cassa di Risparmio.

Un’estate nella Natura delle Oasi del WWF


PROGRAMMI ESTIVI DELLE OASI


Un’estate nella Natura delle Oasi del WWF in Abruzzo: decine di eventi ed attività per conoscere territori meravigliosi.
Esperti, artisti, guide, mostre accompagnano turisti e residenti alla scoperta di luoghi di incomparabile bellezza.


La Natura come protagonista degli eventi estivi delle Oasi del WWF in Abruzzo. Il WWF ha presentato oggi il ricchissimo programma di attività rivolto a turisti e residenti che si svolgerà in 5 tra le più belle aree naturali della regione.

La festa per il fiume nel suggestivo scenario dell’Oasi WWF delle Gole del Sagittario, ad Anversa degli Abruzzi; il corso di disegno naturalistico con un artista offerto dall’Oasi delle Sorgenti del Pescara a Popoli; la giornata della Lontra nell’Oasi delle Cascate del Rio Verde a Borrello; il legame tra arte e natura nella tradizione abruzzese raccontato dall’antropologa nell’Oasi dei Calanchi di Atri; il ciclo di incontri “La Natura all’Imbrunire” con gli esperti di scienze naturali nell’Oasi del Lago di Serranella, nei comuni di Casoli, S. Eusanio del Sangro e Altino.

E, ancora, le passeggiate al Chiaro di Luna,gli incontri sulla sostenibilità e sul corretto uso di energia e acqua, la scoperta delle curiosità naturalistiche con gli esperti e il cineoasi (Oasi dei Calanchi di Atri), gli incontri con artisti della Land-Art, la mostra di scultura naturalistica e un laboratorio musicale (Oasi Gole del Sagittario), la visita al territorio per la scoperta dello scrittore John Fante (Oasi del Lago di Serranella); la collaborazione con il premio Borrello dedicato ad Antonio Russo (Oasi delle Cascate del Rio Verde).

Tutte le oasi sono, poi, aperte e visitabili tutti i giorni con specifici percorsi adatti a tutti che consentono di scoprire le meraviglie di alcuni dei luoghi più importanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico della regione. Le Cascate del Rio Verde tutelano le cascate naturali più alte dell’Appennino; le Gole del Sagittario ospitano decine di specie di fauna tutelate dall’Unione Europea e una pianta, il Fiordaliso del Sagittario, che in tutto il mondo vive solo nelle Gole; le Sorgenti del Pescara tutelano la più ricca sorgente abruzzese; i Calanchi di Atri preservano l’inconsueto paesaggio dei calanchi con una vegetazione particolare adattata a condizioni estreme; il Lago di Serranella ospita la ricchissima vegetazione ripariale del Fiume Sangro.

Si riportano di seguito i programmi per le oasi della Provincia di Chieti. Per le altre province abruzzesi e per altre informazioni dettagliate potete scrivere all’email abruzzo@wwf.it




OASI WWF LAGO DI SERRANELLA (Casoli, S. Eusanio del Sangro e Altino, CH)

Domenica 10 agosto ore 18 Centro Visite della Riserva
Reading di opere finaliste del premio John Fante
Visita all'Orto Medievale e degustazione di prodotti locali

Lunedì 25 agosto ore 18 Centro Visite della Riserva
Ciclo di incontri "Natura all'imbrunire"
Osserviamo gli uccelli della Riserva, con Augusto De Sanctis, ornitologo

Martedì 26 agosto ore 18 Centro Visite della Riserva
Ciclo di incontri "Natura all'imbrunire"
Incontro di etnobotanica con Aurelio Manzi (visita all'Orto medievale e alla vegetazione ripariale)

Mercoledì 27 agosto ore 18 Centro Visite della Riserva
Ciclo di incontri "Natura all'imbrunire"
Curiosità su anfibi e rettili, con Mario pellegrini, erpetologo

INFO: 3683188739


OASI WWF CASCATE DEL RIO VERDE (Comune di Borrello, CH)

Venerdì 8 agosto ore 10:00 centro visite della Riserva
Una giornata per la Lontra - presentazione risultati del progetto e uscita sul fiume
Con la Prof.ssa Anna Loy, Università del Molise

Venerdì 22 agosto ore 18:00 centro visite della Riserva
Sulle Ali della Riserva
Con Augusto De Sanctis, ornitologo

INFO: 3683188739

sabato 2 agosto 2008

Villa Comunale di Chieti. Il WWF: riqualificarla tenendo conto di fauna e flora

COMUNICATO STAMPA DEL 30/07/2008

Villa Comunale di Chieti. Il WWF: riqualificarla tenendo conto di fauna e flora. Il WWF propone di realizzare un vero e proprio “giardino abitato”.

In relazione al progetto di riqualificazione della Villa Comunale, il WWF di Chieti auspica che, nel lodevole intento di “trasmettere emozioni” e di “esprimere sintesi della storia e della cultura dei luoghi” (frasi citate dalle Considerazioni Preliminari del progetto), si tenga anche conto del prezioso patrimonio naturale che la Villa oggi rappresenta, con la presenza di alberi anche secolari che ospitano una fauna importante e protetta. Citiamo ad esempio tra gli uccelli lo scricciolo Troglodytes troglodytes, il regolo Regulus regulus, il picchio rosso maggiore Dentrocopos major, e inoltre il ghiro Glis glis e lo scoiattolo comune Sciurus vulgaris.

Esistono tantissimi metodi per rendere un giardino pubblico attraente per la fauna, che può allietare i visitatori con i suoi colori e i suoi canti: cassette nido per pipistrelli ed uccelli, mangiatoie, posatoi, piante che attirano le farfalle ecc.. In molti paesi europei i progetti di riqualificazione dei parchi urbani si basano su queste tecniche per costruire veri e propri giardini abitati, con percorsi tematici sulla fauna e sulla flora e giochi interattivi per i più piccoli che spiegano i cicli biologici.

Il WWF auspica, inoltre, che nel corso dei lavori – a differenza di quel che è accaduto nel recente passato in diversi cantieri su viali alberati cittadini – si abbia particolare cura delle piante e che l’illuminazione tenga conto pure delle esigenze degli animali, nel rispetto anche della legge regionale sull’inquinamento luminoso.

Secondo l’Associazione bisogna preferire nelle nuove piantumazioni le specie autoctone, rispettando altresì le esigenze di ogni singola pianta evitando di metterle a dimora in stagioni inadatte, come recentemente accaduto in piazza Garibaldi dove appena prima dell’estate sono stati sistemati nuovi alberi (non in tutte le aiuole teoricamente disponibili) che nessuno ha curato né annaffiato e molti dei quali sono attualmente in palese difficoltà.



La referente
Nicoletta Di Francesco