sabato 28 febbraio 2009

Petrolchimico: la bufala del disegno di legge regionale

photo by vagabondando

Comunicato stampa 25 febbraio 2009

Legambiente e WWF
sul Disegno di Legge Regionale
Disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche



Il disegno di legge sulla Disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche, con primo firmatario il Consigliere Regionale Mauro Febbo, ha il merito di riportare al centro della discussione politica la vicenda idrocarburi, ma non coglie appieno l’allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste Legambiente e WWF sulla deriva abruzzese.

La proposta, che rinvia alla Giunta Regionale la definizione di linee guida su criteri, modalità e termini della procedura per il rilascio dell’autorizzazione all’installazione ed all’esercizio di nuovi stabilimenti di lavorazione e di stoccaggio di oli minerali, non esclude nei fatti l’installazione e l’esercizio di tali stabilimenti ad Ortona o in altri luoghi.

Tale strumento di regolamentazione non assume, pertanto, un valore tale da poter gestire la vicenda idrocarburi abruzzese che, senza un serio confronto politico con il Governo Centrale, continua a rimanere nel totale interesse “legittimo” delle compagnie petrolifere, le quali nelle maglie della disciplina troveranno luoghi idonei per la realizzazione degli impianti.

Legambiente e WWF ribadiscono, a tal riguardo, la necessità di uscire dal petrolio e non la semplice, ma comunque utile, “opposizione” al Centro Oli di Ortona.

Il disegno di legge può essere, pertanto, considerato un preambolo agli impegni assunti dal neogovernatore Chiodi nel discorso di insediamento in Consiglio Regionale, ricordando allo stesso che sono già trascorsi trenta giorni dei quarantacinque a disposizione per l’elaborazione di una nuova proposta di legge finalizzata al superamento dell’impugnativa del Governo centrale rispetto alla vigente normativa regionale.

Il disegno di legge, inoltre, necessita di ulteriori chiarimenti circa la definizione del contributo compensativo (royalties) per le attività di coltivazione, fissato al 15% delle aliquote spettanti alla regione ed ai comuni.
Anche in questo caso, la proposta rimanda ad un accordo tra regione, comuni nel cui territorio è prevista la coltivazione, comuni contermini e titolare della concessione.
Se positivo risulta essere il coinvolgimento degli enti locali, resta di difficile interpretazione la modalità dell’accordo stesso: cosa accade nel caso in cui non si raggiunga l’unanimità dei consensi? Qual è il reale potere di un singolo comune o della stessa regione di opporsi in caso di non condivisione?

A titolo esplicativo basta richiamare la situazione della tanto contestata Concessione Miglianico, sulla quale insiste la proposta del Centro Oli di Ortona.
Essa coinvolgerebbe oltre alla regione ed all’Eni, 5 comuni direttamente interessati (Francavilla al Mare, Miglianico, Ortona, Ripa Teatina e Tollo) e 11 comuni contermini (Ari, Bucchianico, Canosa Sannita, Chieti, Crecchio, Frisa, Giuliano Teatino, Pescara, San Vito Chetino, Torrevecchia Teatina e Villamagna).

Va chiarita inoltre, la percentuale del 15% destinata al contributo compensativo del danno ambientale che, rapportato alle aliquote stabilite dalla legge nazionale, si traduce nei fatti in percentuali reali pari a:
- 0,15% alla regione;
- 0,44% al comune o ai comuni nei cui territori è prevista la coltivazione;
- 0,15% ai comuni contermini da ripartire proporzionalmente alla popolazione residente.

Il 15%, infatti, va calcolato sul 70% (quota spettante a regione e comuni) del 7% (aliquota stabilita dalla legge nazionale) della quantità di idrocarburi estratti.
E’ del tutto chiaro che si tratterebbe di compensazioni irrisorie rispetto alla reale e consolidata economia dei territori interessati.
E resta poi valido, anche in questo caso, il concetto, già ampiamente espresso in passato, che la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini non è rapportabile agli importi delle royalties.

In conclusione, pertanto, Legambiente e WWF ribadiscono la necessità che la Regione si faccia promotrice di un tavolo di confronto tecnico per affrontare nel suo quadro generale la situazione abruzzese.
La vastità del territorio interessato ed il numero degli enti locali coinvolti non consentono più di affrontare la problematica semplicemente a livello di singola istanza o concessione, ma impongono una gestione complessiva, capace di rispondere con competenza ed autorevolezza agli interessi delle compagnie petrolifere ed alla volontà del Governo centrale, che ha prefigurato per la nostra regione un futuro petrolifero.

martedì 17 febbraio 2009

Nel petrolio il 77,7% del territorio della provincia di Chieti


Comunicato stampa 16 febbraio 2009

Legambiente e WWF presentano
dati e numeri sulla ricerca e l’estrazione degli idrocarburi in Abruzzo.


Questa mattina, presso la sede del Centro Servizi del Volontariato di Pescara, in occasione del quarto anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, Angelo Di Matteo, Presidente di Legambiente Abruzzo, e Dante Caserta, Presidente di WWF Abruzzo, hanno presentato il Dossier sullo stato dell’arte della ricerca e della coltivazione degli idrocarburi in Abruzzo.
La scelta di presentare il Dossier in occasione dell’anniversario del trattato internazionale che prevede l’obbligo in capo ai Paesi sottoscrittori di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti, non è certo casuale. Uscire dal petrolio è infatti, l’occasione utile per avviare concretamente un programma di risparmio, efficienza energetica, diffusione di fonti rinnovabili, innovazione e rafforzamento del sistema produttivo regionale che permetta di fare a meno della “petrolizzazione” del territorio abruzzese.
Il Dossier contiene uno studio dettagliato elaborato grazie ad una serie di approfondimenti dei dati ufficiali del settore reperiti presso il Ministero dello Sviluppo Economico intrecciati con i dati ISTAT territoriali.
Per la prima volta, viene presentato, in maniera organica, il quadro, aggiornato al 31 gennaio 2009 e riferito ad ogni singolo comune abruzzese, della geografia degli idrocarburi regionale.
È così possibile oggi conoscere il reale stato della situazione e verificare per ogni comune abruzzese se ci sono istanze avanzate, concessioni rilasciate, ricerche o estrazioni già avviate.
Per ogni istanza o concessione è possibile sapere se riguarda petrolio o gas, estrazione o stoccaggio.
Il quadro che ne emerge è di una regione che sta profondamente mutando la sua immagine e che da regione dei parchi potrebbe avviarsi ad essere la regione degli idrocarburi.
L’Abruzzo ha oggi quasi la metà (49,11%) del proprio territorio interessato da attività legate alla ricerca, l’estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi e circa i tre quarti dei Comuni abruzzesi (221), per un totale di quasi l’80% della popolazione regionale interessata (1.045.488 abitanti), ne sono ormai coinvolti.
Tutte le province sono colpite: si va dal 77,7% del territorio della provincia di Chieti, al 71% di quello della provincia di Pescara, al 67,5% di quello della provincia di Teramo fino al 21,9% di quello della provincia di L’Aquila.
Nelle tre province costiere (Teramo, Pescara e Chieti) la percentuale di abitanti che vivono nel territorio interessato da attività legate agli idrocarburi supera sempre il 90%.
E se sulla terraferma la situazione è allarmante, a mare la situazione non migliora: 5.639,60 chilometri quadrati del mare antistante la costa abruzzese sono interessati da permessi di ricerca, concessioni ed estrazione di idrocarburi.
Il dossier presenta anche lo studio storico dei pozzi scavati in Abruzzo: al 31 dicembre 2007 sono state effettuate in Abruzzo 722 perforazioni, concentrate essenzialmente nella fascia pedemontana e collinare costiera.
Legambiente e WWF esprimono forte preoccupazione per la situazione venutasi a creare in Abruzzo ad oggi non gestita dalla Regione e dagli Enti locali e condizionata esclusivamente dagli interessi delle compagnie petrolifere nazionali ed internazionali.
Nel giro di pochi anni, a partire soprattutto dal 2005 e dal 2006, il numero di istanze e concessioni è fortemente aumentato portando la regione Abruzzo ai primi posti tra le regioni italiane interessate da attività legate allo sfruttamento di idrocarburi.
La vicenda, giunta all’attenzione dell’opinione pubblica e politica solo grazie alla mobilitazione dal basso di comitati locali ed associazioni ambientaliste che si sono opposti alla proposta ENI di realizzazione il Centro Oli di Ortona, pone l’accento, oltre che sulla legittima partecipazione delle popolazioni ai processi decisionali, sulla vocazione di un territorio.
L’Abruzzo è di fronte ad una scelta da compiere subito, dato che sarà impossibile far coesistere le ragioni del petrolio con le ragioni di oltre mezzo secolo di economia consolidata fatta di agricoltura e turismo, le vere vocazioni di questo territorio.
Economia che è frutto di scelte strategiche, da tempo condivise, che hanno portato a destinare importanti territori ad aree naturali protette, puntando sullo sviluppo dell’agricoltura e dei suoi prodotti, valorizzando il turismo costiero e montano e creando nel mondo il marchio di un Abruzzo a garanzia di genuinità e di rispetto del territorio e delle sue diversità.
Se oggi tutto questo viene messo in discussione è necessaria, attraverso una mobilitazione sempre maggiore, una risposta forte da parte di tutti i protagonisti dell’Abruzzo delle qualità.
Per questo Legambiente e WWF chiamano all’impegno per primi proprio quei Comuni che vedono il loro territorio oggetto di istanze e concessioni spesso, senza neppure saperlo.
Per loro le Associazioni hanno messo a punto una bozza di lettera da inviare alla competente direzione generale del Ministero dello Sviluppo Economico affinché chiedano di essere messi a conoscenza di quanto si sta decidendo a livello nazionale per il loro territorio e affinché vengano coinvolti nei processi decisionali.
È questo un modo anche per ribadire la contrarietà alla proposta di legge attualmente in discussione in Parlamento che vorrebbe estromettere completamente gli Enti locali e le stesse Regioni dagli iter autorizzativi per l’estrazione di idrocarburi.
Il secondo impegno, Legambiente e WWF, lo chiedono alla Regione Abruzzo. Apprezzando le sue dichiarazioni in merito alla non realizzabilità del Centro Oli ad Ortona ed aspettando la concretizzazione dell’atto legislativo che dovrà portare allo stesso obiettivo della legge “blocca Centro Oli” votato dal precedente Consiglio regionale, le due Associazioni chiedono al Presidente Chiodi un incontro per illustrargli i contenuti del Dossier e per chiedere che la Regione si faccia promotrice di un tavolo di confronto che serva ad affrontare nel suo quadro generale la situazione venutasi a creare in Abruzzo.
La vastità del territorio interessato ed il numero degli enti locali coinvolti non consentono più di affrontare questa problematica semplicemente a livello di singola istanza o concessione, ma impongono una gestione complessiva capace di rispondere con competenza ed autorevolezza alle pressioni che provengono dalle compagnie petrolifere e dal Governo centrale che ha individuato nella nostra una regione a vocazione petrolifera e che intende estromettere le realtà locali.

Scarica qui il Dossier Idrocarburi Abruzzo

Scarica qui la mappa dei pozzi in Abruzzo

giovedì 12 febbraio 2009

Nasce il Comitato WWF Zona Frentana e Costa Teatina

Camilla Mello photo's
COMUNICATO STAMPA DEL 12 FEBBRAIO 2009

Nasce il Comitato WWF Zona Frentana e Costa Teatina
La più grande associazione ambientalista italiana completa la sua fase di riorganizzazione territoriale nella provincia.


Domenica 1 febbraio si è riunita a Lanciano l’Assemblea degli attivisti WWF che ha sancito la nascita del neo comitato WWF denominato “Zona Frentana e Costa Teatina”.
Eletta all’unanimità Presidente del Comitato Palena Ines, insegnante di Lanciano, già attivista da diversi anni dell’ Associazione.
Così dichiara la neo Presidente: “La riorganizzazione dell’assetto territoriale della nostra associazione ci consentirà di rafforzare le nostre possibilità di intervento nei tre principali centri abitati della zona frentana - Lanciano, Ortona e Vasto – e sui comuni limitrofi. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere la cittadinanza su tematiche ambientali proprie delle città di appartenenza, senza per questo tralasciare temi di più ampia valenza territoriale come la tutela della Costa Teatina”.
La programmazione delle attività da svolgere nel 2009 verrà stabilità nei prossimi giorni dagli attivisti dell’ Associazione anche se, purtroppo, il Comitato deve da subito intervenire per tamponare i continui assalti quotidiani al nostro territorio.
A questo proposito tra le prime azioni portate avanti dal Comitato c’è la mobilitazione, insieme alle altre associazioni aderenti al Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina, contro la cementificazione presso località Foce a Rocca San Giovanni, uno degli ultimi scorci di mare libero da impianti e stabilimenti balneari, apprezzata da chi ricerca una natura intatta e lontana dal frastuono. Per saperne di più e per firmare contro il progetto si può visitare il blog del WWF: http://icolibri.blogspot.com/, dove è possibile inoltre trovare notizie sulle attività svolte, fare segnalazioni e intervenire delle discussioni.
Il Comitato appena formatosi ha inoltre firmato, insieme ad altre associazioni ambientaliste, una collaborazione con il Comune di Vasto per avviare una campagna di sensibilizzazione ed educazione sulla raccolta differenziata porta a porta, che partirà in città nelle prossime settimane.
Il Comitato WWF Zona Frentana e Costa Teatina potrà a breve disporre di due uffici presso il Centro Servizi per il Volontariato nelle città di Lanciano e di Ortona con la possibilità di avere a disposizione, nel prossimo futuro, un punto di riferimento anche per la città di Vasto.

Il presidente
Palena Ines

martedì 10 febbraio 2009

Corteo a Chieti sabato 14 Febbraio 2009 ore 10:00

MANIFESTAZIONE PUBBLICA

Si invita tutta la cittadinanza a partecipare il giorno 14 Febbraio 2009 ore 10:00 al corteo di protesta organizzato dal “Comitato Il Bivio” in collaborazione con il WWF, Emergenza Ambiente, Comitato Marelibero e Comitato Villa Blog sui seguenti temi:

• Delocalizzazione immediata della discarica Casoni e bonifica del relativo sito.
• Raccolta differenziata su tutto il territorio abruzzese
• Delocalizzazione dell’impianto TMB in costruzione
• No ai Termovalorizzatori in Abruzzo

Il corteo partirà dal piazzale antistante “Forno a legna da Cesira” e percorrendo via Per Popoli si arriverà nei pressi dell’ingresso della discarica Casoni dove si terrà un breve sit-in.
Si prega di intervenire numerosi e a scopo dimostrativo e coreografico, si prega di munirsi di mascherine di protezione dai cattivi odori.

Per ulteriori informazioni contattare i seguenti numer: 3472120179 – 3355484467