lunedì 30 marzo 2009
L' Ora della Terra: il Comune di Lanciano si dimentica di spegnere le luci....
Sabato 28 marzo, in tutto il mondo, si è celebrata l' Ora della Terra. L’evento di mobilitazione globale per il clima, organizzato dal WWF, ha coinvolto i tanti che hanno spento le luci di città, monumenti simbolo, istituzioni, imprese, case in tutto il mondo. Boom di adesioni con oltre 2700 città del mondo (di cui 100 in Italia) e 83 paesi, con un obiettivo raggiunto di un miliardo di persone, elementi che lo fanno definire “il maggior evento globale di tutti i tempi”.
Nella nostra provincia il WWF è riuscito a coinvolgere diverse amministrazioni comunali che si sono dimostrati disponibili ad affrontare con l' Associazione il tema dei cambiamenti climatici: Chieti ha spento la Cattedrale di San Giustino, Vasto ha spento il Palazzo d’Avalos ed il Castello Caldoresco, Francavilla al Mare ha spento il Museo Michetti ed il Pontile a Mare, San Salvo il Monumento della Fontana.
Nella serata del 28 marzo, l' Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina ha voluto festeggiare il successo dell'iniziativa presso un locale di Torino di Sangro con i soci e i simpatizzanti, rigorosamente a lume di candela.
Unico episodio sgradevole dell' evento è il comportamento dell'amministrazione comunale di Lanciano che, seppur formalmente ha aderito all'iniziativa dell' Earth hour, seppur acconsentendo al solo spegnimento di poche luci presenti nell'aiuola che circonda il mezzo busto di F. Fenaroli, non ha interrotto l'illuminazione come previsto.
Preferiamo non commentare la pessima figura dell' Amministrazione Comunale e lasciare a voi eventuali considerazioni.
claudall
venerdì 27 marzo 2009
Chieti, Lanciano, Francavilla, Vasto e San Salvo per l' Earth Hour
LANCIANO. Monumenti e case al buio domani, dalle 20,30 alle 21,30, per l’Ora della Terra, la manifestazione del Wwf. Ma se Roma “spegnerà” il Colosseo, Milano il Castello sforzesco e Vasto il Palazzo d’Avalos e Chieti San Giustino, chi non ci fa una bella figura è Lanciano. L’amministrazione comunale ha deciso di aderire alla giornata di sensibilizzazione al risparmio energetico e alla tutela delle risorse del pianeta con la statua di Fedele Fenaroli, nel piazzale Della Stazione. Non proprio un monumento simbolo della città, senza nulla togliere al grande compositore lancianese. il Comune avrebbe potuto “aggiungere” un altro monumento, più visibile. Vasto, ad esempio, spegnerà oltre a Palazzo d’Avalos anche il Caldoresco. Sempre domani, il circolo Wwf organizza, nell’antica osteria del Tiglio a Torino di Sangro, una cena a lume di candela per raccogliere fondi per proteggere la Foce di Rocca San Giovanni dal cemento.
Tratto da "Il Centro" del 27 marzo 2009
martedì 24 marzo 2009
L'ora della Terra

Comunicato stampa del 23 marzo 2009
Per il futuro del Pianeta, il 28 marzo sarà l’Ora della Terra.
Anche in Abruzzo scocca l’Ora della Terra, per una regione che vuole rimanere la regione verde d’Europa e non vuole diventare la regione del petrolio.
Grandi città con i loro monumenti, piccoli comuni, aziende e singoli cittadini nelle loro case spegneranno le luci: un gesto semplice per accendere un messaggio che risuonerà in ogni angolo del Pianeta e per chiedere a tutti i leader mondiali di mettere in campo azioni decise contro i cambiamenti climatici.
Partita da Sydney nel 2007, l’Ora della Terra (Earth Hour) è una grande iniziativa che nel 2008 aveva già contagiato 370 città e 50 milioni di persone ad ogni latitudine.
Per il 2009 l’ambizione è grandissima: quest’anno il “giro del mondo” dell’Ora della Terra attraverserà 25 fasce orarie, dalle coste del Pacifico ai Paesi delle coste atlantiche, mirando a coinvolgere un miliardo di persone in più di 1.000 città con il semplice click di un interruttore.
Moltissime città hanno già aderito. Tutto inizierà alle 7.45, ora italiana, di sabato 28 marzo: dall’altro capo del mondo le prime a spegnersi saranno le Chatham Islands, un piccolo arcipelago al largo delle coste neozelandesi, il luogo più lontano dall’Italia poiché distano circa 19.250 chilometri da Roma. Dalla Nuova Zelanda in poi sarà un susseguirsi di spegnimenti spettacolari con Sydney, Pechino, Tokyo, Bangkok, Nuova Delhi, Mumbai, passando per Roma, Parigi, Atene, Madrid, Budapest, Copenaghen e finire a ovest con Rio de Janeiro, New York, San Francisco. Chiuderà la maratona Las Vegas. Si spegneranno la Tour Eiffel e la Cattedrale di Notre Dame a Parigi, la Biblioteca di Alessandria, Piccadilly Circus a Londra, lo Stadio del Millennium a Cardiff, l’Acropoli di Atene, il Museo Guggenheim di Bilbao, la Porta di Alcalà a Madrid, il Cristo Redentore a Rio de Janeiro, il Table Mountain a Città del Capo, l’Opera House di Sidney, il Taipei 101 cinese, le Cascate del Niagara, l’Università di Mosca, l’Obelisco a Buenos Aires, il Golden Gate di San Francisco, l’Empire State Building ed il Palazzo delle Nazioni Unite a New York, e tanti altri.
Anche tutti gli italiani sono invitati a spegnere le luci dalle ore 20,30 alle ore 21,30 di sabato 28 marzo.
A Roma è previsto l’evento centrale per il nostro Paese: Francesco Totti, insieme al WWF, spegnerà “simbolicamente” il Colosseo. Ma tanti eventi sono in programma: si spegneranno il Palazzo del Quirinale, sede del Presidente della Repubblica, Palazzo Madama, sede del Senato, Palazzo di Montecitorio, sede della Camera, la Cupola di San Pietro, Ponte di Rialto a Venezia, la Torre di Pisa, il Maschio Angioino a Napoli, la Reggia di Caserta, il Sferisterio di Macerata, l’Arena di Verona, la Valle dei Templi, il Castello Sforzesco a Milano, Piazza Castello a Torino, l’Acquario di Genova, e tanti altri palazzi comunali, provinciali e regionali, piazze, strade, mura, castelli, scuole, chiese, rocche e ponti.
L’Ora della Terra del WWF, considerato il maggior movimento globale di tutti i tempi, è stato presentato questa mattina a Pescara durante una conferenza stampa presso il Caffè Letterario, da Camilla Crisante, Presidente del WWF Abruzzo, e Dante Caserta, Consigliere nazionale del WWF Italia.
“L’Ora della Terra”, ha dichiarato Camilla Crisante, “è un vero e proprio voto per il futuro del Pianeta. Offre la possibilità a tutti di mandare un messaggio chiaro a chi ci governa: i cittadini vogliono un’azione decisa per contrastare il riscaldamento globale. Enti, Istituzioni, ma anche singoli cittadini sono chiamati a dire la loro con un gesto semplice: spegnere le luci per un’ora. Sarà il modo per tutto il mondo di affermare che c’è bisogno di una politica energetica rispettosa dell’ambiente e del nostro futuro. Abbiamo chiesto ai principali comuni abruzzesi di aderire a questa iniziativa programmando di spegnere simbolicamente un monumento o una piazza. In dieci hanno già aderito, ma c’è ancora tempo per farlo: basta andare sul sito www.wwf.it oppure contattare il WWF Abruzzo. In questo modo anche le nostre cittadine potranno figurare nell’elenco delle città di tutto il mondo che vogliono impegnarsi contro i cambiamenti climatici”.
I Comuni che hanno aderito in Abruzzo:
• L’Aquila (si spegnerà il Palazzo Margherita);
• Pescara (si spegnerà la Torre Civica);
• Chieti (si spegnerà la Cattedrale di San Giustino);
• Avezzano (si spegnerà il Castello Orsini Colonna);
• Vasto (si spegneranno il Palazzo d’Avalos ed il Castello Caldoresco);
• Roseto degli Abruzzi (si spegnerà Piazza della Repubblica);
• Francavilla al Mare (si spegneranno il Museo Michetti ed il Pontile a Mare);
• Montesilvano (si spegnerà Piazza Diaz);
• Atri (si spegnerà Piazza Duchi di Acquaviva);
• Lanciano (si spegnerà il Monumento Fenaroli in Piazza della stazione).
“Questa straordinaria iniziativa a livello mondiale” ha dichiarato Dante Caserta, Consigliere nazionale del WWF Italia, “assume in Abruzzo una valenza particolare. Il 49,11% del territorio della nostra regione è oggi interessato da istanze e concessioni per la ricerca, lo stoccaggio e l’estrazione di idrocarburi. Se non riusciremo a fermare questa deriva petrolifera, il nostro ambiente, la nostra economia, la nostra stessa vita subiranno una trasformazione radicale. Non lo possiamo permettere e dobbiamo fare di tutto per impedirlo. Ma dire no al petrolio in Abruzzo deve accompagnarsi ad una politica generale di riduzione dei consumi energetici, di messa in efficienza del sistema produttivo, del ricorso convinto alle fonti rinnovabili. Aderire all’Ora della Terra è il modo migliore per chiedere tutto questo”.
Tutte le informazioni per aderire all’iniziativa si trovano su www.wwf.it.
domenica 22 marzo 2009
Vieni a cena con il WWF sabato 28 marzo 2009

In occasione dell' Earth Hour, Giornata della Terra
Sabato 28 marzo rigorosamente a lume di candela, un'azione per salvare
un incantevole posto della Costa Teatina: La Foce -Rocca San Giovanni-
per azioni di informazione, raccolta firme e in caso di ricorso al TAR.
Tutti a cena a Torino Di Sangro, Osteria del Tiglio,
Sarà presentata in anteprima mondiale: "la strategia del colibrì"
Prenotate anche via mail, entro giovedì, il costo è 20 euro di cui 5 andranno alla causa.
Maria Laura: ml.pierini@virgilio.it
Fabrizia: iginiafabrizia.arduini@fastwebnet.it
Ines: inessenza@hotmail.com
Claudio: claudall@libero.it
Organizza:
WWF Associazione Zona Frentana e Costa Teatina
martedì 17 marzo 2009
Vasto: il WWF sollecita la variante al P.R.G.
photo by Vincenzo's photos

Prg e dissesto, il Wwf sollecita la variante
L’Sos della presidente «La città paga la cementificazione»
«La variante al piano regolatore è quantomai necessaria alla luce della situazione idrogeologica che va peggiorando». L’ennesimo appello arriva dal Wwf «per una città che paga sempre di più la cementificazione selvaggia» il giorno dopo in cui sono approdate in consiglio comunale le prime osservazioni alle norme tecniche del Prg approvate nell’ottobre del 2007: tutte respinte. La maggior parte delle norme verte sugli interventi consentiti nel centro storico cittadino. La decisione è stata presa all’unanimità dalla Commissione assetto del territorio che ha dato il via libera all’esame delle osservazioni. «Cominceremo ad esaminarle nel prossimo consiglio comunale in programma entro la fine mese», annuncia l’assessore Anna Suriani (Sinistra democratica), «a seguire saranno portate all’attenzione dell’assemblea civica le altre osservazioni». Dopo mesi di stallo l’organismo consiliare deputato al rilascio di un proprio parere (non vincolante) su un argomento sul quale si registrano forti ritardi si è riunito alla luce dei 300 cittadini che attendono risposte. Non potendo esaminare in un colpo solo le 300 osservazioni presentate alla scadenza del termine, la Commissione ha deciso di cominciare a visionare un primo pacchetto di 50 richieste, la maggior parte sulle norme tecniche del centro storico ritenute particolarmente restrittive. Nel vecchio borgo sono consentiti solo interventi di recupero, mentre sono severamente vietate le demolizioni e le sopraelevazioni. Sulle richieste finalizzate a cambiare le regole la Commissione si è detta contraria, essendo in fase di predisposizione il piano di recupero. Sul tappeto restano tutte le altre problematiche legate all’Urbanistica. E’ il caso del piano spiaggia che deve essere ancora approvato, ma anche della variante al piano regolatore a cui, secondo alcune associazioni ambientaliste, bisogna mettere mano al più presto. «In quest’ottica la questione idrogeologica è di primaria importanza», suggerisce Ines Palena, presidente del Comitato Wwf zona frentana e costa teatina, «non è necessario essere indovini per prevedere che Vasto avrà sempre più problemi in tal senso, pagando lo scotto della pesantissima cementificazione imposta dal Prg della precedente amministrazione comunale. Per limitare i danni alcuni provvedimenti importanti sono stati emanati», continua l’ambientalista, «è il caso del piano di assetto idrogeologico Pai, del piano scarpate, ma la vigilanza ambientale deve essere costante e precisa con apposito personale».
Articolo di a.b. tratto da "Il Centro" del 11 marzo 2009
lunedì 16 marzo 2009
Gianni Chiodi non rispetta gli impegni. Ci fidiamo ancora?

Comunicato stampa 16 marzo 2009
Legambiente e WWF
sulla risoluzione del Consiglio Regionale del 27 gennaio 2009 inerente l’impugnativa da parte del Governo sulla Legge Regionale “Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina”
Il Presidente Chiodi non ha mantenuto fede al suo primo impegno di legislatura.
Netto il giudizio delle associazioni ambientaliste Legambiente e WWF.
Il Consiglio Regionale, infatti, nella seduta di insediamento del 27 gennaio 2009, all’unanimità, aveva dato mandato al Presidente Chiodi di elaborare, entro e non oltre 45 giorni, un Disegno di Legge finalizzato a superare l’impugnativa del Governo dinnanzi alla Corte Costituzionale sulla Legge Regionale 10 marzo 2008 n. 2 “Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina“, modificata ed integrata con Legge Regionale 15 ottobre 2008 n. 14.
La Legge, nota anche come blocca Centro Oli Eni di Ortona, secondo il Governo presenta diversi profili di legittimità costituzionale e merita di conseguenza una valutazione di merito da parte della Corte Costituzionale.
All’impegno purtroppo, non sono seguiti i fatti: i 45 giorni sono trascorsi ed il Presidente Chiodi non ha elaborato alcun Disegno di Legge, dimostrando, nonostante i proclami, una scarsa attenzione al problema che aveva calamitato durante la campagna elettorale persino l’interesse del Presidente del Consiglio Berlusconi.
La mancanza di responsabilità del Presidente Chiodi getta seri dubbi sulle reali intenzioni del Governo regionale sulla deriva idrocarburi che, evidenziato da Legambiente e WWF nel dossier “Dati e numeri sulla ricerca e la coltivazione e degli idrocarburi in Abruzzo” presentato il 16 febbraio scorso in occasione del quarto anniversario dell’entrata in vigore dl Protocollo di Kyoto, sta coinvolgendo l’intera Regione.
Oltre a questa manifesta mancanza di responsabilità, Legambiente e WWF sottolineano anche la discutibile iniziativa del Presidente Chiodi che, fuori dal ruolo istituzionale, ha firmato, come primo firmatario ed a titolo di semplice consigliere regionale, il Disegno di Legge inerente la “Disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche” che, presentato dall’assessore regionale Mauro Febbo, di certo non da alcuna risposta ai dubbi espressi dal Governo nazionale nella impugnativa presentata dinnanzi alla Corte Costituzionale.
La disattenzione politica del Presidente Chiodi sul tema, trova ulteriore e grave conferma anche nel fatto che ad oggi la Regione Abruzzo non è ancora intervenuta presso la Corte Costituzionale per sostenere la validità della vigente Legge Regionale approvata nella passata legislatura all’unanimità del Consiglio Regionale.
Nel richiamare il Presidente Chiodi ai propri impegni, Legambiente e WWF ribadiscono nuovamente la necessità che la Regione si faccia promotrice di un tavolo di confronto tecnico per affrontare nel suo quadro generale la situazione abruzzese sempre più oggetto di interesse delle compagnie petrolifere.
WWF Abruzzo: Dante Caserta
Legambiente e WWF
sulla risoluzione del Consiglio Regionale del 27 gennaio 2009 inerente l’impugnativa da parte del Governo sulla Legge Regionale “Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina”
Il Presidente Chiodi non ha mantenuto fede al suo primo impegno di legislatura.
Netto il giudizio delle associazioni ambientaliste Legambiente e WWF.
Il Consiglio Regionale, infatti, nella seduta di insediamento del 27 gennaio 2009, all’unanimità, aveva dato mandato al Presidente Chiodi di elaborare, entro e non oltre 45 giorni, un Disegno di Legge finalizzato a superare l’impugnativa del Governo dinnanzi alla Corte Costituzionale sulla Legge Regionale 10 marzo 2008 n. 2 “Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina“, modificata ed integrata con Legge Regionale 15 ottobre 2008 n. 14.
La Legge, nota anche come blocca Centro Oli Eni di Ortona, secondo il Governo presenta diversi profili di legittimità costituzionale e merita di conseguenza una valutazione di merito da parte della Corte Costituzionale.
All’impegno purtroppo, non sono seguiti i fatti: i 45 giorni sono trascorsi ed il Presidente Chiodi non ha elaborato alcun Disegno di Legge, dimostrando, nonostante i proclami, una scarsa attenzione al problema che aveva calamitato durante la campagna elettorale persino l’interesse del Presidente del Consiglio Berlusconi.
La mancanza di responsabilità del Presidente Chiodi getta seri dubbi sulle reali intenzioni del Governo regionale sulla deriva idrocarburi che, evidenziato da Legambiente e WWF nel dossier “Dati e numeri sulla ricerca e la coltivazione e degli idrocarburi in Abruzzo” presentato il 16 febbraio scorso in occasione del quarto anniversario dell’entrata in vigore dl Protocollo di Kyoto, sta coinvolgendo l’intera Regione.
Oltre a questa manifesta mancanza di responsabilità, Legambiente e WWF sottolineano anche la discutibile iniziativa del Presidente Chiodi che, fuori dal ruolo istituzionale, ha firmato, come primo firmatario ed a titolo di semplice consigliere regionale, il Disegno di Legge inerente la “Disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche” che, presentato dall’assessore regionale Mauro Febbo, di certo non da alcuna risposta ai dubbi espressi dal Governo nazionale nella impugnativa presentata dinnanzi alla Corte Costituzionale.
La disattenzione politica del Presidente Chiodi sul tema, trova ulteriore e grave conferma anche nel fatto che ad oggi la Regione Abruzzo non è ancora intervenuta presso la Corte Costituzionale per sostenere la validità della vigente Legge Regionale approvata nella passata legislatura all’unanimità del Consiglio Regionale.
Nel richiamare il Presidente Chiodi ai propri impegni, Legambiente e WWF ribadiscono nuovamente la necessità che la Regione si faccia promotrice di un tavolo di confronto tecnico per affrontare nel suo quadro generale la situazione abruzzese sempre più oggetto di interesse delle compagnie petrolifere.
WWF Abruzzo: Dante Caserta
Legambiente Abruzzo: Angelo Di Matteo
venerdì 6 marzo 2009
Vasto. Convegno "Mare Nostrum: dal saccheggio alla pesca responsabile"

Convegno "Mare Nostrum: dal saccheggio alla pesca responsabile" ,organizzato da ARCI, WWF e Riserva Naturale Punta Aderci, il giorno GIOVEDI 12 MARZO 2009 alle ore 18.00presso la sede dell'ARCI, Corso Plebiscito 77 (di fronte al Teatro Rossetti), Vasto.
Proiezione video ‘Mare Nostrum’ (da REPORT-TG3)
Proiezione video ‘Mare Nostrum’ (da REPORT-TG3)
giovedì 5 marzo 2009
Incontro col WWF a Chieti sabato 7 marzo
photo by Alessandro Battista

Proseguono gli appuntamenti nell’ambito del programma TERRITORIO, AMBIENTE E NATURA idee, proposte, esperienze, un ciclo di incontri (in calendario da novembre 2008 fino a maggio 2009) curato dal gruppo tematico permanente "Territorio e ambiente" della consulta Comunale delle Associazioni, di concerto con l'Assessore Comunale all'Ambiente, Dr. Bassam el Zohbi, che intende valorizzare - in modo sinergico e coordinato - le competenze, la progettualità, il contributo di idee espressi dalle associazioni aderenti al progetto, favorendo la collaborazione tra le associazioni, nonché tra le stesse e le istituzioni. Le iniziative vertono su tematiche ambientali e sono tese a favorire la sensibilizzazione sui problemi ambientali, la conoscenza del mondo che ci circonda e a sollecitare un approccio consapevole alla sua conservazione.
Prossimo appuntamento: sabato 7 marzo, ore 11.00 Aula Magna Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “F. Galiani” Conferenza “Il fiume e l’acqua” a cura dell’Ass. WWF relatore Dott. Dante Caserta Consigliere nazionale del WWF conduce Nicoletta Di Francesco Presidente WWF Chieti
L’iniziativa è aperta agli studenti e alla cittadinanza
Prossimo appuntamento: sabato 7 marzo, ore 11.00 Aula Magna Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “F. Galiani” Conferenza “Il fiume e l’acqua” a cura dell’Ass. WWF relatore Dott. Dante Caserta Consigliere nazionale del WWF conduce Nicoletta Di Francesco Presidente WWF Chieti
L’iniziativa è aperta agli studenti e alla cittadinanza
mercoledì 4 marzo 2009
Novità nel WWF Abruzzo

COMUNICATO STAMPA DEL 28 FEBBRAIO 2009
NOVITÀ NEL WWF ABRUZZO:
CAMBIA IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA SEZIONE REGIONALE
Cambia il vertice del WWF in Abruzzo.
Dante CASERTA, che è stato presidente della Sezione regionale negli ultimi tre mandati, è stato eletto nel Consiglio nazionale del WWF Italia nelle votazioni tra tutti i soci dell’Associazione che si sono svolte nei mesi scorsi.
Negli oltre 40 anni di storia del WWF in Italia è la seconda volta che un abruzzese entra nel Consiglio direttivo della più grande Associazione ambientalista italiana: un importante obiettivo per tutto il WWF della nostra regione.
Contemporaneamente alle elezioni per il Consiglio nazionale del WWF Italia, si sono svolte anche le elezioni per il rinnovo dei cinque componenti del Consiglio direttivo del WWF Abruzzo.
I soci abruzzesi hanno eletto Piero ANGELINI, Claudio CALISTI, Camilla CRISANTE, Fabio DE MASSIS e Marco TERREI.
Ieri pomeriggio a Pescara si è svolta la prima riunione del nuovo consiglio che ha provveduto alla scelta del Presidente del WWF Abruzzo per i prossimi 3 anni: all’unanimità è stata eletta Camilla CRISANTE, architetto di Pescara da sempre impegnata nel volontariato ambientalista e nel WWF al cui interno ha già ricoperto importanti cariche. Ad affiancare la CRISANTE, in qualità di vicepresidente sarà Fabio DE MASSIS, avvocato che negli ultimi anni ha seguito per l’Associazione i più importanti processi in difesa dell’ambiente.
Il nuovo Consiglio è intenzionato a portare avanti le battaglie che da sempre caratterizzano l’azione del WWF in Abruzzo e sarà fortemente impegnato nella creazione di nuovi gruppi di ecovolontari nei vari comprensori della nostra regione.
Il WWF in Abruzzo conta su oltre 3.500 tra soci e sostenitori. È presente nelle quattro province con associazioni locali e gruppi attivi di soci. Gestisce 7 Oasi, aree naturali protette affidate da Comuni al WWF che ne cura la direzione scientifica e la promozione. Tutte le Oasi sono dotate di centri visita, punti di accoglienza e sentieri. Il WWF nella regione gestisce anche 4 Centri di Educazione Ambientale e 3 Centri di Documentazione Ambientale ed è dotato di un nucleo di guardie ecologiche volontarie che opera in particolare nella provincia di Chieti.
NOVITÀ NEL WWF ABRUZZO:
CAMBIA IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA SEZIONE REGIONALE
Cambia il vertice del WWF in Abruzzo.
Dante CASERTA, che è stato presidente della Sezione regionale negli ultimi tre mandati, è stato eletto nel Consiglio nazionale del WWF Italia nelle votazioni tra tutti i soci dell’Associazione che si sono svolte nei mesi scorsi.
Negli oltre 40 anni di storia del WWF in Italia è la seconda volta che un abruzzese entra nel Consiglio direttivo della più grande Associazione ambientalista italiana: un importante obiettivo per tutto il WWF della nostra regione.
Contemporaneamente alle elezioni per il Consiglio nazionale del WWF Italia, si sono svolte anche le elezioni per il rinnovo dei cinque componenti del Consiglio direttivo del WWF Abruzzo.
I soci abruzzesi hanno eletto Piero ANGELINI, Claudio CALISTI, Camilla CRISANTE, Fabio DE MASSIS e Marco TERREI.
Ieri pomeriggio a Pescara si è svolta la prima riunione del nuovo consiglio che ha provveduto alla scelta del Presidente del WWF Abruzzo per i prossimi 3 anni: all’unanimità è stata eletta Camilla CRISANTE, architetto di Pescara da sempre impegnata nel volontariato ambientalista e nel WWF al cui interno ha già ricoperto importanti cariche. Ad affiancare la CRISANTE, in qualità di vicepresidente sarà Fabio DE MASSIS, avvocato che negli ultimi anni ha seguito per l’Associazione i più importanti processi in difesa dell’ambiente.
Il nuovo Consiglio è intenzionato a portare avanti le battaglie che da sempre caratterizzano l’azione del WWF in Abruzzo e sarà fortemente impegnato nella creazione di nuovi gruppi di ecovolontari nei vari comprensori della nostra regione.
Il WWF in Abruzzo conta su oltre 3.500 tra soci e sostenitori. È presente nelle quattro province con associazioni locali e gruppi attivi di soci. Gestisce 7 Oasi, aree naturali protette affidate da Comuni al WWF che ne cura la direzione scientifica e la promozione. Tutte le Oasi sono dotate di centri visita, punti di accoglienza e sentieri. Il WWF nella regione gestisce anche 4 Centri di Educazione Ambientale e 3 Centri di Documentazione Ambientale ed è dotato di un nucleo di guardie ecologiche volontarie che opera in particolare nella provincia di Chieti.
lunedì 2 marzo 2009
Discarica Consac: le indagini confermano i timori del WWF

Vi ricordate la replica al WWF di Mario Di Paolo, Presidente del consorzio dei comuni che dovrebbero gestire la discarica Consac di Fara Filiorum Petri? Disse:"La discarica di Fara non inquina!"
Vi ricordate cosa dichiarò ancora il Sindaco di Bucchianico Mario Di Paolo? Ecco le sue parole: "....mi chiedo anzi le ragioni dietro questi allarmismi, ingiustificati e infondati, come quelli strombazzati dal Wwf". LEGGI QUI
E' superfluo rispondere a Mario Di Paolo: ci sta pensando il Corpo Forestale dello Stato.........
Articolo tratto da "Il Centro" di mercoledi 25 febbraio 2009
Percolato della discarica fino all’Alento
Fara Filiorum Petri, liquami fuoriescono dall’impianto di Colle San Donato
I reati ipotizzati «Abbandono e scarico di rifiuti liquidi»
FARA FILIORUM PETRI. Percolato e liquami trovati nel fosso Campolungo e nel torrente Focaro, affluente dell’Alento, (episodio già segnalato alla procura a gennaio), provengono dalla discarica di Colle San Donato, chiusa. E’ la conclusione cui sono arrivati gli uomini della forestale di Chieti che hanno firmato una denuncia contro ignoti per reati di abbandono incontrollato e scarico sul suolo e di immissione nelle acque superficiali di rifiuti liquidi. L’indagine è partita la scorsa estate da una segnalazione del Wwf.
LA DENUNCIA. Le indagini sull’inquinamento sono sempre più difficili e complesse soprattutto nella fase di individuazione dei responsabili. Infatti la discarica consortile di Colle San Donato è chiusa. «Non è facile individuare i responsabili di tali reati», dice il vicequestore aggiunto Giancarlo D’Amato del comando del corpo provinciale dello stato, «in quanto sono stati notati anche problemi di stabilità della discarica. Tra l’altro, questa è ormai chiusa e si deve accertare chi è responsabile della sua gestione. Non vorremmo che si arrivi ad una situazione come quella della Val di Sangro».
Alla procura sono stati inviati, intanto, insieme agli atti della denuncia, diversi fascicoli fotografici e verbali rilievi con fotografie fatte dall’alto.
SCARICO ABUSIVO. Lo scorso gennaio la forestale di Fara Filiorum Petri aveva segnalato alla magistratura la presenza di uno scarico non autorizzato e abbandono di rifiuti liquidi a valle della discarica di Colle San Donato.
LE INDAGINI. Le indagini erano partite in agosto dopo che il Wwf aveva sottoscritto un esposto a Forestale, polizia provinciale e Arta. A settembre sono stati eseguiti campionamenti dei sedimenti del fosso, del percolato contenuto nel serbatoio di raccolta della discarica e del terreno a monte non contaminato (campione in bianco). Date le condizioni di scarsa piovosità (il fosso era asciutto), all’epoca non è stato possibile verificare l’inquinamento del Fosso Campolungo, che si immette nel torrente Focaro, affluente del fiume Alento, ma solo un piccolo dissesto su un lato dell’invaso di discarica. A dicembre in condizioni ambientali più favorevoli la forestale ha compiuto un ulteriore sopralluogo constatando che il torrente Focaro era particolarmente scuro. Due chilometri a monte nel fosso Campolungo la colorazione era ancora più scura di quella a valle. Risalendo il pendio fino alla discarica i forestali hanno constatato la fuoriuscita del percolato della discarica dal “troppo pieno” di un tombino che, tramite una ulteriore canalizzazione in calcestruzzo, portava i reflui nel fosso Campolungo dove sono stati prelevati campioni di liquidoungo, così come nel torrente Focaro e nell’ultimo pozzetto di raccolta della discarica consortile.
FOSSO INQUINATO. I risultati dell’Arta sono stati inconfutabili: il torrente Focaro è inquinato e nel fosso Campolungo c’è un vero e proprio percolato di discarica. Considerata la complessità delle modalità dell’inquinamento, sono stati ipotizzati i reati di abbandono incontrollato e scarico sul suolo e l’immissione nelle acque superficiali di rifiuti liquidi.
I RESPONSABILI. «Stiamo lavorando per individuare i responsabili», dice il dottor D’Amato, «essendo quella discarica chiusa è ancora più complesso. Peraltro l’impianto è in condizioni di instabilità per cui è necessario accertarsi se sono stati iniziati i lavori di consolidamento e se questi abbiano potuto provocare la fuoriuscita del percolato dall’impianto». (k.g.)
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