venerdì 27 gennaio 2012

Il WWF su caccia a febbraio: inaccettabile!

COMUNICATO STAMPA DEL 27 GENNAIO 2012

Il WWF sull’estensione della caccia a febbraio decisa dalla Provincia di Chieti: inaccettabile per la fauna e per la gran parte dei cittadini.

fieri cacciatori
CHIETI - La Provincia di Chieti con una recente delibera di giunta ha deciso di estendere la caccia alla specie colombaccio fino al 09 febbraio. Per la prima volta, dopo alcuni decenni, si tornerà a sparare nelle nostre campagne anche nel mese di febbraio.

Non è quello che vogliono i cittadini della Provincia di Chieti. Molti di loro sono esasperati dai continui spari nei pressi delle proprie abitazioni e dall’arroganza di chi invade i propri terreni. Il 79% dei cittadini chiede di vietare o ridurre fortemente la caccia (sondaggio Ipsos 2010) ed invece i nostri amministratori fanno il contrario!

Dichiara Ines Palena del WWF Zona Frentana e Costa Teatina: la Provincia di Chieti è ostaggio di un manipolo di cacciatori che da diversi anni condizionano le scelte dell’amministrazione pubblica. La politica locale è sempre disponibile ad esaudire le richieste estremiste dei cacciatori, ignorando le diverse problematiche che attanagliano la gestione faunistico-venatoria della nostra provincia come il Piano Faunistico-Venatorio scaduto e le carenze della Polizia Provinciale di Chieti sulla vigilanza venatoria

Il settore provinciale che si dovrebbe occupare di caccia e fauna selvatica da diversi anni è paralizzato ed improduttivo: il nuovo Piano Faunistico Venatorio provinciale, lo strumento indispensabile con il quale la Provincia esercita la propria facoltà di disciplinare in materia di pianificazione e programmazione faunistico-venatoria del territorio non ancora viene rinnovato, a diversi anni dalla sua precedente scadenza. Non si ha notizia di questo importante documento né tantomeno vi è condivisione del lavoro fatto finora (se è stato fatto qualcosa).

Mancano i dati e le informazioni per una corretta gestione della fauna selvatica. "La Regione Abruzzo e le Province non hanno a disposizione neanche i numeri sugli abbattimenti della stagione venatoria precedente, come fanno, in queste condizioni, a prolungare i termini della caccia?"

Inoltre, diverse volte il WWF ha denunciato le pessime condizioni in cui si trova ad operare il Corpo di Polizia Provinciale di Chieti, con personale assolutamente carente e privo di mezzi idonei per arginare gli illeciti ambientali e venatori.

Nonostante le recenti rassicurazioni da parte dell’Assessore Tavoletta avvenute nel dicembre 2010 nulla è cambiato, niente è stato fatto concretamente.

Nella maggior parte dei turni di lavoro, invece, considerando ferie, permessi, malattie, servizi di rappresentanza, compilazione di atti d’ufficio, altre competenze, una sola pattuglia è presente sul territorio a coprire l’intera estensione della Provincia di Chieti (104 comuni e 5.172 Kmq!). Solo questo dato rende bene l’idea di come la Provincia di Chieti non ha assolutamente padronanza del proprio territorio.

Dichiara Nicoletta Di Francesco Presidente del WWF Chieti: la paralisi nella gestione provinciale della fauna selvatica e l’impossibilità di garantire una vigilanza venatoria sul territorio sembrano atti voluti al fine di consentire l’esercizio venatorio senza regole certe che evidentemente fa comodo a molti cacciatori.

Chiediamo al Presidente Di Giuseppantonio di ritirare la delibera di Giunta che consente la caccia al mese di febbraio e di avviare una dignitosa gestione faunistico-venatoria nella Provincia. Chiediamo inoltre di ottemperare a quanto dichiarato dall’Assessore al Personale Silvio Tavoletta in merito all’aumento dell’organico della Polizia Provinciale e la loro dotazione dei mezzi minimi necessari per operare almeno con sufficienza; chiediamo la riduzione drastica delle attività d’ufficio e di rappresentanza della polizia provinciale e il contestuale aumento della presenza degli agenti sul territorio (maggiori controlli su cacciatori, pescatori e attività produttive inquinanti); chiediamo l’attivazione di un numero telefonico di reperibilità e pronto intervento della Polizia Provinciale a disposizione della cittadinanza.

Nicoletta Di Francesco
Associazione WWF Chieti

Ines Palena
Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina

mercoledì 28 dicembre 2011

Ortona. Stop della Regione al dragaggio. Ascoltati i dubbi del Wwf sulla sabbia per il ripascimento

ORTONA. Sospesi temporaneamente i lavori di dragaggio all'imboccatura del Porto di Ortona per ulteriori accertamenti sulla sabbia prelevata dai fondali del mare e utilizzata per il ripascimento morbido dei due lidi locali: Saraceni e Riccio. Lo stop dell'intervento l'ha dato il provveditorato interregionale alle opere pubbliche, in qualità di stazione appaltante del dragaggio, a seguito dei recenti dubbi sollevati dal Wwf «sulla compatibilità dei materiali di escavo con il ripascimento litoraneo» e su altro.

L'associazione ambientalista ha inoltrato una nota dettagliata a tutti gli enti interessati e così il provveditorato, che non poteva non tener conto di questa segnalazione, ha fatto sospendere il dragaggio in via preventiva e cautelativa per avere le massime rassicurazioni sull'operazione di ripristino dei due lidi costieri soggetti ad erosione. A questo punto, sarà richiesta una nuova relazione tecnica all'Arta in tempi celeri che comporterà nuove analisi su campioni di materiale sabbioso, e non si escludono verifiche aggiuntive da parte di altri istituti competenti.

Intanto, il sindaco Nicola Fratino ha appena emesso un'ordinanza comunale per l'interdizione delle aree in questione. Ricostruendo in breve la storia, prima dell'inizio dei lavori, l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente aveva effettuato tutti gli accertamenti e aveva dato l'ok sulla sabbia ortonese ritenuta «pulita e di dimensioni e di natura idonee con i tratti di spiaggia interessati». I risultati dell'Arta sono stati confermati anche dall'analisi della ditta che sta facendo le operazioni di dragaggio per portare la profondità operativa della canaletta d'ingresso al porto a 7,5 metri dai 6,8 attuali.

Nella comunicazione fatta dal Wwf si evidenzia anche che «valori riportati all'interno della tabella del manuale tecnico sulla movimentazione dei sedimenti marini elaborato dall'ex Icram e ex Arpat, oggi riuniti in Ispra, sono diversi rispetto ai valori presi come riferimento dall'Arta contenuti nella tabella allegata al decreto legislativo 152/2006. Questo preso in considerazione proprio quando si effettuano attività di dragaggio».

La Capitaneria di porto è stata sempre sensibile e attiva sull'argomento, infatti fin dall'inizio ha promosso incontri con tutti gli addetti, compresi gli ambientalisti, al fine di far conoscere il più possibile e al meglio il tipo di intervento. «La Capitaneria» spiega il vice-comandante di porto Angelo Capuzzimato, «sta seguendo con la massima attenzione e cura la situazione e attende tutti i chiarimenti del caso da parte degli esperti, affinché riprendano i lavori con maggiore tranquillità e sicurezza, salvaguardando gli interessi della collettività. Infine, l'iter procedurale del dragaggio è stato fatto nel rispetto della legge».

Fonte: ilcentro.gelocal.it del 28 dicembre 2011

martedì 27 dicembre 2011

Vasto. 4896 firme raccolte per dire No ad altri impianti industrali ad alto impatto ambientale a Punta Aderci

Comunicato stampa del 27 dicembre 2011

4896 firme raccolte in poco più di un mese sono tante. Ma sono poche ancora se si pensa a come siano sentiti dalla pubblica opinione locale alcuni temi oggetto della petizione, a cominciare naturalmente dal primo, la difesa di Punta Penna dagli insediamenti industriali che, mai come oggi, la minacciano.

Presentando al Comune di Vasto queste firme noi sappiamo di rappresentare non solo ciascuno dei quasi 5000 firmatari; noi rappresentiamo virtualmente la totalità dei vastesi e di quanti, con loro, amano quei luoghi.

È noto che nello stesso senso della petizione si sono espressi anche quasi tutti i gruppi politici presenti in Consiglio comunale, sia di maggioranza (IdV, RC, SEL) che di opposizione (UdC, Pdl, PpV, ApV, e VG). Questi ultimi, com’è noto, hanno anche presentato una mozione per il prossimo Consiglio comunale. Gli uni e gli altri, insieme, rappresentano sulla carta la netta maggioranza del Consiglio.

A ciascuna delle forze politiche di questa maggioranza, davanti a tutta l’opinione pubblica cittadina, chiediamo di trarre sin dal prossimo Consiglio comunale dalle proprie dichiarazioni le dovute conseguenze. Non prevalgano gli equilibri di schieramento sulla difesa del bene comune.

Chiediamo alle forze politiche suddette che in quella sede trovino l’accordo per l’approvazione di una Risoluzione semplice ed essenziale, che impegni il Sindaco:

1. a richiedere, quale massima autorità sanitaria cittadina, la revoca dell’Autorizzazione regionale (art. 29-quater, comma 7, DLgs 152/2006);

2. a esprimere “parere non favorevole” in occasione delle future Conferenze dei Servizi relative agli altri impianti industriali ad alto impatto ambientale programmati nella zona. Questo sino a quando non sarà chiarito il quadro ambientale, e il PRT non sarà reso compatibile con la programmazione sovraordinata.

A noi del Comitato Cittadino, come crediamo alla grande maggioranza dei cittadini, interessa poco l’attribuzione dei meriti eventuali. Non ci interessa l’autore della Risoluzione; ci interessa che venga approvata una Risoluzione che contenga i due punti appena detti.

A tutte le forze politiche chiediamo un atto di buona volontà, uno sforzo comune verso un risultato che tutti i vastesi attendono.

Vasto, il 27 dicembre 2011

Il Comitato Cittadino per la Tutela del Territorio

martedì 20 dicembre 2011

Dove acquistare il calendario WWF 2012

Dove acquistare a soli 3,00 euro il calendario WWF 2012 dedicato al Parco Nazionale della Costa Teatina?


Pescara - Circolo Free Land ludoteca/videoteca - Via Latina, 34 

Vasto - Associazione Arci -Corso Plebiscito 77 (di fronte al Teatro Rossetti) 


Ortona - Libreria Mondadori - Corso Vittorio Emanuele, 129


Lanciano: - Libreria Barbati - Corso Trento e Trieste, 113

lunedì 19 dicembre 2011

Acqua: sì dei sindaci agli aumenti

Ignorando le diffide del WWF e del Comitato referendario Acqua bene comune, i sindaci dell’ASSI di Chieti hanno approvato, con voto pressoché unanime e con l’impegno comune dei maggiori partiti PDL e PD, il Piano d’Ambito per l’ATO del Chietino. Un provvedimento che determinerà un aumento della tariffa reale media e che rappresenta una clamorosa negazione dell’esito referendario. La “remunerazione del capitale investito” non sarà infatti restituita ai cittadini, come il referendum obbligherebbe a fare, ma verrà assurdamente inserita nel calcolo per i nuovi Piani d’Ambito. I sindaci della Provincia di Chieti che hanno votato questo provvedimento hanno dimostrato di avere una maggiore attenzione alle logiche di partito piuttosto che ai reali interessi di chi li ha votati. L’ASSI di Pescara nei giorni scorsi aveva saggiamente preferito rinviare l’approvazione, ma l’assemblea del Chietino ha operato una scelta diversa ed è del tutto scandaloso che i cittadini vengano condannati a subire l’ennesimo aumento sulla base di una legge regionale che è stata peraltro impugnata dal Governo proprio relativamente all’istituzione e alle funzioni delle ASSI. Una legge che trasforma tra l’altro in apolidi i sindaci di città importanti come Chieti, San Giovanni Teatino e numerose altre che ricevono acqua dall’ACA di Pescara ma sono inserite nell’ASSI provinciale teatina col risultato di non poter esprimere il loro voto né da una parte né dall’altra, alla faccia della democrazia.

Il WWF ha avuto modo, e per questo ringraziamo il presidente dell’ASSI Chieti Di Giuseppantonio, di spiegare i motivi della diffida, ma ciò non ha cambiato le cose. Valuteremo le azioni da compiere in difesa dell’esito referendario e intanto invitiamo i cittadini a prendere atto del fatto che i loro sindaci hanno preferito programmare le gestione dei prossimi venti anni ancora una volta a spese degli utenti, ignorando la volontà popolare espressa con il voto referendario.

Bisognava procedere alla messa in ordine della SPA in house che gestiscono l’acqua in Abruzzo e provvedere a una revisione degli affidamenti e dei bilanci, tagliando gli sprechi. Si è preferito invece portare avanti un sistema che in questi anni ha mostrato enormi limiti e che ha creato una quantità di inutili consigli di amministrazione che i cittadini dovranno continuare a pagare attraverso bollette sempre più care. Tutto questo in barba alla ventilata volontà di ridurre i costi della politica.

Associazione WWF Chieti
Il presidente
Nicoletta Di Francesco



Gestione dell'acqua nell'ATO di Chieti: il WWF diffida l'assemblea dei sindaci.

COMUNICATO STAMPA DEL 16/12/2011

Gestione dell'acqua nell'ATO di Chieti: il WWF diffida l'assemblea dei sindaci.

La proposta di revisione del Piano d'Ambito manca di Valutazione Ambientale Strategica, di Valutazione di Incidenza Ambientale e non rispetta l'esito referendario.
Il WWF ha inviato oggi una diffida al Presidente della provincia di Chieti Di Giuseppantonio e all'Assemblea dei Sindaci del chietino, convocati per domani a S.Maria Imbaro per discutere l'approvazione della revisione del Piano d'Ambito. Tale piano organizza e programma il servizio idrico per i prossimi decenni e contiene anche la revisione tariffaria con aumenti della tariffa.

Il WWF nei giorni scorsi aveva inviato una diffida simile all'assemblea dei sindaci di Pescara che hanno giustamente rinviato la decisione per approfondimenti, dopo aver ascoltato le motivazioni dei rappresentanti di associazioni e movimenti. A Pescara, in maniera lungimirante, i sindaci hanno infatti votato un regolamento dell'assemblea che permette l'informazione e la partecipazione dei cittadini. In Provincia di Chieti, pochi giorni dopo il referendum di giugno, i sindaci votarono un regolamento che non prevede alcun tipo di partecipazione.

Per l'associazione sono molte le questioni di legittimità della procedura seguita. Mancano del tutto le procedure di valutazione ambientale, prescritte per tutti i piani del settore idrico dal Dlgs 152/2006. E' sconfortante notare che da oltre un anno segnaliamo queste lacune che potevano, quindi, essere colmate facilmente. E' del tutto inaccettabile che a fronte degli aumenti previsti non si calcoli l'indicatore di qualità della gestione previsto dalla legge. Quindi da un lato si chiedono ulteriori sacrifici al cittadini ma dall'altro non si danno certezze sulla qualità del servizio pagato. L'aspetto più grave è, comunque, il mancato rispetto dell'esito referendario. Quasi 600.000 abruzzesi hanno votato contro l'inserimento nella tariffa della remunerazione del capitale (minimo il 7%) ma il documento presentato ai sindaci mantiene questa quota nella tariffa che sarà pure aumentata. Praticamente per il Commissario Caputi il referendum sembrerebbe non essere mai avvenuto!

Ovviamente il WWF chiede ai sindaci di rispettare in pieno l'esito referendario. In ogni caso l'associazione si riserva di ricorrere presso tutte le sedi per difendere il referendum e le norme poste a tutela dell'ambiente.


sabato 17 dicembre 2011

Biomasse a Vasto. Presentato il ricorso del WWF. A marzo la sentenza del Tar

Slitta al 22 marzo la decisione del Tar sulla centrale a biomasse che la Istonia Energy vuole realizzare a Punta Penna, a meno di 200 metri dalla riserva di Punta Aderci. Come anticipato nei giorni scorsi gli avvocati Maria Grazia Mancini e Vittorio Russo, i legali che hanno presentato il ricorso del Wwf, hanno rinunciato alla richiesta di sospensiva chiedendo ai magistrati di pronunciarsi direttamente nel merito dell'autorizzazione rilasciata dalla Regione e di cui si chiede l'annullamento.  Tesi sostenuta anche dall'avvocato della società, Diego De Carolis, il quale ritiene che bisogna giungere in tempi rapidi alla sentenza per motivi legati agli investimenti economici in ballo.  All'udienza era presente anche l'avvocato Stefano Monteferrante del Comune. L'ente, stando a una delibera di giunta, avrebbe dovuto inserirsi nel giudizio promosso dal Wwf con un intervento ad adiuvandum (come viene definito tecnicamente), ma poche ore prima dell'udienza c'è stato un ripensamento motivato da questioni tecniche che hanno spinto a percorrere una strada diversa, cioè quella del ricorso al presidente della Repubblica.  Nel frattempo l'attenzione resta alta. La confederazione Cobas e il Comitato ambiente e territorio chiedono che nel consiglio comunale di lunedì venga inserito un punto sulla centrale a biomasse e sugli altri insediamenti industriali previsti a Punta Penna. (a.b.)

giovedì 15 dicembre 2011

Il WWF: no al porto turistico a S.Vito Chietino

COMUNICATO STAMPA DEL 15 DICEMBRE 2011

Il WWF ribadisce la propria contrarietà al progetto di porto turistico a S.Vito Chietino.
L’Associazione ambientalista diserterà l’incontro sponsorizzato dal Comune

http://www.seaconsrl.it/
SAN VITO CHIETINO - Risale a poco più di un anno fa il comunicato del WWF relativo al progetto di porto turistico nel Comune di San Vito Chietino. Già in quell’occasione dichiarammo che, a nostro parere, si trattava di una scelta folle, antieconomica e devastante dal punto di vista ambientale. Da allora ad oggi l’amministrazione comunale di San Vito ha mostrato chiaramente quale sia la propria idea di sviluppo economico: prima con il progetto di un villaggio turistico a Colle Foreste, su uno degli ultimi lembi verdi delle colline teatine, poi opponendosi e osteggiando in ogni modo la nascita del Parco della Costa Teatina, ed infine con questa proposta di ulteriore colata di cemento sulla costa.

E’ evidente che si tratti di un modello che non ha niente a che vedere con il tanto sbandierato “sviluppo sostenibile”, di cui si riempiono la bocca politici e amministratori e di cui si fa menzione nel documento diffuso in questi giorni dal Comune di San Vito dal titolo “Report informativo della progettazione del porto”.

Citiamo, a titolo di esempio, alcuni passaggi, testualmente presi dal Report:

“L'obiettivo prioritario del progetto è quello di creare un luogo ricettivo di eccellenza storica e paesaggistica (ndr. un porto turistico?). Tutte le azioni progettuali prefigurabili devono essere tese verso la realizzazione di una nuova forma di turismo sostenibile di qualità, a partire dalla riconversione delle aree di risulta e dalla realizzazione della via verde”

Facciamo notare che la nota interrogativa tra parentesi non è stata inserita dal WWF, ma dall’autore stesso del Report, evidentemente consapevole dell’assurdità della dichiarazione! Il concetto poi di turismo sostenibile è semplicemente in antitesi con quello da diporto, che usa mezzi inquinanti e rumorosi, i quali, più che attrarre, allontanerebbero i cicloturisti della Via Verde.

Ancora più incredibile appare il passaggio successivo:“è necessario scongiurare ogni azione di aggressione edilizia nei confronti delle aree verdi che coronano il centro storico di crinale, e di tutte le aree poste a margine e in aderenza della Riserva naturale Regionale “Grotta delle Farfalle”. Una frase del tutto condivisibile, ma che ci sembra fuori luogo considerando che proprio la stessa amministrazione sta permettendo uno scempio edilizio di proporzioni immani proprio accanto alla Riserva Regionale citata, ossia il villaggio turistico di Colle Foreste, 140.000 mq occupati da bungalows, ristoranti, sala meeting, villette e quant’altro.

Altra assurdità è il voler far passare la realizzazione di un porto come un’opera di “contenimento dell’erosione”, per combattere la forte tendenza all’arretramento costiero del litorale sanvitese. Sono innumerevoli i casi di studio che dimostrano proprio l’azione di disturbo e interruzione del trasporto sedimentario marino ad opera di porti e banchine a mare. Se anche il nuovo porto facesse accumulare sedimenti a valle rispetto alla direzione di trasporto longitudinale N-S, si avrebbe di conseguenza una rimozione a monte, quindi si sposterebbe solo il problema invece di risolverlo. Per contrastare la problematica dell’erosione servono azioni ben piu complesse e di ampio respiro, che non hanno niente a che vedere con la creazione di un porto!

Per quanto riguarda l’aspetto meramente economico, va precisato che, anche se mediamente il numero di posti barca per km in Abruzzo è attorno alla media nazionale di 20, nel tratto meridionale da Pescara a San Salvo il numero sale a più di 30 posti per km, in linea con le dotazioni delle altre regioni adriatiche (ma che presentano un’affluenza turistica ben superiore alla nostra!). Tra l’altro la vicina darsena “Marina del Sole”, situata a Fossacesia, ha 404 posti barca che raramente risultano completamente occupati. Ci chiediamo dove saranno tutti questi turisti che dovrebbero venire in vacanza in un luogo sempre più cementificato, senza più spiagge, con un resort veduta porto…

In ultimo, ma non per importanza, ricordiamo che la nostra costa è a rischio tsunami, di cui sono presenti in letteratura varie testimonianze (famoso quello del 1627 che distrusse il porto di Ortona), anche se poche persone ne sono a conoscenza. Ciò, insieme al costante innalzamento del livello marino dovuto al riscaldamento globale, rende ancora più antieconomica la costruzione di questi insediamenti, che nel giro di qualche decennio, se non prima, potrebbero venire totalmente sommersi, insieme ai milioni di euro costati per realizzarli.

Per queste ragioni, riteniamo sia del tutto superflua la nostra presenza all’incontro del 16 dicembre organizzato dall’amministrazione comunale per illustrare il progetto, che per il WWF non potrà mai essere sostenibile né strategico per il territorio. Oltretutto ricordiamo ancora con amarezza il trattamento ricevuto nell’ incontro pubblico del 27 maggio scorso a San Vito sul Parco della Costa Teatina, presenziato dagli stessi protagonisti di oggi (il duo Di Stefano - Febbo, tra gli altri) in cui abbiamo assistito ad uno spettacolo di rara inciviltà e arroganza, dove è stato impossibile esprimere liberamente il parere del WWF e degli esponenti della Costituente per il Parco, tra urla, fischi e minacce. Se questo è il modo di intendere la democrazia noi non ci stiamo, e troveremo altre occasioni per far conoscere il nostro dissenso!

Ines Palena
Presidente Associazione
WWF Zona Frentana e Costa Teatina

martedì 6 dicembre 2011

Vasto. Assemblea sulle centali a biomasse a Punta Penna

Vasto. Aspettando il Piano del verde pubblico

Potature a 'raffica' in città.... aspettando il piano del verde pubblico.
Lo strumento giace in qualche cassetto del Comune di Vasto. La richiesta del WWF

"A seguito delle segnalazione di cittadini sulle potature dei platani in varie parti della città e, soprattutto, su quella veramente eccessiva del grande pioppo di Vasto Marina (di fronte alla chiesa Stella Maris), uno degli alberi simbolo di Vasto insieme al tiglio di corso Garibaldi), siamo fermamente convinti, ora più che mai, che occorra finalmente adottare il Piano del Verde (una richiesta che già facemmo nell'aprile 2009). Il Piano del Verde Pubblico è stato consegnato all'Amministrazione comunale durante il suo primo mandato (su sollecitazione della stessa Amministrazione) ed è stato redatto da esperti proprio con lo scopo di seguire criteri botanici certi e rispettosi delle piante e del paesaggio urbano". La nota è di Alessio Di Florio e Ines Palena, rispettivamente referente dell'area Vastese e presidente del WWF Zona Frentana e Costa Teatina.
 

sabato 3 dicembre 2011

Lanciano: il WWF in piazza domenica 4 dicembre

Domenica 04 dicembre dalle 17:00 alle 21:00 l'Associazione WWF sarà presente con un gazebo informativo lungo C.so Trento e Trieste a Lanciano.
Nell'occazione verrà presentato il nuovo calendario WWF 2012 realizzato con le immagini fotografiche vincenti il concorso "immagina il Parco".
Il calendario è acquistabile con un contributo minimo di euro 3,00.

giovedì 24 novembre 2011

Ortona. WWF: il pet-coke annienterà definitivamente lo sviluppo del turismo

Comunicato stampa del 24 novembre 2011

Ortona, le due facce della medaglia.
WWF: il pet-coke annienterà definitivamente lo sviluppo del turismo.

L'Ortona delle due facce va consolidandosi, nonostante tutto. Abbiamo la città delle speranze, della cultura, degli affetti veri, del lavoro, del rispetto ambientale, della economia, delle conoscenze, e quella del contenitore vuoto da riempire alla rinfusa, con veleni, progetti spesso in antitesi l'uno con l'altro, cemento e asfalto.

Basta soffermarsi sulla questione porto: ora è turistico, ora commerciale, ora industriale, ora commerciale- turistico, ora industriale- commerciale.

Eppure alla presentazione ufficiale del progetto porto di qualche anno fa, l'architetto Borrone spiegò come queste tre visioni non potevano convivere in uno spazio così ristretto quale è il porto di Ortona oggi. Se l'indirizzo è industriale per capirci, e se il pescaggio aumenta in maniera tale da accogliere anche le grandi petroliere, scatterebbero i parametri di sicurezza dei porti petroliferi, sino a comportare la chiusura degli stabilimenti balneari a Lido Saraceni per motivi di sicurezza. Sarebbe quindi assurdo poter pensare che il porto possa accogliere, come si è letto nelle cronache estive di quest'anno, le grandi navi passeggeri, le navi da crociera ecc.

E’ ora in fase di approvazione il secondo progetto di stoccaggio di pet-coke ad Ortona, questa volta è della ditta Bonefra s.r.l., e il sito di stoccaggio sarà direttamente sul porto: banchina di Riva Vecchia, all'interno di uno dei 4 capannoni che occuperanno 2.450mq complessivi, di prossima costruzione. Il tonnellaggio stoccato sarà come quello previsto dal progetto appena approvato in contrada Tamarete della F.lli Nervegna Autotrasporti s.rl.: 75.000 tonnellate di petrolio/carbone l'anno.

Nella migliore delle ipotesi secondo l’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina, Ortona ospiterà quindi complessivamente 150.000 tonnellate annue di un prodotto che gli stessi petrolieri chiamano “la feccia del petrolio” per le sue intrinseche potenzialità inquinanti.

Le 75.000 tonnellate di petrolio/carbone l'anno previsti ciascuno nei due progetti Nervegna e Bonefra consentono agli stessi di essere sottoposti alla semplice e riduttiva Valutazione di Assoggettabilità (V.A.), esentando i progetti dall'essere valutati dalla più severa VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). A nostro parere quindi è bastato dividere in due uno stesso progetto per evitare la V.I.A., essendo i 2 progetti preliminari Buonefra e Nervegna sostanzialmente identici, identico è il relatore, e tra le società proponenti esistono forti collaborazioni.

Una parte del petcoke graviterà in quello che la ditta Bonefra srl ha deciso essere porto commerciale e industriale, per buona pace di quelli che lo vogliono anche turistico. Un porto industriale a ridosso del centro cittadino, andrà a potenziare una delle variabili legate al concetto di rischio, e sarà visibile dalla bella -ancora per poco- Passeggiata Orientale, rea di essere stata per troppo tempo, indiscussa causa di intime felicità, a detrimento di quelle tristezze paesaggistiche finora realizzate.

Ricordiamo, infine, che la costa Adriatica è una costa a rischio tsunami, come si può evincere da numerosi studi storiografici e geosismici. Basti pensare che la Protezione Civile ha stilato un dossier su rischio maremoti nel Mediterraneo e partecipa al progetto NEAMTWS- North Eastern Atlantic & Med Tsunami Warning System, per la costituzione di un sistema di allertamento per il Nord Est Atlantico, Mediterraneo e mari collegati. Nel 1627 ci fu uno dei sismi più “chiacchierati” dalla storiografia coeva, riportato addirittura in cartografia (Greuter, Van Velthem, De Poardi); Ortona ne fu colpita, certamente non con l'intensità che colpì Termoli o Lesina, dove le onde entrarono per centinaia di metri, causando migliaia di morti e ingentissimi danni, ma se avvenisse adesso lo stesso tsunami o anche uno di minor intensità, provocherebbe maggiori danni, perchè sono aumentati i fattori di rischio. La presenza di un deposito di pet-coke proprio sulla costa, all'interno di un porto, è uno di questi, per cui ci sembra la cosa meno opportuna da realizzare.

Ines Palena - Presidente Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina
Fabrizia Arduini - referente Ortona Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina

mercoledì 23 novembre 2011

No all'impianto a biomasse a Punta Aderci. Firma la petizione online!

L'Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina è impegnata, unitamente a tante altre associazioni e liberi cittadini, a contrastare l'insediamento  della centrale a biomasse a Punta Aderci.

Ti invitiamo a firmare la petizione online:


CHIEDIAMO CHE:

1) Il Comune di Vasto chieda alla Regione di riesaminare l'autorizzazione rilasciata per la centrale a biomasse di Punta Aderci (Art. 29-quater, 7° comma,D.Lgs 152/2006). Si tratta di una scelta infelice per la sua localizzazione; ma anche estremamente azzardata alla luce dei dati recenti sulla qualità dell'aria rilevati dal Mario Negri Sud su incarico della Provincia: la zona di Vasto si colloca ad un grado di "alterazione alta", corrispondente ad una qualità dell'aria "molto scarsa".

2) Si impedisca l'insediamento di impianti ad alto impatto ambientale nella zona di Punta Penna (oggi e in futuro). Chiediamo sia modificato l'Art. 8 delle NTA del Piano Regolatore Territoriale, estendendo il divieto di insediamento (già previsto per le attività di cui alla Direttiva Seveso) alle industrie insalubri di I classe).

3) Si installino, almeno a Vasto e a S. Salvo, delle centraline per il monitoraggio della qualità dell'aria. Abbiamo, tra la Valle del Trigno, Gissi e la Val di Sangro, uno dei maggiori insediamenti industriali della penisola e, da anni, nessun controllo della qualità dell'aria nella zona.

4)Venga istituito, almeno su scala provinciale, un Registro dei Tumori accessibile in rete: Quello attualmente esistente appartiene alla Fondazione della Cassa di Risparmio, e i suoi dati non sono accessibili al pubblico. L'informazione sulla salute è un diritto elementare di ogni cittadino.

5) Venga istituito un Comitato zonale permanente di consultazione e di controllo, composto da gli enti pubblici (Provincia, Comuni del Vastese, ARTA) e dalle associazioni interessate, che tenga d'occhio le numerose criticità ambientali della zona (aria, acqua, elettrosmog,discariche, inceneritori, biomasse, petrolio, etc.) e ne riferisca periodicamente alla città. Siamo stanchi di rincorrere le (pessime) sorprese che ci vengono preparate per soddisfare l'interesse economico di pochi.

COMITATO CITTADINO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO

giovedì 17 novembre 2011

WWF: a Lanciano niene palazzi all'ex Torrieri

COMUNICATO STAMPA DEL 17 NOVEMBRE 2011

WWF: niente palazzi all’ex Torrieri.
L’associazione ambientalista chiede meno cemento nel Piano Integrato di Intervento (ex STU)

LANCIANO - Venerdi 18 novembre 2011 è stata annunciata, in seconda convocazione, una seduta del Consiglio Comunale di Lanciano che prevede all’ordine del giorno l’approvazione del Piano Regolatore e del Piano Integrato di Intervento (PII).

L’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina conferma le forti preoccupazioni, già espresse in passato, sulla distorta pianificazione di sviluppo della città troppo concentrata sul consumo di nuovo territorio piuttosto che concentrarsi sul recupero e la valorizzazione di aree già esistenti.

L’Associazione apprezza però la volontà politica dell’attuale amministrazione comunale di rivedere il precedente Piano Integrato di Intervento (PII) per le quattro aree: “Pietrosa”, “Sangritana”, “Torrieri” e “Fiera” con il ridimensionamento delle volumetrie e l’aumento di opere di interesse pubblico.

Ma, dichiara il Presidente dell’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina, Ines Palena: “la Giunta Pupillo può osare ancora di più”. Ad esempio nel Programma Integrato d’Intervento (PII) per l’area denominata Ambito “Torrieri” chiediamo di escludere la realizzazione di palazzi residenziali (a quattro piani) e rendere l’area a completa fruizione pubblica recuperando non solo gli edifici dell’ex calzaturificio Torrieri e della Sangritana ma realizzando una connessione con le altre possibili aree verdi della zona per costituire un vero e proprio Parco Urbano.

E’ importante inoltre che venga vincolata, di fatto, nel PII, tramite incentivi, la realizzazione di edifici con gli strumenti e le tecnologie offerte dalla bioedilizia e dai sistemi che valorizzino l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Sono oramai diversi i Comuni in Italia che incentivano la qualità delle costruzioni e l’architettura sostenibile in cambio di nuovi parametri edilizi e di diversi contributi relativi agli oneri di urbanizzazione.

Per questo l’associazione ambientalista chiede che non si approvi venerdi il Programma Integrato di Intervento per permettere la rielaborazione di un programma che ponga la qualità della vita dei cittadini davanti agli interessi, seppur legittimi, dei proprietari e dei costruttori edili.

Ines Palena
Presidente Associazione
WWF Zona Frentana e Costa Teatina

martedì 15 novembre 2011

Vasto. Il WWF presenta osservazioni alla V.I.A. per il progetto della Puccioni SpA

Comunicato stampa del 15/11/2011

No all'impianto rifiuti pericolosi a Punta Penna-Vasto
Il WWF presenta osservazioni alla VIA per il progetto della Puccioni SpA

L'Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina esprime forte perplessità sulla realizzazione di un impianto chimico per la fabbricazione di prodotti fertilizzanti e di recupero di rifiuti pericolosi (più precisamente rigenerazione di acido cloridrico da acque di decapaggio da rifiuti pericolosi) da parte della Ditta Puccioni S.p.A.

A questo riguardo, l'8 novembre il WWF ha inviato alla Commissione VIA della Regione Abruzzo le proprie osservazioni al progetto, evidenziando le carenze e le inesattezze dello studio di Impatto Ambientale presentato dalla Ditta, che, ad avviso dell’Associazione, non avrebbe tenuto in debito conto le criticità presenti nell'area né le ripercussioni ambientali sulla Riserva Naturale di Punta Aderci e sul sito SIC (Sito di Importanza Comunitaria) “Punta Aderci - Punta della Penna” ivi presenti.

In prima istanza, è stato sottolineato che, in prossimità dell'impianto produttivo della Puccioni, sono presenti anche le industrie EcoFox e Vasto Legno, una Fonderia Leghe Leggere, carpenterie metalliche e, poco distante e tra tante altre attività, un complesso importante di verniciature. Inoltre va aggiunta la richiesta, da parte della stessa Ditta, per la centrale a biomasse della potenza di 17.082 kW elettrici lordi e 6.000kW termici, oltre alla ormai nota centrale a biomasse di 4MW già autorizzata della Istonia Energy.

La contemporanea presenza di tutte queste attività industriali va attentamente valutata, perchè in caso di incidente, anche non rilevante ed in uno solo degli insediamenti nominati, potrebbe ingenerarsi un gravissimo disastro ambientale, con manifestazione certa di pericolo igienico-sanitario anche a notevole distanza. Questo aspetto è stato del tutto trascurato dallo studio.

Ricordiamo che Punta Penna è una vera e propria frazione abitata della città di Vasto, dove sono presenti ristoranti, insediamenti turistici, campeggi, discoteche. Inoltre, a circa un km vi è la "spiaggetta di Punta Penna", emblema della "Riserva Regionale Naturale Guidata di Punta Aderci" che, per il suo ampio ed esteso arenile con retrostante ambiente dunale, è frequentata con punte giornaliere estive di 4-5.000 persone.

Un’altra osservazione riguarda i possibili impatti ambientali sulle aree naturali protette limitrofe. Con poche eccezioni, tutti gli insediamenti industriali citati, tra cui quello in oggetto, sono ubicati all'interno della fascia di rispetto della Riserva di Punta Aderci e in prossimità del SIC. Nello studio invece si afferma che "L'area in cui è situato l'impianto non è soggetta a vincoli ambientali, inoltre non ricade all'interno di aree naturali protette, riserve naturali". A parte l’erroneità della valutazione, è stata fatta una grave omissione, in quanto la vicinanza di un sito SIC rende necessaria anche la Valutazione d’Incidenza dell’impianto sull’area naturale. Nello studio non sono presenti né indicazioni sulle componenti biotiche presenti nel SIC né stime dei possibili impatti su di esse e sulle mitigazioni attuabili. Si afferma genericamente che "gli aspetti ambientali connessi all'attività e i conseguenti impatti ambientali sono continuamente tenuti sotto controllo e monitorati." ma non si specifica chi saranno i soggetti che effettueranno tale monitoraggio, con quali modalità e avvalendosi di quali sistemi di controllo specifici.

Ricordiamo che nella provincia di Chieti il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria è del tutto carente e inefficiente così come denunciato nel comunicato del 12 marzo scorso di WWF Abruzzo, Arci Provincia di Chieti e Ass. Civica Porta Nuova. Sulla base di ciò, il 6 Maggio scorso (facendo esplicito riferimento alle autorizzazioni per le centrali a biomasse) il WWF Zona Frentana ha invitato la Regione “a sospendere qualsiasi autorizzazione alle emissioni (compresi i rinnovi) fino a quando non sarà in grado di attuare tale monitoraggio obbligatorio” per legge.

Quale futuro potrà avere la Riserva di Punta Aderci, che con ogni diritto vuole candidarsi ad essere riferimento centrale all’interno del Parco della Costa Teatina, se nella zona industriale, continueranno ad insediarsi impianti a così alto rischio ambientale? Quale vantaggio può trarre la città, l’agricoltura, le altre aziende locali, il turismo da un peggioramento dell’aria che respiriamo e dalle aumentate probabilità di incidenti nel trattamento di sostanze pericolose?

Ines Palena Presidente WWF Zona Frentana e Costa Teatina
Alessio Di Florio Referente Area Vastese WWF Zona Frentana e Costa Teatina

lunedì 31 ottobre 2011

I vincitori del Concorso fotografico "Immagina il Parco" 2011

L'Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina, ringraziando tutti i partecipanti, è lieta di comunicare i vincitori di "Immagina il Parco" edizione 2011.

Clicca qui per vedere le foto dei vincitori