sabato 10 giugno 2017

GenerAzione Mare. Domenica 11 giugno Riserva Marina di Vasto



                           Comunicato stampa 8 giugno 2017
 
GenerAzioneMare: la campagna WWF in difesa del mare e delle coste
Il mare sotto assedio: inquinamento, estrazioni petrolifere, eccessivo sfruttamento stock ittici, abbandono plastiche, cementificazione costa
Anche in Abruzzo iniziative nel fine settimana 10 e 11 giugno
 
GenerAzioneMare è la nuova campagna del WWF Italia in difesa del mare e delle coste.
La storia e la vita del nostro Paese, ponte nel Mediterraneo tra due continenti, sono profondamente legate al mare. Dal mare è nata una delle civiltà più antiche del Pianeta e lungo gli 8.000 km di costa si è sviluppata una ricca economia fatta di pesca, scambi commerciali e, in tempi più recenti, turismo.
Eppure questa risorsa così importante è sotto assedio: l’inquinamento dai corsi d’acqua interni, la cementificazione della costa, la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, la distruzione delle aree umide di transito, l’eccessivo sfruttamento degli stock ittici, l’abbandono di plastiche con il loro pericoloso rilascio di sostanze chimiche nell’ambiente mettono a serio rischio l’ecosistema marino.
Un ecosistema che è ancora ricco di biodiversità. L’Italia, infatti, è uno dei Paesi più ricchi in Europa e nel Mediterraneo in termini di biodiversità marina: delle 8.750 specie elencate nelle checklist del Mediterraneo il 10% è nota esclusivamente per i mari italiani, delle 10 specie di Cetacei presenti nel Mar Mediterraneo ben 8 sono presenti nelle acque italiane, i sistemi dunali ancora intatti occupano 3.000 km di costa.

Il WWF ha così lanciato una campagna di informazione e mobilitazione in difesa del mare e delle coste che, dopo un convegno nazionale svoltosi a Napoli il 7 giugno, avrà una prima attivazione con decine di iniziative di volontariato domenica 11 giugno.
Anche in Abruzzo sono previste varie iniziative.
Si inizia sabato 10 giugno alle ore 10 con l’incontro pubblico “GenerAzioneMare” a Pescara nella Sala della Figlia di Iorio della Provincia in piazza Italia. Un’occasione di confronto sulla tutela del mare e sugli effetti dell’inquinamento sull’ambiente marino, ma anche su quello che, tramite il pescato, arriva sulle nostre tavole. Dopo i saluti di Antonio Di Marco, Presidente della Provincia, del Contrammiraglio Enrico Moretti, direttore della Capitaneria di Porto di Pescara, e di Marina De Ascentiis, consigliere dell’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano”, i lavori, coordinati dal giornalista Roberto Mingardi, proseguiranno con gli interventi di Dante Caserta, Vicepresidente WWF Italia, Vincenzo Olivieri, Presidente del Centro Studi Cetacei, e Antonio Canu, Presidente di WWF Oasi.
Domenica 11 giugno sono invece previsti tre diversi eventi a Vasto, Pescara e Roseto degli Abruzzi.
A Vasto un’esperienza di citizen science con appuntamento alle ore 9.15 presso l’ingresso nord della Riserva regionale “Marina di Vasto”, nuova Oasi WWF regionale, per una giornata di censimento sulla fauna vertebrata presente nella Riserva e la presentazione del progetto “Fra onde e sabbia” presso il Giardino botanico mediterraneo di San Salvo.
A Pescara appuntamento alle ore 15.30 presso il porto turistico per la liberazione di una tartaruga Caretta caretta recuperata dal Centro Studi Cetacei che potrà essere restituita al suo ambiente naturale.
A Roseto degli Abruzzi appuntamento alle ore 17.30 presso il Lido Celommi sul lungomare per conoscere il “Mondo del Fratino” con una mostra di disegni degli alunni degli Istituti comprensivi rosetani, la presentazione del libro “Fratini d’Italia“ con l’autore Franco Sacchetti e una passeggiata verso la Riserva naturale del Borsacchio.
“Il mare della nostra regione merita una maggiore attenzione”, dichiara Luciano Di Tizio, Delegato regionale del WWF. “Anche noi abruzzesi, infatti, conosciamo fin troppo bene, purtroppo, i problemi evidenziati a scala planetaria dal WWF Internazionale: dall’inquinamento dei fiumi che si ripercuotono puntualmente nel mare con problemi ingigantiti durante la stagione balneare alla cementificazione della costa, dalle ricerche petrolifere alla pesca invasiva e all’avvio di grandi impianti di acquacoltura senza alcuna pianificazione. Anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte. La difesa del mare è anche una difesa di un modello di sviluppo sostenibile che dovrà essere necessariamente più attento alla tutela delle risorse naturali, pena la perdita della capacità rigenerativa del mare e il conseguente danneggiamento delle economie sviluppatesi nel mare e lungo la costa”.

Ortona, di nuovo costruzioni sulle spiagge, di nuovo inutili ripascimenti

 COMUNICATO STAMPA DEL 08 GIUGNO 2017

Mai più
Ortona, di nuovo costruzioni sulle spiagge, di nuovo inutili ripascimenti



Ancora una volta l’associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina è costretta a puntare il dito su una delle annose situazioni che oltre ad avere un impatto ambientale hanno anche un notevole impatto economico, sia in forma diretta che indiretta. Obbiettivo dell’ennesimo attacco è la nostra splendida spiaggia che va da Postilli al Riccio, dove nella parte, più a sud nel 2007 fu istituito il parco delle dune poiché area di pregio naturalistico. Una sorta di risarcimento etico, per la parte devastata, quella più a nord, dalla inutile opera viaria che ha contribuito ad indebitare il comune, la strada Postilli Riccio. Opera che il WWF condannò, chiedendo il solo potenziamento della strada già esisitente.
I nostri timori, purtroppo, stanno diventando realtà: la lenta cementificazione di quell’area, un operazione rischiosa, potenzialmente devastante, e stupida in piena era di cambiamenti climatici, dove tutte le indicazioni della Unione Europea vertono sulla rinaturalizzazione degli arenili e sull’arretramento del nuovo urbanizzato necessario, poiché sono la soluzione più efficace per contenere l’ingressione marina.
Vedere ancora oggi che si costruisce sulle spiagge per il WWF e non solo, invece di riqualificare e migliorare l’esistente e recuperare il patrimonio edilizio abbandonato è veramente un pugno al buon senso.
Nel caso specifico si tratta di una palazzina di due piani a quanto sembra, in costruzione vicino alla ex scuola elementare, sul quale la nostra Associazione ha intenzione di vederci chiaro e verificare, tramite accesso agli atti, come sia stato possibile costruire ancora in queste zone, stante la normativa di settore che regolamenta la gestione di queste aree, in particolare: la legge nazionale del 1985 -Galasso- che vietava di costruire entro i 300 metri dalla battigia, e la serie di vincoli paesaggistici dell’area, previsti oltre al Piano Paesistico Regionale anche nel vigente P.R.P.
A questo si aggiunge l’ennesimo prelievo di sabbia per l’inutile, dannoso e costoso ripascimento davanti a stabilimenti balneari a cui si è consentito di costruire dentro l’espansione dell’onda.
Sono queste attività inutili e costose, perché è come il bambino che con il secchiello cerca di svuotare il mare, non è un mistero che dopo qualche mareggiata la sabbia che viene usata scompare alle prime mareggiate.

Dannoso perché si altera con mezzi meccanici il delicato equilibrio di un ecosistema complesso, e in questo caso il punto di prelievo è proprio il Parco Comunale delle Dune. Costoso, perché queste operazioni inutili si devono ripetere negli anni a carico dei contribuenti.
Quello che ci amareggia è che quei soldi usati per il ripascimento annuale, potrebbero essere usati per un progetto di riqualificazione naturalistica del Parco delle Dune, per la sua ripulitura a mano, magari coinvolgendo anche la Comunità locale e le associazioni.
Lasciare quella parte di spiaggia a cui si è anche riconosciuta una valenza naturalistica, nell’abbandono totale, piena di rifiuti, dove a rotazione diviene pista per i quod o per i rave party è una pessima fotografia dell’intera città. Il WWF, insieme alle tante persone che ci hanno allertato, sono veramente stanche di assistere a queste situazioni senza alcun nesso razionale, spesso azioni mosse da piccoli interessi che non hanno niente a che vedere con una visione di insieme intelligente e moderna.
Cosa hanno da dire i tanti candidati a cui facciamo i nostri auguri di buon lavoro, tutti parlano di ambiente, ma nessuno è sceso nel dettaglio. Sulle spiagge prevedono ancora altri stabilimenti balneari, cemento? o è giunto il momento di voltare pagina e capire che il turismo si muove verso chi cura e protegge il proprio territorio, anche perché la collettività è sinceramente stufa di pagare per pianificazioni errate.


Fabrizia Arduini
presidente WWF Zona Frentana e Costa Teatina Onlus

giovedì 18 maggio 2017

Domenica 21 maggio - Facciamo più bella la spiaggia del Foro di Ortona


Domenica 21 maggio - Giornata delle Oasi WWF - Lago di Serranella


LA RISERVA MARINA DI VASTO AFFIDATA A LEGAMBIENTE E WWF


Firmato il protocollo di intesa con il Comune. Lo IAAP curerà la parte operativa

LA RISERVA MARINA DI VASTO AFFIDATA A LEGAMBIENTE E WWF

Una svolta per l'area. Sarà valorizzata l'attività già avviata dai volontari.



Firmato ufficialmente questa mattina il protocollo di intesa tra Comune di Vasto, Legambiente, WWF e l'Istituto Abruzzese per le Aree Protette (IAAP) per la gestione della Riserva Naturale Regionale Marina di Vasto istituita nel 2007.

Le due Associazioni ambientaliste e la struttura operativa dello IAAP da oggi gestiranno congiuntamente l'area protetta con la volontà di attivare e valorizzare una riserva che riveste un ruolo strategico, non solo nella tutela e conservazione dei sistemi naturali esistenti, come quelli dunali e le aree umide, ma anche per rafforzarla come attrattore di un comprensorio caratterizzato da una strategia che sposa sempre di più l'ecoturismo e che è parte della Via Verde.

Tra le finalità della gestione ci sono anche la necessità di superare le attuali criticità della fruizione dell'area, rafforzare i rapporti con gli operatori turistici locali che, oggi più di ieri, necessitano di qualità e cura ambientale e favorire e implementare le attività educative ed aggregative, valorizzando tutto quello che finora preziosi gruppi di volontari hanno già fatto per quel territorio.

“L'attività svolta nella gestione della riserva – dichiarano le associazioni - sarà ispirata al principio di solidarietà sociale e alla conservazione ambientale e alla promozione di modelli di sostenibilità che valorizzano le risorse endogene e migliorano la “qualità del vivere”, in stretta correlazione con lo sviluppo e il riequilibrio dell’ecosistema cittadino. Senza mai dimenticare il fine ultimo del varo del Parco Nazionale della Costa Teatina, traguardo fondamentale per il rilancio economico, sociale e ambientale dell'intera costa dei Trabocchi.”

WWF Italia Onlus, Abruzzo
abruzzo@wwf.it

domenica 30 aprile 2017

Rubate le uova di Fratino deposte sulla spiaggia di San Salvo. Il WWF alle autorità: individuare i responsabili.



COMUNICATO  STAMPA  DEL 28 APRILE 2017

Rubate le uova di Fratino deposte sulla spiaggia di San Salvo.
Il WWF alle autorità: individuare i responsabili.

SAN SALVO - Si è ripetuto quello che era già successo negli anni passati: i volontari del Gruppo Fratino di Vasto hanno constatato che nei giorni scorsi i due nidi individuati sulla spiaggia di San Salvo sono andati persi: segni indiscutibili di persone che hanno asportato ben 5 uova sulle 6 deposte. Il sesto uovo è stato abbandonato in cova. Comunque, sono state ricevute alcune informazioni spontanee che potrebbero essere utili a risalire agli autori, finora ignoti, degli illeciti.
I soggetti hanno oltrepassato i recinti, sollevato le gabbiette di protezione e fatto sparire le uova. Tutto questo vanifica il lavoro fin qui svolto dai volontari che prestano la loro attività gratuita per la tutela di questa specie di uccello e del suo habitat. Da qualche anno i volontari hanno avuto anche il riconoscimento del lavoro svolto anche da parte dellAmministrazione Comunale di San Salvo che si sta apprezzabilmente attivando per migliorare le condizioni ambientali necessarie per la riproduzione di questa specie.
Ricordiamo che il Fratino (Charadrius alexandrinus) è un piccolo e raro uccello che nidifica sulle spiagge sabbiose, ma solo su quelle che ancora mantengono un minimo di naturalità. E quindi un utile indicatore biologico delle condizioni degli ambienti dunali del litorale abruzzese.
La specie Fratino è tutelata dalla Direttiva Comunitaria e dalla Legge italiana ed  è inserita nellallegato I come specie particolarmente protetta. La sua popolazione è in declino nel nostro Paese.
La maggiore minaccia per la conservazione di questuccello è rappresentata dalla distruzione e manomissione dellambiente dunale.

Le Guardie Giurate Volontarie del WWF sottolineano come il prelievo di uova, nidi e piccoli nati di uccelli sia considerato reato dal nostro ordinamento giuridico e la sanzione prevista è di 1 anno di arresto o lammenda oltre i 2.000 euro, così come è sanzionato il disturbo deliberato delle specie protette.

Per il WWF e importante identificare i responsabili di questo vile gesto anche perché oramai non può più considerarsi come gesto isolato. Per questo è indispensabile che i volontari ambientalisti, lamministrazione comunale e gli operatori balneari più sensibili proseguano nella loro attività sinergica con rinnovato impegno, garantendo, nell'ambito delle loro peculiarità istituzionali, un controllo assiduo e costante del territorio, finalizzato alla tutela e alla fruizione sostenibile del patrimonio ambientale, in cui la presenza del Fratino potrà essere considerata un valore aggiunto alle proposte turistiche della nostra costa.

sabato 1 aprile 2017

Tagli di alberi nella Riserva “Marina di Vasto” Denuncia delle Guardie Volontarie del WWF


COMUNICATO STAMPA DEL 01 APRILE 2017

Ancora tagli abusivi di alberi nella Riserva Regionale “Marina di Vasto”
Denuncia delle Guardie Volontarie del WWF

VASTO - Una denuncia è stata presentata dalla Guardie Giurate Ambientali volontarie del WWF al Comando di Polizia Municipale di Vasto e all’Assessore all’Ambiente per un taglio abusivo di una decina di alberi (Pinus spp) e relativo furto di legnale avvenuto nei giorni scorsi in Loc. San Tommaso, del perimetro della Riserva Naturale Marina di Vasto.

I volontari del WWF chiedono alle autorità competenti di effettuare gli accertamenti del caso ed indagare per identificare i colpevoli.

In questa zona le presenze vegetali dell’ambiente dunale sono tutelate anche dal Sito di Interesse Comunitario (SIC) “Marina di Vasto”, ma purtroppo non sono pochi gli illeciti che si verificano all’interno di quest’area protetta, attività vietate che danneggiano non solo le piante, gli animali ma anche il paesaggio oramai unico della costa abruzzese.

La Riserva Naturale Marina di Vasto è stata istituita dalla Regione Abruzzo nel 2007 ed è ancora priva di gestione e di vigilanza.

martedì 28 marzo 2017

Inquinamento delle acque a Rocca San Giovanni: c’è anche una denuncia delle Guardie volontarie del WWF

Comunicato stampa del 27 marzo 2017
 
La recente denuncia a carico del presidente e di un tecnico della SASI 
 
Inquinamento delle acque a Rocca San Giovanni: a monte dell’inchiesta dei Carabinieri Forestali c’è anche una denuncia delle Guardie volontarie del WWF
 
«La cattiva depurazione grave problema in tantissimi corsi d’acqua abruzzesi» 
 
C’è una circostanziata denuncia all’autorità giudiziaria da parte delle guardie volontarie del WWF a monte dell’inchiesta dei Carabinieri Forestali sull’inquinamento delle acque del torrente Fontanelle a Rocca San Giovanni, che ha portato al deferimento all’autorità giudiziaria dei presunti responsabili individuati nel presidente della SASI Gianfranco Basterebbe e in un tecnico della stessa società. Nella segnalazione del WWF è stata messa in evidenza quella che appare come la più importante fonte di inquinamento del Fontanelle, diretta conseguenza di alcuni pozzi Imhoff (i cosiddetti “pozzi neri”) non funzionanti. Anziché provvedere alla primaria sedimentazione e digestione dei fanghi degli scarichi di acque reflue che giungono da circa 200 famiglie e da un importante centro commerciale della zona, i pozzi venivano by-passati da condutture che sversavano, tal quale, il liquame inquinante nel torrente fino a giungere al mare in località Foce di Rocca San Giovanni. Dichiara Claudio Allegrino, coordinatore regionale delle Guardie Giurate Volontarie del WWF: «Purtroppo le nostre denunce rappresentano soltanto la punta di iceberg di una situazione relativa alla depurazione delle acque nella Provincia di Chieti ancora sotto gli standard minimi richiesti dalla Comunità Europea. Ricordiamo che nel 2015, a seguito del sequestro da parte della Procura della Repubblica di Lanciano, la SASI avrebbe dovuto mettere in regola 12 depuratori tra Lanciano, Rocca San Giovanni, Atessa, Treglio, Bomba e altri paesi. La Procura aveva per l’ennesima volta certificato che i 12 depuratori gestiti dalla SASI erano mal funzionanti e inadeguati al loro scopo. Nel 2016 sono stati invece nuovamente sequestrati i depuratori e ancora una volta denunciato il Presidente della SASI in quanto, secondo la magistratura, in quasi un anno e mezzo poco o nulla era stato fatto per rendere efficienti gli impianti». Luciano Di Tizio delegato Regionale del WWF, aggiunge: «La speranza è ora quella che, a seguito delle denunce delle guardie WWF, le acque del Torrente Fontanelle possano tornare a essere meno inquinanti anche in vista della imminente stagione balneare. Colgo l’occasione per sottolineare, in positivo, l’importante lavoro d’indagine svolto dai Carabinieri Forestali, in questo caso specifico quelli del Comando di Stazione di Lanciano. Ma va purtroppo anche necessariamente sottolineato, in negativo, che la cattiva depurazione o, peggio, l’assenza di depurazione, è un problema che riguarda moltissimi dei fiumi, torrenti e fossi abruzzesi la cui pessima situazione è stata per troppi anni colpevolmente trascurata dalla politica regionale».
 
 WWF Italia Onlus, Abruzzo
 abruzzo@wwf.it

giovedì 16 marzo 2017

Video Earth Hour 2017


WWF. Tra dieci giorni torna l’Ora della Terra, mobilitazione planetaria che abbraccia circa 180 Paesi

Comunicato stampa del 15 marzo 2017 
 
 
Tra dieci giorni torna l’Ora della Terra, mobilitazione planetaria che abbraccia circa 180 Paesi

WWF, ANCI e Regione insieme per combattere i cambiamenti climatici

Presentata una bozza di delibera per favorire piani di adattamento anche a livello comunale


Il 25 marzo 2017 torna l’Ora della Terra (Earth Hour), la più grande mobilitazione globale di cittadini e comunità di tutto il Pianeta per la lotta al cambiamento climatico, promossa dal WWF Internazionale ormai da ben 11 anni. Le luci si spegneranno per un’ora dalle 20.30 alle 21.30. La partecipazione all’iniziativa si fonda sulla semplicità, ma al tempo stesso sulla significatività di un gesto: spegnere la luce di una casa, un edificio, un monumento, l’illuminazione di una strada o di un luogo per un’ora, partecipando così ad un’iniziativa di forte valenza simbolica per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti in una sfida globale.

Dalla prima edizione del 2007, che coinvolse la sola città di Sidney, l’Ora della Terra si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta. Nel 2016 sono state migliaia le iniziative alle quali hanno aderito centinaia di milioni di abitanti della Terra in 178 diversi Paesi. In Italia si sono spenti oltre 400 luoghi e monumenti grazie all’adesione di Istituzioni nazionali e locali.

L’urgenza di agire contro i cambiamenti climatici è sotto gli occhi di tutti. Il 2016 sarà dichiarato l’anno più caldo mai registrato: secondo le prime valutazione ben 1,3°C (globalmente) sopra la media dell’era preindustriale. Gli eventi negativi legati al cambiamento climatico diventano sempre più evidenti e preoccupanti, ma siamo in tempo per evitare lo sconvolgimento di ecosistemi, specie e vita di milioni di persone e delle future generazioni: bisogna però azzerare le emissioni di gas serra e puntare su efficienza energetica e fonti rinnovabili.

Nella COP 22, Conferenza ONU sul clima che si è tenuta a Marrakech lo scorso novembre, 196 Paesi hanno deciso di dare gambe all’Accordo di Parigi, chiedendo a Governi nazionali e locali, investitori e imprenditori privati di accelerare la transizione verso lo sviluppo sostenibile. Occorre porsi obiettivi ambiziosi per la drastica riduzione, da subito, delle emissioni di CO2: questa è la condizione per vincere la sfida posta dall’Accordo di Parigi (ratificato da 122 Paesi e già in vigore), rimanendo entro 1,5%° C di aumento medio della temperatura globale rispetto all’era preindustriale.

Quest’anno in Abruzzo l’Ora della Terra assume un valore particolare.

«L’ANCI Abruzzo – spiega il presidente Luciano Lapenna - ha voluto aderire convintamente all’iniziativa, ribadendo a livello regionale l’adesione già formalizzata dall’ANCI nazionale e invitando tutti i Comuni abruzzesi a partecipare. Dopo i tanti problemi vissuti negli ultimi mesi abbiamo voluto puntare fortemente sull’adesione delle nostre Comunità, aggiungendo d’intesa col WWF uno slogan specifico per la nostra regione: “Spegnere le luci per un’ora per salvare il Pianeta, spegnere le luci per un’ora per riaccendere l’Abruzzo”. Abbiamo infatti un estremo bisogno, tutti insieme, di voltare pagina e di riconquistarci il diritto a guardare al futuro con ottimismo».

«Il nostro territorio – aggiunge il delegato regionale del WWF Luciano Di Tizio - è stato messo a durissima prova nelle prime settimane dell’anno, anche in conseguenza di un andamento meteo anomalo, certamente favorito dal clima che sta cambiando. Il WWF ha per questo elaborato una bozza di delibera che abbiamo consegnato questa mattina al presidente dell’ANCI Abruzzo perché la distribuisca ai comuni della regione interessati a dare rapida concretezza alla esigenza di contrastare i cambiamenti climatici adottando piani comunali d’intesa con la Regione per ottimizzare gli sforzi e i risultati»

«L’iniziativa del WWF – conclude il Sottosegretario con delega all’Ambiente Mario Mazzocca - è decisamente positiva e in linea con quanto l’Abruzzo si sta impegnando a fare. È in fase avanzata l’elaborazione di un piano regionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici che, in sinergia con gli obiettivi mondiali e con le strategie a livello nazionale, farà in modo che il nostro territorio dia un contributo significativo in termini di resilienza e adattamento, per continuare a garantire la tutela dell’ambiente nel quale tutti noi viviamo e insieme il benessere dei cittadini».

Earth Hour continua a raccogliere adesioni che arrivano ogni giorno all’indirizzo mail abruzzo@wwf.it oppure a quelli delle quattro strutture territoriali presenti nella regione (abruzzomontano@wwf.it - chietipescara@wwf.it - teramo@wwf.it - zonafrentana@wwf.it). Molti comuni hanno intanto già segnalato la propria partecipazione. In un primo provvisorio e certamente incompleto elenco dobbiamo citare Pescara, che dà il buon esempio per la sua provincia, seguito a ruota da Spoltore. In provincia di Teramo, oltre al capoluogo, ci saranno, citati in ordine sparso, Cortino, Montorio, Mosciano Sant’Angelo, Bellante, Campli, Atri, Pineto, Silvi e Penna Sant’Andrea, ma l’elenco è certamente destinato ad allungarsi. In provincia di Chieti, hanno già aderito Lanciano, Vasto, Fossacesia, Francavilla al Mare, Tollo, Casoli, Sant’Eusanio del Sangro, Lentella e Pretoro. Nell’Aquilano, tra gli altri, ci saranno Pescina, Collarmele, Pacentro, San Benedetto dei Marsi, Celano, Gioia dei Marsi, Aielli, Lecce dei Marsi, Trasacco e Luco dei Marsi. Un elenco che continua ad allungarsi di giorno in giorno a dimostrazione della voglia dell’Abruzzo di voltare pagina e di guardare convintamente al futuro.

WWF Italia Onlus, Abruzzo
abruzzo@wwf.it

martedì 7 marzo 2017

Un grande ammasso di catrame spiaggiato a Punta Aderci Il WWF allerta la Guardia Costiera ed il Comune di Vasto

Un grande ammasso di catrame spiaggiato a Punta Aderci
Il WWF allerta la Guardia Costiera ed il Comune di Vasto


Vasto, brutta sorpresa nella Riserva Regionale di Punta Aderci, trovata una grande formazione di sostanza catramosa, a forma sferica con un diametro di circa 60cm.
L'ammasso di catrame è stato trovato sulla Spiaggia di Punta Penna durante le operazioni di routine da parte del personale della Cooperativa Cogecstre che gestisce la Riserva e portato con ogni probabilità dalle ultime mareggiate. Non vorremmo sembrare i soliti allarmisti, ma il primo pensiero va alla piattaforma Rospo Mare della Edison; non è la prima volta che ci lascia con il fiato sospeso. Un altra possibile causa la pulizia dei serbatoi delle navi cisterna in mare, attività severamente vietata a partire dalla Convenzione di base Marpol (Marine Pollution) del 1978, ma in Italia e specie in mezzo al mare, è anche possibile che si possa agire illegalmente per ragioni di convenienza. Risulta, infatti, estremamente più conveniente lavare le stive a mare, anziché aspettare nei porti il proprio turno e pagare i relativi oneri per eseguire queste operazioni in condizioni di sicurezza. Ce lo dicono i numeri allarmanti, 200 mila tonnellate anno di petrolio sversati nel Mediterraneo dovuti sia a operazioni di ripulitura, sia ad operazioni inerenti il carico e scarico delle petroliere insieme a quelle di ricerca e coltivazione. L’Italia è il paese in cui le voci che subiscono i maggiori tagli sono quelle che riguardano i controlli ambientali.

L’associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina, ha comunicato l'accaduto alla Guardia Costiera, al Sindaco e all’Assessore all'Ambiente di Vasto, affinché possano attivare gli organi preposti per tentare di fare chiarezza sulla provenienza e nella speranza che sia un “fenomeno” circoscritto.

Non sono segnali buoni, il nostro mare subisce uno stillicidio metodico da decenni, sia da terra, con fiumi che riversano liquami sempre più insani, che dal mare, con lo sfruttamento eccessivo delle risorse e depauperamento attraverso le attività legate agli idrocarburi - ricerca, coltivazione, trasporto -. Per non parlare delle enormi quantità di plastica e polistirolo, sino agli affondamenti dolosi di navi contenenti rifiuti tossici.

Come si possa trasformare un elemento così straordinario, in una vera e propria pattumiera, per egoismo, avidità, disprezzo dei diritti delle generazioni future, per il WWF ma non solo, sarà sempre fonte di grande inquietudine, ma anche di indignazione. Una indignazione che ci porta ad agire con ogni mezzo a nostra disposizione, per la sua salvaguardia.
Il mare è vita, il mare è di tutti.

Fabrizia Arduini
presidente WWF Zona Frentana e Costa Teatina Onlus

lunedì 6 febbraio 2017

Ortona. Le due Riserve dimenticate. Il WWF: per quanto tempo ancora?

Ortona. Le due riserve dimenticate
 
Ripari di Giobbe (olio su tela di N. Napoleone)
Quanto tempo deve passare ancora affinché le Riserve Regionali di Ripari di Giobbe e L’Acqua Bella si dotino di un piano che metta a sistema le loro straordinarie potenzialità?

Il comune di Ortona, dietro il pressing del consigliere Patrizio Marino, riporta sul tavolo della Giunta Comunale l’annoso abbandono delle riserve regionali, Ripari Di Giobbe e Acqua Bella. Dal 2007, anno in cui furono istituite le 2 aree protette con il rispettivo capitolato economico, nulla è stato fatto. Privando l’intera città di due attrattori formidabili, sia verso i cittadini, che verso i turisti.

Nella ultima riunione del Consiglio Comunale del 31 gennaio sono state poste importanti motivazioni, tra queste:
Preservare le due riserve dall’incuria e dalla scarsa manutenzione; monitorare le condizioni idrogeologiche, morfologiche, e della fauna selvatica; organizzare al meglio la fruibilità nell’ottica della tutela e della conservazione di territori innegabilmente fragili, e garantire gli accessi alle spiagge; riattivare nella sua interezza la strada comunale di Ripari di Giobbe, uno straordinario connettore di luoghi unici con vista su scorci mozzafiato. Lo strumento principe per mettere a sistema le riserve si chiama Piano di Assetto Naturalistico -PAN-, senza questo strumento non si andrà mai da nessuna parte, sono anni che lo diciamo inutilmente.

È ora di prendere coscienza che questi luoghi valorizzati nelle modalità delle riserve regionali, sono una fonte inesauribile di potenzialità sia economiche che di tutela e valorizzazione ambientale e quindi sociale. È la cultura del territorio che deve essere attrattore, e non le singola attività. La legge regionale numero 5 del 2007, aveva negli intenti proprio il gioco di squadra di un intero territorio da Ortona a Vasto, e quindi della sua collettività

Basta perdere tempo, già nel 2013, la passata giunta comunale aveva deliberato sulla importanza delle riserve, non vorremmo che solo a fine mandato si rimette sul piatto una questione così importante per le sorti dello sviluppo socio economico di Ortona.

I dati sul turismo bike e natura parlano chiaro: dalle ultimissime ricerche di settore, ben 5 milioni di tedeschi sceglierebbero l’Italia come secondo paese di destinazione per le vacanze se vengono potenziati i nostri territori con offerte turistiche green, con luoghi protetti, piste ciclabili, enogastronomia, artigianato. Il Trentino che da anni segue questa politica ha incrementato fino ad arrivare a 27 milioni di presenze e 3 miliardi di fatturati all’anno.

Cacciacarne Pasquale Presidente Associazione B&B "Parco Maiella Costa Trabocchi”
 
Fabrizia Arduini Presidente WWF Zona Frentana e Costa Teatina