venerdì 17 maggio 2013

Domenica 19 maggio Festa delle Oasi WWF

Dona 2 o 5 euro al 45506 via SMS o chiamata

Il 19 maggio 2013 sarà la giornata della festa delle Oasi WWF. Un’occasione speciale per visitare luoghi naturali, percorsi a piedi nel verde, passeggiando nelle Riserve più belle d’Italia. Una giornata per conoscere più da vicino le specie animali che popolano questi luoghi magici, e le specie vegetali che incorniciano questi paesaggi incontaminati.

I volontari dell'Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina ti aspettano all'Oasi WWF "Lago di Serranella" a Sant'Eusanio del Sangro (Ch) dove si organizzeranno diverse attività durante l’arco della giornata:

Ore 09.30: apertura/accoglienza;
Ore 10.00: Giocalloasi: laboratorio di riciclo creativo per bambini e genitori (partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria al 349/3946288 o serranella@wwf.it);
Ore 12.30: Visita guidata;
Ore 13.30: Pausa pranzo (al sacco);
Ore 16.00: Cenni sulla Fotografia in Natura. Escursione in Riserva con psservazione e pratica fotografica;
Ore 18.30: Proiezione del video sulla lontra di Alessandro Di Federico.
Ore 19.30:- Saluti e chiusura della festa.



venerdì 3 maggio 2013

Spiaggia tra stazione di Tollo e fiume Arielli come cava di sabbia? Interviene il WWF

COMUNICATO STAMPA WWF del 2 maggio 2013

La meravigliosa spiaggia tra la stazione di Tollo e l'Arielli trasformata in cava di sabbia?

Il WWF interviene a tutela delle dune e del Fratino.

uova di fratino (in primo piano)
Il WWF, dopo aver partecipato ad una prima conferenza dei servizi, è intervenuto con una dettagliata nota per scongiurare l'ipotesi, avanzata dal comune di Ortona, di utilizzare lo splendido tratto di costa tra la stazione di Tollo e la foce dell'Arielli come cava di sabbia da utilizzare più a sud per il ripascimento.

La zona è caratterizzata da una rarissima vegetazione dunale, protetta in Abruzzo dalla legge regionale 45/1979, ormai scomparsa dalla gran parte del restante litorale abruzzese. Una flora così interessante si ritrova in Abruzzo solo a Casalbordino e a Vasto-S.Salvo. Infatti lo stesso Piano del Demanio del Comune di Ortona identifica la zona come area di elevato pregio naturalistico da conservare.

Il comune vorrebbe cavare migliaia di metri cubi di sabbia direttamente dalla spiaggia davanti alle dune lasciando un franco di 15 metri dal piede della duna, una fascia del tutto insufficiente per evitare che alla prima mareggiata le onde arrivino direttamente sulla vegetazione devastandola. Il WWF ha fatto notare che per un intervento del genere è prevista dal Testo Unico dell'Ambiente, il D.lgs.152/2006, la procedura di Verifica di Assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale, che in questo caso non è stata espletata. Inoltre, proprio in questo periodo stanno nidificando, proprio al piede della duna, diverse coppie di fratino. Tra l'altro, a conferma dell'importanza della zona a scala sovra-regionale, una delle femmine in riproduzione è già inanellata, essendo nata a Senigallia lo scorso anno. Dati preziosi che confermano la necessità di adeguate misure di conservazione della costa abruzzese che, finora, sono state intraprese esclusivamente dalle associazioni e non dagli enti, come la Regione Abruzzo, preposti alla tutela delle specie di interesse comunitario, quale è, per l'appunto, il Fratino.

Il WWF auspica che nella prossima conferenza dei servizi, prevista per domani 3 maggio, la proposta venga respinta anche in considerazione dell'elevato pregio paesaggistico e turistico dell'area, che viene utilizzata da migliaia di turisti, soprattutto di fuori regione, interessati alle spiagge più conservate della costa abruzzese e non certo a quelle trasformate in cantiere e in cava.

Il problema dell'erosione non si risolve aumentando lo stress ambientale a cui viene già sottoposto il litorale ma con interventi sui fiumi (il cui apporto solido è drasticamente calato a seguito di captazioni incontrollate), sulla gestione delle spiagge (ad esempio, lasciando i detriti naturali per più tempo; evitando la compattazione con i mezzi meccanici pesanti) e, soprattutto, proprio con la tutela della vegetazione dunale che trattiene la sabbia in maniera formidabile.

lunedì 29 aprile 2013

Assedio alle dune di Vasto: vegetazione tagliata e ruspe in azione.

COMUNICATO STAMPA DEL 29 APRILE 2013 


Assedio alle dune di Vasto: vegetazione tagliata e ruspe in azione. 
Il WWF alla Regione: approvare subito il Piano di gestione dell’area protetta 

Riserva Regionale "Marina di Vasto": vegetazione tagliata
VASTO – Le dune di Vasto ancora sotto assedio. Continuano le manomissioni ambientali anche se la situazione è migliorata rispetto agli anni passati grazie alla collaborazione fra WWF, Comune di Vasto, Assessorato all’Ambiente, Polizia Municipale e cittadini che segnalano gli abusi nell’area protetta. La denuncia arriva dalle Guardie Giurate Volontarie del WWF che, nel corso di un sopralluogo hanno verificato diversi lavori – quasi certamente non autorizzati – effettuati all’interno della Riserva Regionale Guidata “Marina di Vasto” istituita nel 2007. 

Le violazioni si sono svolte per il tramite di mezzi meccanici manuali oppure con mezzi gommati o ruspe, ed hanno comportato la distruzione dell’ambiente retrodunale, soprattutto tramite il taglio della vegetazione, dal limite della pista ciclabile fino, in alcuni casi, al piede della duna. 

Per ogni abuso riscontrato le Guardie del WWF hanno inoltrato un dettagliato rapporto all’Autorità Giudiziaria. 

Dichiara Claudio Allegrino, Coordinatore del Nucleo provinciale delle Guardie volontarie del WWF: “la vegetazione dunale rappresenta un elemento vitale per la difesa della costa in quanto contribuisce al ripascimento naturale della sabbia. Ancora oggi purtroppo, parte degli operatori turistici e chi ha interessi nell’ edilizia selvaggia sulla costa considerano la fascia costiera dunale un impedimento alle attività turistiche e per questo oggi tali aree vanno scomparendo”. 

Le dune di Vasto, hanno acquisito due importanti riconoscimenti per la valenza naturalistica dei luoghi - Sito di Interesse Comunitario (SIC) “Marina di Vasto” e “Riserva Regionale Naturale Regionale Guidata Marina di Vasto” – e conservano diverse specie animali e vegetali in via d’estinzione come il fratino e la testuggine palustre ma devono essere ancora difese dagli abusi ancora frequenti. 


Le Guardie Giurate Volontarie del WWF si appellano alla Regione Abruzzo affinchè approvi subito il Piano di Gestione dell’area SIC - coincidente con l’area della Riserva - in modo che il Comune possa elaborare ed adottare il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) così come previsto dalla legge istitutiva dell’area protetta.

martedì 23 aprile 2013

Ortona: approvare presto un Regolamento del verde pubblico

COMUNICATO STAMPA DEL 23 APRILE 2013 

I nostri alberi, tesori da salvare. 
Il WWF: approvare presto un Regolamento del verde pubblico 

ORTONA - Poche cose insieme ai monumenti e ai palazzi storici rendono bella una città come gli alberi. Veri e propri esseri viventi complessi che, silenziosamente e generosamente, forniscono servizi indispensabili rendendo più sana la vita di tutti, bambini in primis. Gli alberi attutiscono il rumore, migliorano il microclima, forniscono ossigeno, depurano le acque, sequestrano agenti inquinanti come le micidiali polveri sottili, l'anidride carbonica e tanto altro. Sono così amati gli alberi, che ad essi viene affidato il compito di ricordare qualcosa di importante, dalla nascita di un bambino, al sacrificio di una vita, come ad Ortona i Viali della Rimembranza spesso dimenticati, Via Roma o Giro degli Ulivi. 

Nonostante questo, diventa sempre più faticoso difendere gli alberi nella nostra città. In questi ultimi anni abbiamo visto di tutto: querce estirpate per fare posto ad anonime palmette, potature drastiche o capitozzature, che, soprattutto se fatte fuori stagione, indeboliscono gli alberi rendendoli più vulnerabili agli attacchi di funghi e parassiti. Una potatura drastica inoltre è antieconomica, perché costringe l'albero a ricreare velocemente la chioma perduta, emettendo una miriade di deboli rami in competizione fra loro che si allungheranno oltremodo, richiedendo un ulteriore intervento di potatura. 

La potatura di un albero deve essere la più leggera possibile, evitando assolutamente grossi tagli, e cercando di mantenere la pianta fogliata senza snaturarne la sua forma naturale. 

L’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina ONLUS, insieme ai tanti cittadini, che sempre più allarmati ci domandano di salvare questi amici speciali, chiede al sindaco Enzo D'Ottavio e all'assessore all'ambiente, Roberto Serafini, di fermare qualsiasi azione possa distruggere o indebolire un albero in buone condizioni. Afferma Fabrizia Arduini, referente ortonese dell’Associazione: “Suggeriamo all’amministrazione di dotarsi in tempi brevi di un Regolamento del verde pubblico con il quale definire chiaramente gli interventi di manutenzione consentiti e di nuove piantumazioni, sulla base di preventivi censimenti e monitoraggi sugli individui esistenti. In tal modo si eviterebbero interventi a caso che non risolvono mai i problemi, semmai li accentuano. Consigliamo inoltre di posizionare sugli alberi delle bat box per ospitare chirotteri, poiché, insieme alle rondini, eliminano giornalmente e a costo zero migliaia di moscerini e zanzare, a differenza della gran parte delle disinfestazioni, che oltre ad essere poco salubri per l'uomo, possono eliminare indiscriminatamente anche insettivori o insetti utili. Noi siamo a completa disposizione dell’amministrazione per collaborare ad una nuova e più sostenibile gestione delle aree verdi cittadine”. 

Fabrizia Arduini 
referente Ortona WWF Zona Frentana e Costa Teatina

martedì 16 aprile 2013

Parco della Costa teatina; dura lettera del Ministero dopo sollecito WWF

COMUNICATO STAMPA DEL 16/04/2013

Parco nazionale della Costa teatina: dura lettera del Ministero dell'Ambiente alla Regione Abruzzo dopo il sollecito del WWF.

La Regione Abruzzo è inadempiente rispetto alle procedure per la perimetrazione del Parco nazionale della Costa Teatina e deve fare in fretta per recuperare il tempo perduto.

Il Ministero dell'Ambiente “bacchetta” la Regione Abruzzo, dopo un duro intervento del WWF che aveva stigmatizzato lo stallo in cui si trovano gli enti nella definzione del perimetro del parco, la cui istituzione è prevista da una legge nazionale del 2001.

La Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare, richiamando la sua precedente nota dell'11 ottobre 2012 con cui aveva già sollecitato la regione a predisporre una perimetrazione in accordo con i comuni, nella nuova nota del 28 marzo 2013 scrive, tra l'altro, che “si è dovuto rilevare che nessun riscontro è pervenuto da Codesta Regione impedendo di fatto il superamento dello stallo in cui permane da tempo la procedura in atto”.

Il Ministero ricorda, altresì, che il 30 giugno prossimo scadono i termini per il commissariamento e, per questo, i tempi sono estremamente ristretti per definire proposte condivise.

Dichiara Luciano Di Tizio, presidente del WWF Abruzzo “Il WWF ha inviato una lettera circostanziata al Ministero in considerazione delle inadempienze rispetto agli obblighi derivanti dalla Legge del 2001 che istituiva il Parco. Sono passati 12 anni e quest'area protetta è rimasta finora praticamente solo il testo di una legge inapplicata. Non ha neanche il perimetro e, quindi, non risulta sulle mappe. Se ci fosse sarebbe con la sua sola esistenza un forte motivo di richiamo turistico. 
E' una situazione estremamente grave perchè noi cittadini siamo educati a rispettare le leggi e non a fare di tutto per disapplicarle, venendo meno ad obblighi nazionali ed internazionali per la conservazione della Natura. La responsabilità di questa situazione è chiaramente della Regione Abruzzo e di questa maggioranza che sta facendo di tutto per ostacolare l'applicazione della legge. Richiamiamo al senso di responsabilità istituzionale la Regione affinchè risponda celermente al Ministero con una proposta seria e concreta, evitando il commissariamento. Auspichiamo che la regione non risponda con proposte di perimetrazione senza capo nè coda, come il cosiddetto parco “a isole” che fece sorridere tutti gli esperti del settore. Non può sfuggire 
l'importanza della nascita del parco per contrastare con i fatti la deriva petrolifera che preoccupa la gran parte degli abruzzesi”.

Ecco la lettera del Ministero:

giovedì 11 aprile 2013

Sabato 13 aprile tutti a Pescara! NO OMBRINA!


Treni ed autobus per manifestazione NO OMBRINA sabato 13 a Pescara


WWF: ecco tutti i rischi di Ombrina

COMUNICATO STAMPA DEL 9 APRILE 2013

Petrolio: 50.000 ettari di mare davanti a Pescara, Francavilla ed Ortona concessi per la ricerca di idrocarburi.

Il WWF: ennesimo colpo di mano,nuovo motivo per manifestare sabato 13 aprile a Pescara alle 15:30.

L'associazione: ecco tutti i rischi di Ombrina, sversamenti in mare “normali” in strutture simili per gli stessi petrolieri .

“Il progetto Ombrina mare è molto rischioso non solo per l'ambiente ma anche per il futuro dell'economia turistica e della pesca della regione e per questo va fermato”: così oggi il WWF Abruzzo presentando i dati sui rischi derivanti dai progetti petroliferi che si stanno moltiplicando nel mare antistante la regione. L'Associazione è venuta a conoscenza, tra l'altro, di un'ennesima concessione di un titolo minerario per ricerche petrolifere nel tratto di mare antistante Pescara, Francavilla ed Ortona.

Ricordiamo, invece, che il progetto Ombrina mare già approvato dalla commissione VIA nazionale è composto da una piattaforma di produzione con 6 pozzi, 36-42 km di tubazioni sottomarine e una grande nave raffineria FPSO di 320 metri di lunghezza ormeggiata a 10 km dalla costa per almeno 24 anni.

Il più aggiornato studio sugli incidenti riguardanti progetti simili ad Ombrina è il testo “Accident Statistics for Offshore Units on the UKCS 1990-2007" della OIL and GAS UK, pubblicato nel 2009, che riassume tutti gli incidenti avvenuti tra il 1990 e il 2007 nelle strutture di sfruttamento degli idrocarburi attive nella piattaforma continentale inglese. Per quanto riguarda le piattaforme fisse inglesi nel periodo considerato sono avvenuti 5.871 incidenti con una frequenza di 3,4 incidenti per unità all'anno. Gli incendi sono stati 0,412 l'anno per unità, le esplosioni 0,024 l'anno e le perdite in mare di petrolio ben 1,76 l'anno per unità. Pertanto, se la piattaforma di produzione del progetto Ombrina mantenesse la frequenza media di incidenti delle strutture fisse inglesi si potrebbero prevedere nel suo ciclo di vita 42 perdite in mare (e gli incendi una sessantina). Per quanto riguarda le 16 navi FPSO inglesi nel periodo considerato sono avvenuti 603 incidenti con una frequenza di 4,10 incidenti per FPSO all'anno. Gli incendi sono stati 0,42 l'anno per unità, le esplosioni 0,013 l'anno e le perdite in mare di petrolio ben 2,82 l'anno per unità. Pertanto, se la FPSO del progetto Ombrina mantenesse la frequenza media di incidenti delle FPSO inglesi si potrebbero prevedere nel suo ciclo di vita 68 perdite in mare (e gli incendi una ventina).

Uno studio del Direttorato Norvegese per il Petrolio riporta la stima di perdite in mare di petrolio dalle FPSO di 3.240 barili in un ciclo di vita di 24 anni, solo tenendo conto delle perdite che avvengono durante l'allibo, il trasferimento del petrolio dalla FPSO alla petroliera (procedura che nel progetto Ombrina è prevista una volta al mese per 24 anni). Ovviamente a queste perdite vanno aggiunte quelle relative ad altre fasi della produzione e gestione. Un simile quantitativo ha, potenzialmente, secondo l'UNEP, la capacità di coprire circa 400.000 ettari di mare con un sottile film di meno di un mm di spessore.

Nello stesso studio relativo alle strutture della piattaforma continentale norvegese, si riporta una frequenza di collisioni tra FPSO e petroliera di 0,15 collisioni per anno per unità, ben superiori alla frequenza di collisione tra navi ed altri tipi di installazioni petrolifere. Pertanto, se la FPSO del progetto Ombrina mantenesse la frequenza media di collisioni delle FPSO norvegesi si potrebbero prevedere 3 collisioni nel ciclo di vita del progetto.

Le perdite possono essere massive. Nel 2011 una FPSO della Shell posta a circa 75 miglia al largo del Delta del Niger, secondo i dati forniti dalla compagnia petrolifera, ha riversato in mare 40.000 barili di petrolio. La marea nera si estendeva per 70 km, coprendo 92.300 ettari di mare, secondo quanto dichiarato dalla stessa compagnia.

Dichiara Fabrizia Arduini, responsabile del settore energia del WWF Abruzzo “La nostra principale preoccupazione è che le navi FPSO e le stesse piattaforme di produzione sono potenziali fonti di frequenti e a volte enormi fuoriuscite di petrolio. I vari studi prodotti, commissionati dai governi o dagli stessi petrolieri, evidenziano in maniera inequivocabile l'alta frequenza di incidenti. Solo in Italia dobbiamo sentire i fautori della deriva petrolifera dichiarare che tutto è compatibile e non vi sono rischi. Basti pensare che la nave FPSO collegata ad Ombrina dovrebbe stoccare sino a 50.000 tonnellate di petrolio e 15.000 tonnellate di zolfo e acqua di produzione. Per il progetto Ombrina non esiste una approfondita analisi del rischio nonostante sia a ridosso della costa, quando nel resto del mondo queste strutture sono poste a decine e decine di chilometri di distanza. Oltre ai rischi relativi alla dispersione dei fumi e dei fanghi, agli incendi, agli scoppi e ai rilasci in mare di petrolio, abbiamo anche il rischio della subsidenza - l'abbassamento verticale di una porzione di territorio. Il tutto in un'area dove sono in corso importanti investimenti per milioni di euro del DOCUP PESCA 2000/2006 “Protezione e sviluppo delle risorse acquatiche“, con fondi anche dalla Commissione Europea. Lo scopo dell’intervento è di ottimizzare l’habitat per la conservazione ed il ripristino di spigole, orate, corvine, cernie, saraghi ed altri pesci pelagici o di scoglio. La commissione Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell'Ambiente ha incredibilmente dato parere favorevole al progetto prescrivendo alla Medoilgas di predisporre un'analisi del rischio, che, quindi, arriverà dopo il parere positivo. Il proponente dovrà provvedere alla redazione di una analisi di rischio globale con le analisi quantitative che tengano conto di tutti i possibili scenari. Ciò è del tutto illogico visto che è compito proprio della Valutazione di Impatto stabilire preventivamente se i rischi sono sopportabili dall'ambiente e dall'economia delle regioni potenzialmente interessate dagli incidenti”.

Dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo “Oggi il Mediterraneo è tra i mari più inquinati da idrocarburi, con oltre 38 milligrammi/mc di contaminazione, a fronte dei 3 milligrammi/mc di altri mari. Ciò deriva dai grandi incidenti che hanno coinvolto petroliere con rilasci di decine di migliaia di barili e dalle centinaia di perdite più piccole provenienti dalle petroliere in transito, dalle piattaforme e dalle navi in genere. Le mappe disponibili sulle perdite reali sono impressionanti perché il Mediterraneo è costellato da miriadi di fuoriuscite nere. Le mappe del rischio sono consequenziali ed evidenziano che il medio Adriatico ha già ora, senza Ombrina, il massimo livello di rischio ambientale da fuoriuscita di petrolio in mare. Dobbiamo, quindi, progressivamente abbandonare l'economia basata sul petrolio perché altamente inquinante”.

Dichiara Luciano Di Tizio, presidente del WWF Abruzzo “Nei giorni scorsi abbiamo appreso che il governo dimissionario ha realizzato un nuovo colpo di mano, concedendo il 15 marzo 2013 un permesso di ricerca di idrocarburi in mare alla società Petroceltic. Si tratta di una porzione di Adriatico enorme antistante Pescara, Francavilla e Ortona, dell'estensione di ben 50.000 ettari che ora sarà destinati alla ricerca di idrocarburi. Intere comunità si oppongono a queste proposte ma i ministeri vanno avanti lo stesso come se nulla fosse. Il WWF chiede agli enti, a partire dal comune di Pescara, di fare ricorso al TAR contro quest'ennesima decisione che va contro gli interessi ambientali ed economici della regione. Vi è ormai un deficit di democrazia che deve essere colmato. La manifestazione di sabato 13 aprile, a Pescara con partenza dalla Madonnina alle ore 15:30 è un appuntamento da non perdere a cui invitiamo a partecipare tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro sostenibile dell'Abruzzo e del suo mare”.

sabato 6 aprile 2013

Domenica 7 aprile Fossacesia: Ombrina Mare è il nostro futuro?


Fiume Trigno: inquinamento e potabilizzazione. Esposto del WWF

COMUNICATO STAMPA DEL 06 APRILE 2013

Il WWF ha inviato un dettagliato esposto agli enti e organi competenti abruzzesi e molisani, nonché alla Commissione Europea.

Il WWF nei giorni scorsi ha inviato un dettagliato esposto sulla situazione di inquinamento del fiume Trigno. Nella nota, oltre a chiedere delucidazioni circa le cause di tale criticità ambientale, con il fiume ridotto ad una vera e propria fogna, si pongono una serie di domande circa la procedura di potabilizzazione delle acque fluviali ai fini del consumo idropotabile.

Nell'esposto si richiamano i referti dell'ARTA relativi alla situazione della qualità delle acque del fiume Trigno alla traversa di Lentella (CH) tra il 2011 e il 2012, indagini finalizzate alla classificazione delle acque fluviali ai fini della successiva potabilizzazione. Tali documenti evidenziano un notevole inquinamento di tipo microbiologico e, in particolare, la presenza in almeno 3 mesi di rilevamento, della pericolosa Salmonella. Il WWF, scrivendo agli enti e alle Procure di Larino e di Vasto, ha richiamato le numerose ordinanze che i comuni di molte regioni italiane hanno emesso in presenza di Salmonella spp nelle acque. Gli enti dispongono solitamente sia il divieto di irrigazione dei campi sia il divieto di consumo dei pesci senza una preliminare cottura a 72 gradi (oltre a disporre di lavarsi attentamente le mani dopo essere entrati in contatto con l'acqua contaminata).

L'associazione si chiede quali provvedimenti hanno preso gli organi competenti nelle occasioni in cui è stata rilevata la presenza di Salmonella nel fiume Trigno.

Il WWF richiama altresì i dati recentemente diffusi dall'ARPA Molise relativi alla situazione della foce del Fiume che, in alcuni mesi dell'anno, è risultata essere anche peggiore rispetto a quella già fortemente critica rilevata a Lentella. Infatti ad Agosto 2012 si è raggiunta l'astronomica cifra di 216.000 Unità Formanti Colonia/100 ml di Escherichia coli, più del doppio del valore massimo rilevato dall'ARTA a Lentella. Per meglio comprendere il livello di compromissione raggiunto basterà ricordare il fatto che lo scarico di un impianto di depurazione per essere a norma non deve superare le 5.000 Unità Formanti Colonia/100 ml.!

E', quindi, del tutto evidente che lungo il fiume vi sono scarichi non trattati o trattati in maniera parziale ed inefficace. Il WWF chiede di conoscere esattamente la situazione degli impianti di trattamento che scaricano nel Trigno e nei suoi affluenti. Purtroppo l'associazione fa notare le gravi inadempienze degli enti pubblici che, secondo quanto stabilito prima dalla Legge Regionale 17/2008 e poi dalla Legge Regionale 31/2010, avrebbero dovuto pubblicare i dati sui controlli degli scarichi (conformità e non conformità) e le relative sanzioni applicate. Sul sito della Provincia di Chieti tali dati sono stati pubblicati solo per l'anno 2009!

Inoltre, come rileva la stessa ARPA Molise, tale situazione viene esacerbata dalle numerose captazioni che, soprattutto in estate, riducono la portata abbattendo la capacità di autodepurazione del corso d'acqua. A tal proposito il WWF ricorda che la Direttiva Comunitaria 60/2000/CE “Acque” obbliga gli Stati Membri ad adoperarsi per evitare il peggioramento della qualità delle acque dei fiumi e a raggiungere lo stato di qualità “buono” entro il 2015. Gli ultimi dati disponibili circa il monitoraggio ambientale, relativi al 2009, indicavano un peggioramento rispetto al 2008 per ben due stazioni di monitoraggio. Pertanto la situazione di sofferenza del fiume è nota da anni (e il WWF l'aveva evidenziata già nel suo Dossier Fiumi 2010). In questi stessi anni non solo la Regione Abruzzo ha fallito nell'evitare un peggioramento della qualità delle acque ma ha addirittura assunto provvedimenti che hanno aumentato lo stato di stress ambientale del fiume, autorizzando captazioni importanti lungo il suo corso. In contemporanea adottava il Piano di Tutela delle Acque che contiene inaccettabili richieste di deroga rispetto agli obiettivi comunitari di qualità, spostando la data per l'ottenimento dello stato “buono” dal 2015 al 2027!Ad aggravare il quadro, il fatto che il tratto del medio e basso Trigno, compresa la zona di Lentella, è classificato quale Sito di Interesse Comunitario dal punto di vista naturalistico per il quale è previsto un particolare regime di tutela.

Il WWF nell'esposto ha diffusamente trattato il caso della successiva potabilizzazione delle acque captate dal Trigno. L'associazione rileva che l'Art.80 del D.lgs.152/2006 dispone che sia effettuata la classificazione (in tre classi, A1, A2 e A3, con forme di trattamento sempre più spinte, o Non Classificabile, cioè non potabilizzabile se non in caso di emergenza) del corso d'acqua per la successiva potabilizzazione a fini idropotabili. In questo caso la potabilizzazione e successiva distribuzione agli utenti è avvenuta anche nel corso del 2012, quando la classificazione è stata effettuata il 18 ottobre 2012 (nella classe Non Classificabile anche se la ASL aveva in sede di comitato proposto di classificare le acque del fiume nella classe A3, tesi non accolta dal comitato su indicazione del membro dell'ARTA). Il 24 gennaio 2013 il comune di San Salvo emetteva un'ordinanza di divieto di distribuzione.

Il WWF, solo con un accesso agli atti, ha potuto esaminare decine di referti relativi alla qualità delle acque destinate al consumo umano dell'area industriale di S. Salvo, rilevando che nel periodo coincidente al monitoraggio propedeutico alla classificazione, vi è stata anche una non conformità per la presenza di contaminazione di tipo microbiologico, evidenziata dal referto del 26 luglio 2012 (su prelievo del 23 luglio). Lo stesso 26 luglio, a tre giorni di distanza dal prelievo, la ASL scriveva al CONIV chiedendo l'interruzione della distribuzione.

L'associazione ricorda che la Legge Regionale 31/2010 prescrive che la procedura di classificazione deve essere pubblicizzata tra i cittadini con incontri pubblici, affissione di manifesti e divulgazione dei risultati delle analisi sul fiume sui siti WEB di ASL, ARTA e ATO.

Inoltre l'associazione fa notare che nei referti dell'ARTA delle analisi effettuate per conto della ASL sull'acqua in distribuzione a S. Salvo, zona industriale, la Salmonella spp non è indicata tra i parametri ricercati (a mero titolo di esempio, segnaliamo i referti del 16 gennaio 2012, mese in cui nel fiume è stata rilevata dalla stessa ARTA la Salmonella spp., e dell'8 febbraio 2013, il più recente tra quelli consultati). Bisogna specificare che la Salmonella spp. non rientra tra i parametri da ricercare routinariamente nelle acque potabili secondo il D.lgs 31/2001. Al contempo lo stesso decreto prevede che devono essere predisposte indagini integrative e mirate qualora vi sia il sospetto di presenza di sostanze/organismi potenzialmente dannosi per l'uomo. Su quest'ultimo punto il WWF provvederà ad inviare un addendum all'esposto.

Il WWF chiede, quindi, chiarezza su quanto avvenuto nel recente passato soprattutto in merito alle procedure autorizzative e sulle conseguenti azioni intraprese dagli enti a vario titolo competenti. Per l'immediato futuro è assolutamente necessario reprimere e/o sanzionare ogni forma di scarico non conforme o addirittura illegale e procedere ad allentare la pressione antropica sul fiume, soprattutto in relazione alle captazioni. Per quanto riguarda la disponibilità di acqua potabile ogni sforzo deve essere indirizzato sugli interventi di ricerca delle falle delle reti che in Abruzzo sono dei “colabrodo” con perdite che sfiorano il 50% dell'acqua immessa. Solo così, assieme alla promozione di forme di utilizzo efficiente e parsimonioso della risorsa (basti pensare al recupero/riuso da prescrivere nei regolamenti edilizi comunali), si potrà evitare di andare ogni anno in sofferenza.

giovedì 28 marzo 2013

Fiume Foro: il WWF chiede azioni ai Comuni di Ortona e Francavilla al Mare


COMUNICATO STAMPA DEL 20 MARZO 2013
DISCARICA DI RIFIUTI SULLE SPONDE DEL FORO
IL WWF CHIEDE L’INTERVENTO DEI COMUNI

I Comuni di Francavilla al Mare e di Ortona chiamati a rimuovere la sporcizia, come previsto dalla legge, e a regolamentare l’accesso agli autoveicoli sul lungofiume

La sponda Nord del fiume Foro ridotta per centinaia di metri, a una vera e propria discarica con ogni genere di rifiuti. Una situazione nota da tempo ma per la quale non ci sono mai stati interventi risolutivi, anche per una sorta di “conflitto di competenza” tra i due comuni interessati, Francavilla al Mare e Ortona. Il fiume infatti negli anni ha cambiato il suo corso e attualmente il confine tra i due territori municipali non segue il corso d’acqua. Si crea una confusione sulle competenze, ben sfruttata dagli inquinatori che continuano impuniti a gettare sulle rive veramente di tutto. Una situazione assurda alla quale il WWF Chieti e le Guardie Particolari Giurate Volontarie del Nucleo provinciale teatino stanno cercando di porre rimedio.
Le Guardie WWF Vincenzo La Monaca, Sandro Cocco e Luciano Di Tizio nei giorni scorsi hanno ispezionato l’area individuando sulla carrareccia che costeggia il fiume cumuli di rifiuti composti da materiale edile (calcinacci, sacchi pieni di prodotto per intonaco, canaline elettriche), rifiuti domestici (bottiglie di vetro, vestiti, calzature, lattine), una quantità impressionante di pneumatici sia interi che tagliati, parti di mobili rotti, materassi, divani, porte, frigoriferi, parti di automobili, contenitori in plastica e in metallo, televisori, monitor, sanitari e altro. Rifiuti presenti dal punto d’ingresso alla carrareccia (800 metri a monte della rotonda situata sulla SS.16, in corrispondenza della località Postilli) a scendere verso il mare per circa 600 metri. All’inizio del tratto controllato i rifiuti sono talmente numerosi da formare una discarica quasi ininterrotta lunga 200 metri. I restanti 400 metri sono caratterizzati da numerosi cumuli intervallati da brevi spazi occupati dalla vegetazione. L’abbandono dei rifiuti è agevolato dalla presenza della strada sterrata che costeggia l’argine.
Per questo le Guardie WWF hanno inviato formale segnalazione alla Polizia provinciale e ai Comuni interessati perché, a norma di legge, si provveda alla rimozione dei rifiuti ciascuno nella zona di propria competenza e perché venga regolamentato l’accesso al lungofiume, impedendolo agli autoveicoli non autorizzati, al fine di evitare il continuo abbandono di materiali e i relativi esborsi di danaro della collettività per la loro rimozione.
“I Comuni – sottolinea Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chieti – dovranno tener conto dei suggerimenti e agire: non è più tempo di sopportare come inevitabile il comportamento di chi crede di poter ignorare le regole elementari del vivere civile”.  

sabato 23 marzo 2013

Le acque del Fiume Trigno? Simili a quelle di una fogna, secondo le analisi dell'ARTA diffuse dal WWF.


COMUNICATO DEL 16 MARZO 2013 


Le acque del Fiume Trigno? 
Simili a quelle di una fogna, secondo le analisi dell'ARTA diffuse dal WWF. 
Anche la Salmonella nel fiume, per più mesi. 

Le acque del Fiume Trigno sono simili a quelle di una fogna, addirittura con presenza di Salmonella. Il WWF, nell'ambito dell'accesso agli atti relativo alla questione della potabilizzazione delle acque del fiume Trigno, ha ottenuto i referti dei monitoraggi avvenuti tra il 2011 e il 2012 volti alla classificazione del fiume ai fini della potabilizzazione delle sue acque a scopo idropotabile. 

fiume Trigno
L'associazione sta studiando attentamente le carte ricevute dai vari enti. In questa fase si è concentrata sulla qualità delle acque del fiume al punto di captazione di Lentella, prima della successiva potabilizzazione. 

Pertanto è bene sottolineare che il presente comunicato si riferisce unicamente alla valutazione dello stato delle acque del fiume al momento della captazione e non già a quelle poi distribuite a seguito di trattamento, sulle quali torneremo più avanti in considerazione della mole di materiale da esaminare e della delicatezza della questione. 

I referti sono quelli relativi al monitoraggio obbligatorio per legge ai fini della classificazione del fiume Trigno per l'utilizzo delle acque ai fini idropotabili previa potabilizzazione. Per il fiume Trigno la classificazione è partita nel 2011 e si è conclusa nel 2012, con prelievi a periodicità di solito mensile o bimestrale. 

In diversi periodi dell'anno il fiume Trigno ha presentato parametri di tipo microbiologico degni di una fogna, con punte di coliformi di 100.000 (per il prelievo del 25 luglio 2011) e 80.000 (per il prelievo del 6 marzo 2012) U.F.C.(Unità Formanti Colonia, l'unità di misura usata per questo parametro, n.d.r.) per 100 Ml di acqua. Anche a luglio 2012 i valori erano estremamente alti (15.000 UFC/100Ml, per il prelievo del 16 luglio 2012) a testimonianza del permanere di condizioni ambientali critiche. A mero titolo di esempio al momento di autorizzare uno scarico il valore consigliato dal D.lgs.152/2006 è di 5.000 U.F.C./100 Ml, valore routinariamente fissato nelle autorizzazioni allo scarico da parte degli enti quale limite da rispettare. Valori quali quelli trovati dall'ARTA per il Trigno sono tipici di scarichi non trattati, come le acque di fogna. Inoltre si segnala la presenza in diversi periodi dell'anno di Salmonella (come ad agosto 2011, Ottobre 2011 e Gennaio 2012). Il WWF fa notare che in caso di presenza di Salmonella in diverse aree italiane sono immediatamente scattate ordinanze sindacali e provinciali (a mero titolo di esempio si allegano 6 ordinanze delle decine che è possibile facilmente rintracciare tramite google) con pesanti divieti (tra cui l'uso dell'acqua per irrigazione e la pesca). Ci si chiede se e quali provvedimenti siano stati presi in tali occasioni per il Trigno dalle varie autorità competenti. 

Dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF “La situazione del fiume Trigno è, purtroppo, simile a quella di tanti altri fiumi abruzzesi. Continuiamo a pensare di poter trattare i corsi d'acqua esclusivamente come ricettacolo dei nostri reflui e come fonte di acqua per le attività produttive, come se la risorsa fosse inesauribile. Il Trigno, oltre a ricevere scarichi spesso non trattati o trattati in maniera inefficiente, è sottoposto a numerose captazioni che ne riducono la portata abbattendo la sua capacità di auto-depurazione. In questa situazione, peraltro nota da molti anni, tanto che avevamo segnalato nel dossier fiumi 2010 il peggioramento della qualità delle acque di questo fiume tra il 2008 e il 2009, appare quantomeno sorprendente che le attività di classificazione del fiume a Lentella per fini idropotabili risalgano al 2011-2012. Questo aspetto risalta ancora di più alla luce della decisione finale sulla classificazione dell'ottobre 2012 che ha sancito l'impossibilità di potabilizzare le acque del Trigno dalla captazione di Lentella. La classificazione dovrebbe, a nostro avviso, precedere qualsiasi utilizzo, soprattutto in presenza di una situazione ambientale compromessa. Inoltre ricordo che il comma 11* dell'Art.23 della Legge regionale 31/2010 prescriveva un'attività di comunicazione al pubblico della procedura di classificazione che non ci risulta essere mai avvenuta, tanto che abbiamo dovuto fare un accesso agli atti per ottenere i referti. La legge prevede che devono essere pubblicati entro una settimana (!) sui siti WEB dei vari enti, che devono organizzare anche incontri pubblici. Anche solo questo aspetto della vicenda è per noi molto grave poiché colpisce il diritto dei cittadini ad essere costantemente informati su questioni fondamentali per l'esistenza come l'approvvigionamento idrico”. 


*11. La Direzione Sanità della Regione Abruzzo e, qualora sia il proponente della richiesta di classificazione, l’ATO, danno ampia divulgazione presso la popolazione interessata dell’avvio della procedura per la classificazione, mediante comunicazione preventiva sul proprio sito WEB, comunicato stampa e attraverso un adeguato numero di incontri pubblici da svolgersi presso i principali centri interessati. Tali incontri vengono pubblicizzati mediante affissione di manifesti. Durante il periodo di classificazione i referti dei controlli analitici mensili necessari per la classificazione stessa sono tempestivamente pubblicati sul sito WEB della Direzione Sanità, dell’ATO competente, della ASL e dell’ARTA entro una settimana dalla loro acquisizione.

mercoledì 6 marzo 2013

Ombrina: spunta una nuova lettera. Il WWF: fare chiarezza.

COMUNICATO STAMPA DEL 04/03/2013

Ombrina: spunta una nuova lettera inviata dal Ministero alla Regione a novembre 2012 con allegata anche la lettera di luglio.

Inoltre la Regione, seppur sollecitata, mancò di rilasciare il parere anche per altre concessioni.

Il WWF: fare chiarezza in vista del Consiglio regionale di domani e dei prossimi appuntamenti

Il caso “Ombrina” si tinge sempre di più di giallo. Il WWF divulga una seconda nota inviata a diversi enti dal Ministero dell'Ambiente a novembre 2012. La lettera è inviata ai comuni e per conoscenza alla Regione Abruzzo. E' interessante notare che il Ministero a questa nota di novembre ha allegato anche la lettera inviata alla Regione Abruzzo a Luglio e che in regione non sarebbe mai arrivata (consultando il protocollo fino a Luglio 2012).

La “nuova” lettera riporta il protocollo in uscita del Ministero del 22/11/2012 n.28277 e risulta inviata alla Provincia di Chieti, ai comuni di Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto e, per conoscenza, anche alla Regione Abruzzo, Direzione Parchi e Territorio, Ufficio V.I.A. in via Leonardo Da Vinci 6 a L'Aquila presieduta dal Direttore Antonio Sorgi.

Al WWF risulta che almeno agli enti locali la lettera sia regolarmente arrivata, visto che poi alcuni di questi hanno presentato formale opposizione.

Il WWF, anche in prospettiva dei prossimi appuntamenti riguardanti Ombrina (domani il Consiglio regionale e giovedì mattina l'incontro tra il Presidente della Regione e il sottosegretario De Vincenti) e in vista del ricorso al TAR che anche la Regione Abruzzo ha annunciato di voler sostenere, ritiene che deve essere fatta chiarezza anche su questa seconda nota e, in generale, sulle procedure interne della Regione Abruzzo relative al rilascio di pareri concernenti la materia di ricerca e sfruttamento in mare degli idrocarburi.

Si ricorda, infatti, che la Regione Abruzzo non risulta nel recente passato aver rilasciato il proprio parere anche per le due concessioni per la ricerca di idrocarburi in mare della Petroceltic, come risulta nei rispettivi Decreti di approvazione n.126/2011 e 280/2011 (fortunatamente poi annullati dal TAR del Lazio su ricorso del WWF e delle altre associazioni nonchè dalla Regione Puglia e del Comune di Vasto).

Nei due decreti si leggono motivazioni simili a quelli per Ombrina circa il mancato parere da parte della Regione Abruzzo. Infatti nel decreto 126/2011 si può leggere “Preso atto che seppur sollecitata in data 27/04/2010 e 19/05/2010 la Regione Abruzzo non ha trasmesso il parere da rendersi ai sensi dell'Art.25 comma 2 del D.lgs 152/2006 come modificato dal D.lgs. 16 gennaio 2008 n.4 ”

Nel Decreto 280/2011 si può leggere “Preso atto che seppur sollecitata in data 04/03/2010 la Regione Abruzzo non ha trasmesso il parere da rendersi ai sensi dell'Art.25 comma 2 del D.lgs 152/2006 come modificato dal D.lgs. 16 gennaio 2008 n.4”.

Possibile che anche in questi casi le lettere di richiesta di parere e i solleciti non erano arrivati in regione?

In ogni caso si ricorda che, a parte le missive sopra richiamate, il WWF e altre associazioni e movimenti lanciarono già ad agosto 2012 e poi a dicembre 2012 un allarme sulla riattivazione del procedimento di approvazione di Ombrina con un appello alle istituzioni, compresa la regione, per un loro intervento. Questa iniziativa fu ripresa con ampio risalto dagli organi di informazione abruzzesi.

E' evidente che la problematica è stata sottovalutata e che bisogna moltiplicare gli sforzi per affrontare con rigore e puntualità tutte le problematiche connesse alla deriva petrolifera in atto promossa dal Ministero delle Attività Produttive.

Il WWF precisa, infine, che la Strategia Energetica Nazionale, che vorrebbe trasformare l'Abruzzo in terra di conquista per i petrolieri, è attualmente una mera proposta adottata dal Consiglio dei Ministri che non ha alcun valore vincolante in quanto non approvata in forma definitiva (siamo nella fase delle osservazioni).

venerdì 1 marzo 2013

Ombrina: grande successo dell'iniziativa di WWF e Confcommercio. Ora la manifestazione unitaria il 14 aprile sulla costa per dire no alla deriva petrolifera.

COMUNICATO STAMPA WWF DEL 01/03/2013


Ombrina: grande successo dell'iniziativa di WWF e Confcommercio, partecipata da oltre 400 cittadini e da tantissimi rappresentanti delle istituzioni.

Unanime la contrarietà al progetto.

Ora la manifestazione unitaria il 14 aprile sulla costa per dire no alla deriva petrolifera.

Oltre 400 cittadini, assieme a una larga parte dei parlamentari eletti in Abruzzo, all' arcivescovo Bruno Forte, al Presidente della Regione Gianni Chiodi, al presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio e a tanti rappresentanti di istituzioni e associazioni, hanno espresso la fortissima e unanime contrarietà al progetto Ombrina mare.

Dichiara Dante Caserta, presidente nazionale f.f. del WWF “E' evidente che vi è una vera e propria sollevazione della cittadinanza abruzzese e dei suoi rappresentanti contro questo megaprogetto petrolifero che mette a rischio il futuro della Regione e del mare Adriatico. La partecipatissima iniziativa di oggi è servita a far emergere le varie posizioni. Un forte richiamo alla difesa dei beni comuni e un appoggio alla lotta dei cittadini è arrivato dal vescovo Forte che ha aperto la serie di interventi, seguito da quello delle tante associazioni presenti. Dai rappresentanti delle Istituzioni, dai diversi parlamentari al presidente della Regione Chiodi, dai consiglieri regionali ai sindaci e amministratori delle più diverse forze politiche abbiamo ascoltato diversi impegni. Tra questi ricordiamo il ricorso al TAR, la richiesta di incontro con i Ministeri competenti per bloccare l'iter, la convocazione della Conferenza Stato-regioni per trattare la questione dello sfruttamento degli idrocarburi in mare, la stesura di una proposta di legge da far votare al Parlamento. Come associazioni da un lato verificheremo giorno dopo giorno l'effettiva attuazione di questi impegni, dall'altro organizzeremo una campagna di iniziative dei cittadini. Tra queste sarà di fondamentale importanza la manifestazione unitaria fissata per il prossimo 14 aprile sulla costa. Con le altre organizzazioni sociali stiamo condividendo un percorso per far esprimere la contrarietà della comunità abruzzese a questo progetto. Faccio appello a tutti i cittadini sensibili affinchè ci diano una mano perchè bisogna allargare ulteriormente la mobilitazione”.

Il WWF divulga la lettera del Ministero su Ombrina

COMUNICATO STAMPA DEL 01/03/2013

Clamoroso, il WWF divulga la lettera del Ministero su Ombrina con cui chiedeva il parere della Regione Abruzzo.

La nota non risulterebbe pervenuta al protocollo della Regione Abruzzo.

Il WWF: fatto inquietante che riguarda affari da centinaia di milioni di euro che potrebbero cambiare il volto dell'Abruzzo.

Ieri il WWF aveva chiesto al Presidente Chiodi di chiarire perchè nel Decreto ministeriale di autorizzazione della mega-piattaforma Ombrina era riportato il passo “PRESO ATTO che, seppur sollecitata in data 11.07.2012, la Regione Abruzzo non ha fatto pervenire il proprio parere di competenza”.

Nel pomeriggio di ieri il Presidente della Regione ha divulgato una nota ufficiale sostenendo che al protocollo regionale non risultano pervenute richieste di parere sullo specifico argomento.

Il WWF è in grado di divulgare la lettera del Ministero dell'Ambiente con la quale chiedeva il parere alla Regione Abruzzo.

La lettera, a firma del Direttore Generale della Direzione generale per le Valutazioni Ambientali del Ministero Dr. Mariano Grillo, riporta il numero di protocollo in uscita del Ministero DVA-2012-0016621 del 11/07/2012.

La lettera è inviata alla Regione Abruzzo, Direzione Parchi, Territorio, Ambiente e Energia, Ufficio V.I.A., via Leonardo da Vinci 6, 67100 L'Aquila. Il responsabile della Direzione è il Dr. Antonio Sorgi.

La nota del Ministero, che ripercorre brevemente l'iter del procedimento, riattivato dal cosiddetto Decreto Sviluppo, si chiude con la seguente frase “Si invita la Regione Abruzzo a voler far pervenire il proprio parere di competenza”.

Dichiara Luciano Di Tizio, presidente del WWF Abruzzo “Abbiamo dimostrato che la lettera che risulta ignota al Presidente della Regione Chiodi esiste. E' evidente che si tratta di un fatto assolutamente inquietante su cui far luce il prima possibile, visto che stiamo parlando di un progetto che, se non bloccato, cambierà il futuro dell'intera regione e che muove interessi da centinaia di milioni di euro. Si prendono decisioni ed escono addirittura decreti che riportano fatti che non sarebbero veritieri, visto che il massimo rappresentante della Regione Abruzzo sostiene che la lettera non è arrivata all'ente che presiede. Il WWF attiverà un accesso agli atti presso entrambi gli enti coinvolti, Ministero dell'Ambiente e Regione Abruzzo, per verificare cosa esiste realmente agli atti, anche perchè questa vicenda può avere enorme rilevanza anche ai fini del ricorso al TAR.”

In ultimo il WWF commenta l'altra nota divulgata ieri del Presidente Chiodi su Ombrina in cui si sostiene che “ha chiesto ad Alfano che, appena possibile, il Parlamento italiano faccia valere le disposizioni contenute nel decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128, a firma dell'allora ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo.” (i limiti più stringenti per la distanza delle piattaforme dalla costa, ndr)....La concessione all'estrazione fu bloccata dopo forti pressioni da parte nostra al Governo e solo grazie al ministro Prestigiacomo, con il governo Berlusconi, nel 2010.”

Ebbene, facciamo notare che:

a)le norme introdotte dal Decreto legislativo 29 giugno 2010 n.128 (detto “Decreto Prestigiacomo”) richiamato dal Presidente Chiodi avevano bloccato Ombrina. Purtroppo sono state modificate dalla legge 134/2012 (conversione in legge del cosiddetto “Decreto Sviluppo”, votata da PD, PDL e UDC lo scorso agosto 2012) che ha riattivato la procedura di Ombrina. Pertanto non si capisce come l'On.le Alfano possa far “valere” disposizioni che non esistono più. Probabilmente Chiodi si riferiva a norme da introdurre con nuove leggi da parte del parlamento neoeletto.

b)Il Decreto Prestigiacomo fu introdotto a seguito del disastro della piattaforma Deep Horizon nel Golfo del Messico.

Il WWF auspica che l'annunciata partecipazione del Presidente Chiodi all'incontro che si terrà oggi a Chieti Scalo presso la camera di Commercio possa chiarire non solo questi aspetti ma anche verificare concretamente se la regione è disponibile a presentare ricorso al TAR.

Ombrina Mare. Il WWF: il Presidente Chiodi chiarisca

COMUNICATO STAMPA DEL 28/02/2013

OMBRINA MARE: USCITO IL DECRETO POSITIVO DEL MINISTERO, LA REGIONE ABRUZZO NON SI SAREBBE ESPRESSA SEPPUR SOLLECITATA!

IL WWF: GRAVISSIMO, IL PRESIDENTE CHIODI CHIARISCA IMMEDIATAMENTE MOSTRANDO LETTERE E PARERI CONTRARI DELLA REGIONE

piattaforma petrolifera a fuoco
E' stato divulgato il Decreto positivo del Ministero dell'Ambiente sul progetto Ombrina mare per la realizzazione di una mega-piattaforma con centro di raffinazione in mare di fronte alla costa teatina che, da quanto si apprende, sarebbe stato già firmato dal Ministro Clini.

Il testo del Decreto che sta circolando sul WEB riporta, tra l'altro, la seguente frase “PRESO ATTO che, seppur sollecitata in data 11.07.2012, la Regione Abruzzo non ha fatto pervenire il proprio parere di competenza”;

Il WWF ritiene questa mancanza, se confermata, di inaudita gravità e chiede al Presidente Chiodi di chiarire, documenti alla mano, quale è stata la posizione della Regione Abruzzo in questa vicenda.
Per l'associazione è ormai evidente che le uniche due strade da seguire sono i ricorsi in sede amministrativa davanti al T.A.R. da parte di tutti coloro che possono essere danneggiati da questo incredibile progetto (associazioni, enti) e l'immediata cancellazione da parte del nuovo Parlamento delle norme che hanno portato alla riattivazione del procedimento autorizzatorio di Ombrina.

Il WWF, assieme alle altre organizzazioni e ai cittadini, come emerso in un'assemblea ieri sera a S. Vito, intende proporre una grande manifestazione per il prossimo aprile per la salvaguardia della Costa dei Trabocchi e del medio e basso Adriatico. Per concordare con tutti queste proposte ricordiamo che cittadini, amministratori e associazioni sono invitati a partecipare all’incontro che si terrà venerdì 1 marzo alle ore 15 presso la Camera di Commercio di Chieti Scalo in via Fratelli Pomilio (ex Foro Boario), iniziativa promossa dal WWF assieme a Confcommercio .

Il WWF ritiene che chi ha aperto la strada a questo progetto, votando il Decreto Sviluppo e non attivandosi nella procedura di V.I.A., deve per primo dimostrare di rimediare agli errori fatti.