mercoledì 1 gennaio 2020

Come ogni fine anno il WWF presenta un bilancio sullo stato dell’ambiente in Abruzzo

Comunicato stampa del 30 dicembre 2019 
 
 

Come ogni fine anno il WWF presenta un bilancio sullo stato dell’ambiente in Abruzzo

L’impegno per la tutela dell’Orso bruno marsicano e del Fratino, le battaglie storiche in difesa dell’ambiente e dei fiumi e le nuove minacce per le montagne abruzzesi al centro dell’azione del WWF nella nostra regione

Manca un impegno reale e concreto nella lotta ai cambiamenti climatici



Questa mattina a Pescara si è svolta la tradizionale conferenza stampa di fine anno del WWF. È stata l’occasione per tracciare il bilancio per l’ambiente e per la natura abruzzesi dell’anno che si sta chiudendo.

Come sempre è stato un anno di grande impegno per le quattro organizzazioni locali, le sei Oasi, i Centri di Educazione Ambientale e i nuclei di vigilanza del WWF presenti nella nostra regione. Diversi obiettivi importanti sono stati centrati, ma permangono questioni di fondo irrisolte, mentre continua a mancare un impegno reale e concreto nella lotta ai cambiamenti climatici e verso uno sviluppo veramente sostenibile.

Il bilancio non può non iniziare da uno dei simboli della nostra regione: l’Orso bruno marsicano. Il 2019 è stato l’anno del lancio, con un convegno nazionale a Roma, della campagna WWF “Orso 2x50” che punta al raddoppio dell’esigua popolazione di orso marsicano entro il 2050. Il WWF ha organizzato nuovi campi di volontariato durante l’estate con il patrocinio del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e con base operativa nell’Oasi WWF delle Gole del Sagittario: sette le amministrazioni comunali che hanno ospitato le attività, migliaia le persone incontrate, diverse le associazioni coinvolte. Ai campi hanno partecipato ragazzi volontari provenienti da tutta Italia che hanno deciso di impiegare alcuni giorni delle proprie vacanze estive per svolgere azioni in favore dell’Orso, come, ad esempio, osservazioni e raccolta dei segni di presenza, potatura meli e arbusti, posizionamento di recinzioni elettriche, animazione e giochi per bambini, incontri pubblici. Siamo stati presenti soprattutto in zone marginali e al confine del Parco dove però si registra un’espansione dell’Orso e dove si deve lavorare di più per sperimentare azioni volte alla corretta e pacifica convivenza. Grazie ai fondi della campagna “Orso 2x50” e della Regione Abruzzo il personale dell’Oasi WWF Gole del Sagittario e i nostri volontari hanno messo in opera nuovi recinti elettrificati che costituiscono una delle azioni di prevenzione maggiormente consolidate: non solo per la “messa in sicurezza” di allevamenti, pollai, apiari, frutteti, ma anche quale occasione di incontro e formazione per i proprietari stessi e per tutta la comunità. E sempre durante la bella stagione sono state anche messe in sicurezza tre vasche potenzialmente pericolose per rischio annegamento del plantigrado, nei comuni di Anversa degli Abruzzi e Ortona dei Marsi. Proprio negli ultimi giorni dell’anno, però, la morte di un’orsa sulla strada, col dramma vissuto dal suo cucciolo ora solo ad affrontare l’inverno, ha dimostrato che non si fa ancora abbastanza. A fronte di una situazione eccezionalmente grave occorrono provvedimenti eccezionali che coinvolgano tutti i gestori del territorio, ciascuno per il proprio livello. Il WWF e i Parchi faranno, come sempre, la loro parte insieme ad altre associazioni e ai volontari ma occorre un impegno vero e costante a livello istituzionale.

Gli interventi ipotizzati per il prossimo futuro sulle principali montagne abruzzesi vanno invece in tutt’altra direzione: nuovi impianti di risalata e piste da sci, ad esempio, nei Campi della Magnola (Comune di Ovindoli, Zona di Protezione Speciale “Sirente Velino”), per i quali la Regione ha recentemente dato parere positivo per la valutazione di impatto ambientale, nonostante dalla lettura dei documenti appaiano evidenti le criticità ambientali sollevate da più parti, compreso il Parco regionale. È inoltre in cantiere un progetto che avrebbe quale obiettivo quello di collegare le piste situate a Passo Lanciano con quelle di località Mammarosa fino ai 1995 metri della cima della Majelletta. Il tutto in aree di enorme pregio ambientale tutelate sia da un Parco nazionale che dalla Rete Natura2000 dell’Unione Europea. Come se non bastasse si ipotizza anche di riprendere lo sviluppo dei bacini sciistici sul Gran Sasso in pieno Parco! «Come sempre – ha commentato il vice presidente del WWF Italia Dante Caserta - si tratta di progetti a totale costo pubblico che vanno a distruggere ambienti preziosi per realizzare impianti perennemente in perdita. Solo per gli interventi nel Parco della Majella si parla di molti milioni. Ma come è possibile continuare a sperperare soldi della collettività in impianti di risalita in un territorio che, inevitabilmente, nei prossimi anni sarà sempre meno innevato in conseguenza dei cambiamenti climatici già in atto? Anche chi propone questi impianti è del resto evidentemente consapevole di questa criticità, tant’è vero che prevede la realizzazione di impianti di innevamento artificiale. Sottrarre beni comuni come il suolo o l’acqua per opere che non hanno alcun interesse pubblico né reali benefici per la comunità, in nome di una visione antica e superata dello sviluppo della montagna, non può essere in alcun modo condivisibile. La gestione delle aree montane richiede interventi e linee di programmazione e di investimento legate all’unico bene certo di questi territori: l’attrattività ambientale che peraltro può portare turismo tutto l’anno».

Dalla montagna alla costa per parlare di un altro simbolo della natura abruzzese: il Fratino, piccolo trampoliere che sopravvive sul litorale della nostra regione minacciato dalle attività dell’uomo sempre più invasive. Nel 2019 è proseguito il progetto Salvafratino Abruzzo promosso dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e dal WWF Abruzzo. Tantissime le attività di promozione e conservazione a favore della specie che ha segnato nel 2019 un miglioramento rispetto all’anno precedente: 43 nidi individuati lungo gli oltre 100 km di costa con un successo di schiusa del 51%. Numeri tuttavia ancora troppo bassi che impongono anche nei prossimi anni un lavoro sempre più intenso.

Ma la ricchezza faunistica dell’Abruzzo non è rappresentata solo da Orso e Fratino. E per proteggere tutto questo patrimonio naturalistico che da sempre il WWF si batte contro una delle principali cause di impoverimento della fauna: la caccia. Quest’anno la Regione Abruzzo ha “pasticciato” non poco con il calendario venatorio, proponendone versioni diverse, spesso contrastanti. Il WWF ha chiesto alla Giunta Marsilio-Imprudente di ritirare le assurde disposizioni previste come la preapertura al 1° settembre (anche alla tortora, una specie gravemente minacciata), l’anticipo e l’estensione del periodo di caccia per quasi tutte le specie, la cancellazione di molti limiti relativi ai carnieri e la scarsa incidenza delle misure per la conservazione dell’Orso bruno marsicano. La Regione non ha tenuto in alcuna considerazione le nostre osservazioni e siamo stati costretti a ricorrere al TAR che ancora una volta ha bocciato il provvedimento regionale. Tra l’altro nel calendario sono state riproposte scelte già censurate negli anni scorsi dal TAR: dieci anni di sconfitte giudiziarie evidentemente non hanno convinto la nuova Giunta Regionale ad avviare un cambio di rotta a favore della tutela della fauna del nostro territorio. Si continua ostinatamente a servire gli interessi della parte più retriva del mondo venatorio piuttosto che quelli della fauna e dell’ambiente. Lo dimostra anche l’ultimo recentissimo “regalo” che la giunta Marsilio-Imprudente ha fatto ai cacciatori, complice il parere favorevole dell'ISPRA, dando la possibilità di sparare anche a gennaio alla beccaccia nonostante la sentenza del TAR Abruzzo che aveva disposto la chiusura al 31 dicembre.

Sul fronte delle aree naturali protette le novità sono state sicuramente le tanto attese nomine del presidente e del direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e del presidente del Parco della Majella (quest’ultimo però ha ancora un direttore facente funzioni). La speranza è che ora si possa lavorare al meglio e che i parchi nazionali possano costituire l’ossatura principale di un vero e proprio sistema di aree naturali protette nella nostra regione.

Purtroppo permane invece la situazione di commissariamento del Parco Regionale Sirente-Velino che va avanti dal giugno del 2015! Una inspiegabile vergogna seconda solo al mancato avvio del Parco nazionale della Costa Teatina istituito nel 2001, perimetrato nel 2015, ma tuttora non attivato.

Solite difficoltà per i finanziamenti delle riserve regionali nonostante uno studio dell’Università del Molise che ha coinvolto quattro aree protette abruzzesi (tra cui due Oasi WWF) abbia dimostrato l’importanza di puntare su queste zone tutelate che restituiscono alla collettività in termini di servizi eco sistemici molto di più di quanto investito.

Nelle aree interne è proseguita la battaglia sul metanodotto SNAM e sulla centrale di Sulmona. Purtroppo il ricorso al TAR delle Amministrazioni comunali e delle Associazioni ambientaliste è stato rigettato, mentre l’istruttoria per il rilascio dell’AIA è attualmente in svolgimento. Nella fase istruttoria, tuttora in corso, vi sono state molteplici evidenze della necessità di riaprire la procedura di VIA, in quanto quella già effettuata è ormai vecchia, superata dalle ulteriori conoscenze acquisite, nonché realizzata in modo frammentario perché riferita alle singole tratte e non a tutta l’opera.

Nel 2019 il WWF ha inoltre consolidato la propria rete di guardie volontarie. Dopo il corso regionale di formazione svolto nel 2018 le nuove guardie stanno diventando operative man mano che vengono rilasciate le varie autorizzazioni da parte degli Enti coinvolti. Un lavoro che proseguirà anche nel 2020 con l’obiettivo di avere nuclei di vigilanza WWF in tutte le quattro province abruzzesi.

Nell’anno che si sta chiudendo sono proseguite anche le grandi battaglie ambientali che hanno caratterizzato gli ultimi anni in Abruzzo.

Prima fra tutte quella per la tutela dell’acquifero del Gran Sasso che rifornisce d’acqua oltre 700.000 abruzzesi e che è minacciato dalle sostanze utilizzate nei Laboratori sotterranei dell’INFN e dalle gallerie autostradali. Anche il 2019 è passato senza che si facesse nulla di concreto per la messa in sicurezza del sistema. A fine anno è arrivata, in ritardo di mesi, la nomina del nuovo commissario straordinario. Nel frattempo, anche qui con ritardi e false partenze, si sta avviando il processo davanti al Tribunale di Teramo per l’incidente del maggio 2017 che vede tra gli imputati i vertici della Strada dei Parchi SpA, della Ruzzo Reti SpA e dei Laboratori dell’INFN. L’impegno del WWF, che opera anche attraverso l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, è quello di arrivare nel 2020 allo spostamento delle sostanze pericolose dai Laboratori e all’avvio della messa in sicurezza definitiva del sistema Gran Sasso.

Ferma anche la bonifica del sito di Bussi sul Tirino, una situazione evidenziata ormai ben 12 anni fa e per la quale non si sono fatti concreti passi in avanti neppure nel 2019.

Resta assurda, a fronte delle alluvioni che si ripetono in ogni angolo d’Italia, la situazione dell’area del centro commerciale Megalò a due passi dal fiume Pescara a Chieti. Si continua infatti a insistere con progetti per le nuove costruzioni nonostante le evidenti problematiche. Il WWF continua a contrastare ogni nuova proposta in tutte le sedi, a iniziare delle aule dei tribunali.

Uguale impegno contro la realizzazione della terza discarica in contrada Santa Lucia ad Atri mentre ancora si attende la messa in sicurezza dei due lotti già realizzati.

Non sono stati risolti i problemi di inquinamento ed erosione dei corsi d’acqua così come quella dell’operatività di tanti depuratori. Promesse e primi investimenti sembrano andare nella direzione giusta, ma i dati dell’ARTA continuano ad presentarci un quadro allarmante e molto lontano dall’obiettivo del buono stato di tutti i corsi d’acqua che avrebbe dovuto essere ottenuto già da anni.

Nelle ultime settimane dell’anno le mareggiate hanno inoltre messo a nudo la fragilità della costa. I fenomeni erosivi vengono aggravati dalla cattiva gestione dei fiumi che non trasportano più materiale solido nelle quantità necessarie a ricreare la spiaggia e dalla costante occupazione del litorale con nuove costruzioni. Il WWF continua a denunciare come la realizzazione di pennelli o di barriere frangiflutti lungo alcuni tratti di mare, ma anche i rinascimenti una tantum senza criterio sono solo interventi molto costosi che non risolvono il problema, ma anzi finiscono per aggravarlo.

Tante altre sono state le vertenze che hanno visto impegnato il WWF abruzzese nel 2019 e ancora di più le attività di promozione, formazione ed educazione ambientale.

Sommando tutte le iniziative, possiamo dire con orgoglio che sono stati organizzati almeno due o tre eventi a settimana: convegni, incontri pubblici, giornate di pulizia delle spiagge, laboratori didattici, corsi di formazione, escursioni, viste guidate, attività di campo.

Il tutto svolto grazie al lavoro dei volontari, che nel corso della conferenza stampa di fine anno sono stati ancora una volta ringraziati: «Senza i presidenti delle sezioni locali e gli altri quadri del WWF Abruzzo, ma soprattutto senza gli attivisti – ha sottolineato Caserta – non potremmo fare tutto quello che da anni realizziamo in questa regione. Per questo possiamo ben dire, con orgoglio, volontari del WWF: una forza della natura».


WWF Italia ONLUS, Abruzzo
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mercoledì 11 settembre 2019

Il WWF denuncia. A Lanciano il Regolamento comunale sulla Tutela degli animali è inapplicato


COMUNICATO STAMPA DEL 10 SETTEMBRE 2019

A Lanciano il Regolamento comunale sulla Tutela degli animali è inapplicato.
Il WWF denuncia: nessun controllo sugli animali dati in premio alle Feste di Settembre


LANCIANO – Nel marzo 2018 il Consiglio Comunale di Lanciano aveva approvato il “Regolamento di Tutela Animali”.  Uno strumento importante che ha la finalità di favorire la corretta convivenza fra uomo e animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente. Il Comune si adopera, con questo Regolamento, a diffondere, promuovere ed applicare le garanzie giuridiche attribuite agli animali dalle varie normative, così recita l’oggetto del Regolamento.

Peccato che tutto questo è disatteso dalla Amministrazione comunale di Lanciano a cui spetta la vigilanza sull’osservanza delle leggi  e delle norme relative alla protezione degli animali, nonché l’attuazione delle disposizioni previste dal Regolamento per Tutela degli animali.

Un piccolo esempio ma importante per capire come questo Regolamento è oggi eluso è dato   dalla presenza, durante il Settembre lancianese, di animali come pesci, tartarughe, pulcini ed anatroccoli che vengono dati in premio, vincita od in omaggio a chi partecipa ad alcuni giochi a pagamento.

Ebbene, questo tipo di attività sono vietate su tutto il territorio comunale anche se, prima dell’approvazione del Regolamento di Tutela animali” erano consentite. Ora questo non è più possibile ma avvengono ancora oggi come se nulla fosse.

Eppure le Guardie Volontarie ambientali del WWF avevano inviato ad agosto una nota al Comando di Polizia Municipale ricordando del Regolamento in vigore e chiedendo di impedire che attività commerciali, ambulanti ed occasionali di vendita o di somministrazione gratuita di animali fossero impedite, nel rispetto delle regole che il Comune di Lanciano si è dato.

Nonostante la Polizia Municipale sia preposta alla vigilanza di questo Regolamento, nessun riscontro è giunto alle Guardie volontarie del WWF e gli animali continuano ad essere dati in premio od in omaggio per finalità di lucro. Neppure un’altra segnalazione delle Guardie Volontarie WWF che chiedeva di interrompere la vendita illegale di animali durante la Festa di Sant’Egidio è andata a buon fine. Il venditore di animali ha potuto continuare indisturbato a vendere animali fino alla fine della serata.

La mancata applicazione  del Regolamento Tutela animali è ben più consistente, dichiara Fabrizia Arduni Presidente dell’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina: non  ancora è stato ampliato l’Ufficio Igiene e Sanità che doveva avere competenze anche su questo Regolamento così come non è stato effettuato il controllo della regolarità amministrativa, gestionale e strutturale di tutte le attività che prevedono un contatto diretto con animali. Tutte disposizioni previste dall’atto stesso.
Insomma, un Regolamento ancora sulla carta dopo un anno e mezzo dalla sua approvazione.




domenica 4 agosto 2019

Filomena Ricci nuovo delegato regionale del WWF Abruzzo


Comunicato stampa del 2 agosto 2019

Cambio della guardia nell’associazione del Panda: dopo sette anni Luciano Di Tizio esce di scena

Filomena Ricci nuovo delegato regionale del WWF Abruzzo

“La forza del WWF è la squadra dei volontari: avanti nel segno della continuità”

Conferenza stampa del WWF questa mattina a Pescara, con il vice presidente nazionale Dante Caserta e una rappresentanza delle strutture abruzzesi, per il cambio della guardia al vertice del WWF Abruzzo. Il giornalista Luciano Di Tizio, nominato nel maggio 2012, esce di scena dopo sette anni e lascia il posto da Delegato regionale a Filomena Ricci, dottore di ricerca in scienze ambientali e già direttrice dell’Oasi WWF Gole del Sagittario (in allegato curriculum e foto del nuovo delegato).

“Sono stati – ha detto Luciano Di Tizio – anni molto intensi, impossibili da raccontare in pochi minuti. Mi limiterò a dire che le soddisfazioni maggiori sono state da una parte quella di avere accompagnato il WWF in una difficile fase di riorganizzazione che ha dato ottimi risultati e dall’altra quella di aver contribuito a costruire una eccellente rete di rapporti con le altre grandi associazioni ambientaliste. Solo lavorando insieme si può ottenere un futuro migliore per questa regione. Il maggior rammarico resta invece quello di non aver potuto brindare alla nascita del Parco Nazionale della Costa Teatina frenato da una classe politica regionale che, al di là delle appartenenze, continua a distinguersi soprattutto per la miopia delle proprie scelte”.  Il delegato uscente ha anche spiegato perché esce di scena: “Avrei potuto – ha detto - candidarmi per un terzo mandato, ma da giornalista diffido delle associazioni gestite sempre dalle stesse persone: o queste associazioni non sono in grado di esprimere altri dirigenti, ed è grave; oppure, ed è peggio, si tratta di persone che rappresentano solo se stesse e pochi altri. La forza di una associazione sono i suoi volontari e i suoi iscritti. Nessuno deve restare in eterno o comunque troppo a lungo nel medesimo ruolo. Dopo sette anni era certamente giunto il momento di cambiare. Fortunatamente nel WWF Abruzzo tante volontarie e tanti volontari avrebbero potuto ricoprire questo ruolo. Filomena Ricci, per esperienza e competenze, è la persona giusta per continuare le tante battaglie intraprese”.

Il nuovo delegato ha ringraziato per la fiducia accordatale e ha sommariamente espresso il proprio programma: “L’Abruzzo rappresenta uno dei territori più importanti d’Europa per la ricchezza di biodiversità. L’azione del WWF non può quindi non concentrarsi sulla tutela delle specie e degli habitat che ci caratterizzano, a partire da due animali simbolo: il Lupo e l’Orso marsicano. In particolare per quest’ultimo il rischio di vederlo scomparire è reale e come WWF siamo impegnati nel progetto Orso2x50 che punta al raddoppio della popolazione entro il 2050. Tutto il sistema delle aree naturali protette, poi, merita un forte rilancio per promuovere e attuare un modello di sviluppo sostenibile che faccia della tutela del nostro capitale naturale l’elemento cardine delle scelte di pianificazione e programmazione. Progetti ad alto impatto ambientale in luoghi tutelati a livello nazionale ed europeo, parchi per anni senza guida e riserve con pochi fondi stanno facendo tramontare l’intuizione degli Anni 80 dell’Abruzzo come regione verde d’Europa. La tutela dei fiumi, della costa e del mare, così come la mobilità sostenibile e la vivibilità delle nostre città saranno gli altri settori su cui concentreremo le nostre forze. Vogliamo poi potenziare la nostra presenza sul territorio. A tutti gli abruzzesi che hanno a cuore la difesa del nostro ambiente rivolgiamo un invito a diventare ecovolontari del Panda! Le grandi battaglie che ci attendono possono essere portate avanti solo grazie a chi sostiene il WWF contribuendo alle campagne associative, certamente, ma soprattutto grazie alle attività dei nostri volontari che operano nelle quattro strutture locali, nelle Oasi WWF presenti in Abruzzo, nei nostri Centri di Educazione Ambientale”.

Ha concluso gli interventi il vice presidente nazionale Dante Caserta che, anche a nome della presidente Donatella Bianchi, ha ringraziato Luciano Di Tizio per il prezioso lavoro svolto in questi anni e si è detto “sicuramente ottimista” per il futuro. “Oltre ai tanti sostenitori e soci, la forza del WWF sono i suoi volontari e le sue strutture diffuse sul territorio. Grazie alle associazioni locali, alle Oasi, ai centri di educazione ambientale, alle guardie anche in Abruzzo il WWF riesce a portare avanti concretamente la sua mission internazionale: contribuire a costruire un mondo in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura”.

 
WWF Italia Onlus, Abruzzo

Il Governo “boccia” la legge che ingigantisce i trabocchi. Il WWF: «decisione sacrosanta.

Impugnata la norma varata dal consiglio regionale ignorando i suggerimenti delle associazioni

Il Governo “boccia” la legge che ingigantisce i trabocchi

Il WWF: «decisione sacrosanta. Strutture da valorizzare ma non certo da stravolgere»

Il Consiglio dei ministri nella riunione di ieri pomeriggio ha deciso, tra le altre cose, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani, di impugnare – citiamo dalla nota ufficiale diffusa dal Governo, l a legge della Regione Abruzzo n. 7 del 10/06/2019, recante “Integrazioni e modifiche alle leggi regionali 11 agosto 2009, n. 13 (Modifiche ed integrazioni alla L.R. 71/2001 (Rifinanziamento della L.R. n. 93/1994 concernente: Disposizioni per il recupero e la valorizzazione dei trabucchi della costa abruzzese) e norme relative al recupero, alla salvaguardia e alla valorizzazione dei trabocchi da molo, anche detti “caliscendi” o “bilancini”, della costa abruzzese) e 19 dicembre 2001, n. 71 (Rifinanziamento della L.R. n. 93/1994 concernente: Disposizioni per il recupero e la valorizzazione dei trabucchi della costa teatina)”, in quanto alcune norme riguardanti i trabucchi si pongono in contrasto con la disciplina di tutela dettata dal codice dei Beni culturali e del paesaggio, in violazione dell’art. 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione.

L’articolo 117 è quello che sancisce le competenze esclusive dello Stato, tra le quali c’è appunto anche (comma “s”) la tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.

Il delegato regionale del WWF Luciano Di Tizio, che proprio domani passerà il testimone al nuovo delegato, così commenta l’intervento del Governo: «Una decisione sacrosanta che ferma una legge sbagliata. I trabocchi hanno di per sé una enorme importanza culturale, di richiamo turistico e anche economica, ma devono restare quello che sono: macchine da pesca sulle quali, accanto a una tranquilla attività di ristorazione, devono essere presenti momenti di educazione ambientale, visite guidate e quant’altro può contribuire a valorizzare queste antiche strutture e la costa da loro caratterizzata. Non possono essere trasformati in grandi ristoranti sull’acqua che poco o nulla hanno a che fare con la tradizione. La commissione regionale che ha esaminato la bozza di legge aveva avuto l’opportunità di raccogliere le opinioni delle associazioni, tra le altre WWF, Italia Nostra, FAI e Legambiente: le ha sentite ma non le ha ascoltate. Tutte chiedevano infatti una sostanziale modifica delle legge, nel senso su accennato, ma la politica locale ha, come troppo spesso accade, semplicemente ignorato le opinioni delle associazioni. Questa bocciatura rimette invece la palla al centro: si potrà elaborare una legge migliore nell’interesse di tutti gli abruzzesi e non esclusivamente di pochi».

 
WWF Italia Onlus, Abruzzo

giovedì 20 giugno 2019

Una riflessione del WWF Abruzzo sullo sviluppo turistico della Costa dei Trabocchi

Comunicato stampa del 18 giugno 2019

Una riflessione del WWF Abruzzo sullo sviluppo turistico della Costa dei Trabocchi
«Attenzione a non distruggere la vera ricchezza del luogo»

Genius Loci, “Spirito del Luogo”, è il termine con cui i Latini indicavano quel “qualcosa” che caratterizza un luogo, un ambiente. Un qualcosa di “soprannaturale” che rende unico un territorio.

La costa dei Trabocchi, quello Spirito, ce l’ha ed è ben rappresentato da quelle che sono le vere e uniche ricchezze di quel territorio: i trabocchi, luoghi della storia e della tradizione umana, diventati tratti distintivi del paesaggio; le aree verdi che accompagnano le falesie sull’azzurro del mare; l’ex tracciato ferroviario, ora trasformato in percorso ciclabile, che arricchisce l’offerta turistica; gli altri valori dei luoghi attraversati.

Storia, ambiente, tradizioni. Tutti elementi che “nuovi” turisti cercano, apprezzano e sono disposti a pagare; tutti elementi che una politica, forse miope, forse mal consigliata, sembra voler distruggere in nome di una antiquata visione che parla di progresso, sviluppo e benessere economico, rincorrendo invece un modello turistico vecchio e ormai superato.

Il WWF, per la tutela di una parte d’Abruzzo unica e di una irripetibile occasione di crescita e di ricchezza per la regione, propone una riflessione sullo sviluppo turistico della costa dei trabocchi anche alla luce della recente approvazione della legge regionale sui trabocchi stessi che rischia di snaturarne la storia e persino la struttura.

«Ovunque, in Italia e all’estero, tutelerebbero quello che rende i luoghi della costa dei Trabocchi un’esperienza di vita, prima ancora che turistica, capace di attirare un turismo qualificato da ogni parte del mondo - evidenzia Luciano Di Tizio, delegato regionale del WWF Abruzzo - cogliendo al volo l’occasione della realizzazione della Ciclovia Adriatica, da Venezia alla Puglia, per puntare su un nuovo modello di mobilità e di turismo, evitando il mordi e fuggi e lo sfruttamento, per poche migliaia di euro, di un territorio fragile».

«In Abruzzo, invece - continua Di Tizio - il futuro arrivo di tantissimi cicloturisti diventa l’occasione per chiedere nuovi e più ampi parcheggi e la trasformazione dei trabocchi in piattaforme di centinaia di metri quadri, per realizzare ristoranti a picco sul mare, uguali a tanti altri, senza più fascino né attrattiva. Dopo l’asfalto su quella che eufemisticamente chiamano la via verde, quale sarà il passo successivo? La richiesta di nuovi metri cubi di abitazioni sulla spiaggia, megastrutture turistiche, strade più larghe e, magari, teleferiche che colleghino la spiaggia ai centri abitati collinari?».

L’esperienza di altri territori e gli studi sul turismo ci dicono che chi viaggia cerca un’esperienza unica, l’emozione che possono dare i luoghi particolari, la vita di una comunità con la sua storia e le sue tradizioni. Tradire tutto questo, omologando la costa dei Trabocchi a un qualsiasi “turistificio” di massa, vuol dire volere il male delle comunità e degli operatori economici locali, privandoli di occasioni vere di sviluppo. Così come opporsi da decenni all’istituzione di una grande area protetta nazionale, quale potrebbe essere il Parco nazionale della costa teatina, rappresenta un errore sia per la tutela ambientale che per la promozione territoriale.

Sì, allora, a un modello di crescita rispettoso dell’ambiente, con regole certe che mettano d’accordo sviluppo e tutela del territorio, e azioni di supporto al turismo in bicicletta e al turismo ambientale, valorizzando i borghi (con il modello di ospitalità diffusa), il percorso ciclabile (con diramazioni verso l’interno e ospitalità dedicata con piccoli edifici di servizio, riutilizzando anche i caselli ferroviari), mettendo in collegamento le tante riserve e oasi naturali presenti lungo il percorso da collegare al futuro parco nazionale. E, soprattutto, sì ad un territorio accogliente, per residenti e turisti, con un nuovo modello di mobilità, che privilegi gli spostamenti con i mezzi pubblici (bus e treno), a piedi e in bicicletta, anche nella quotidianità, in modo da liberare lo spazio pubblico dalla schiavitù di milioni di scatole di ferro che invadono piazze, strade e anche spiagge.

Riusciranno i Comuni della costa teatina e dell’intera costa abruzzese a immaginare un modello di sviluppo che si discosti da quello degli anni ’70 che mostra ormai tutti i suoi limiti? Riusciranno le Province a supportare i Comuni nelle giuste scelte? Riuscirà la Regione Abruzzo a indirizzare investimenti e progetti verso uno sviluppo sostenibile?

«Come WWF speriamo di sì, - conclude Di Tizio - e lanciamo un appello a tutte le forze politiche affinché attraverso un corretto e approfondito confronto si evitino errori che potrebbero rivelarsi irrimediabili. Il nostro territorio e gli abruzzesi non lo meritano».


WWF Italia Onlus, Abruzzo
abruzzo@wwf.it

mercoledì 12 giugno 2019

Il WWF invia una diffida al Comune di Vasto sui lavori di livellamento della spiaggia.

COMUNICATO STAMPA 10 GIUGNO 2019

Il WWF invia una diffida al Comune di Vasto sui lavori di livellamento della spiaggia.
È necessario collaborare per la tutela del litorale e del Fratino


Mercoledì 5 giugno il WWF Italia ha inviato una diffida al Comune di Vasto rispetto all’intervento di livellamento del tratto di spiaggia antistante il lungomare Duca degli Abruzzi in prossimità del confine dell’area protetta Riserva Regionale Marina di Vasto, individuata anche come Zona di Conservazione Speciale ai sensi della Direttiva Habitat.

Come già affermato dall’Associazione appena i lavori sono stati avviati, si è trattato di un intervento sbagliato che non è stato concordato con l’organizzazione del Jova Beach Party. Il concerto, peraltro, si realizzerà in un altro sito e tra oltre due mesi. Se, come affermato dal Sindaco di Vasto in una sua recente nota, si è voluto predisporre un’area per posizionare il parco giochi da spostare per fare spazio all’area del concerto, è indubbio che si è scelta la modalità peggiore per farlo.

Eppure, nell’ambito del Progetto Salvafratino Abruzzo che prevede un monitoraggio su tutta la costa abruzzese, il WWF aveva segnalato al Comune di Vasto che nell’area erano state individuate due coppie in fase di riproduzione: il 16 e il 23 aprile sono state infatti inviate due note al Comune di Vasto e a tutti gli altri enti coinvolti per segnalare nidi di Fratino, uno nell’area interessata dall’intervento di livellamento della scorsa settimana e l’altro comunque nelle sue vicinanze.

Giustamente il Sindaco Menna nella sua nota ricorda che il Comune di Vasto ha posto in essere con WWF e Legambiente un protocollo di collaborazione per l’avvio della gestione della Riserva regionale di Vasto Marina. Ma “collaborare” vuol dire “lavorare con” e che per farlo si deve essere in due. E soprattutto si deve essere posti nelle condizioni di farlo così da raggiungere i migliori risultati. Inoltre, al di là dei protocolli esistenti, si ricorda che la stessa Ordinanza balneare emanata dalla Regione Abruzzo a inizio di ogni stagione estiva prevede che, dove è presente il Fratino, in caso di interventi sulla spiaggia, è necessario confrontarsi con le associazioni di protezione al fine di usare i dovuti accorgimenti per non creare disturbo alla specie. Proprio a Vasto, peraltro, opera il Gruppo Fratino Vasto che è probabilmente il primo gruppo di volontari nato per difendere questa specie in Abruzzo e che collabora con il Progetto Salvafratino Abruzzo fin dalla sua nascita.

Al di là degli accertamenti che chi di dovere svolgerà su quanto è accaduto (la diffida è stata inviata anche agli organi di controllo interessati), si ribadisce che il WWF è sempre disponibile a collaborare con le Amministrazioni locali per dare indicazioni su come e quando intervenire per non danneggiare il Fratino che è purtroppo in forte regressione lungo tutta la costa italiana.

Per questo rivolgiamo un appello al Sindaco di Vasto affinché si faccia promotore di una maggiore collaborazione con le associazioni per la tutela del fratino, degli ambienti costieri e del mare.

Il Jova Beach Party si caratterizzerà anche per una grande campagna di informazione finalizzata alla sensibilizzazione di tante persone che non sono state ancora informate sul tema dell’inquinamento da plastica in natura: un’emergenza enorme (come dimostra l’ultimo report WWF presentato in occasione della Giornata degli Oceani) che sta devastando gli ecosistemi marini e le specie che li abitano.

Deve essere l’occasione per unire tutti coloro che hanno a cuore il nostro ambiente e la nostra biodiversità. Impegniamoci affinché sia così anche a Vasto.

WWF Italia Onlus, Abruzzo
abruzzo@wwf.it

lunedì 10 giugno 2019

Dune di Ortona, ora arrivano anche i vandali.

Comunicato stampa del 10/06/2019

Dune di Ortona, ora arrivano anche i vandali.
Quad sulle dune e recinzioni per salvare le rare piante dunali divelte.
Un nido di Fratino abbandonato e con uova schiacciate, possibile la mano umana.



Gruppo Dune Bene Comune: noi facciamo la nostra parte, comune e forze dell'ordine facciano la loro per il bene comune.

Quad e recinzioni poste dai volontari per tutelare le rare piante dunali divelte. E un nido di Fratino con uova schiacciate nonostante la presenza di una rete di protezione, anche se in questo caso non è possibile al 100% assegnare la paternità del fatto alla mano di un uomo vigliacco, anche se è altamente probabile.

Un quad è ricomparso ieri sera al tramonto dopo che un altro era stato segnalato alla Capitaneria di Porto una decina di giorni fa. Ieri questo soggetto sconsiderato ha pensato bene di trattare le dune alla stregua di una pista. Tutto alla luce del sole e in una spiaggia ancora con persone presenti.

Le recinzioni, invece, erano state realizzate dai volontari durante la manifestazione del 26 maggio scorso per la tutela delle dune e contro le nuove concessioni balneari.In due settimane sono sparite.

Crediamo che le Istituzioni chiamate a far rispettare le leggi dello Stato dovrebbero riflettere e dare le risposte che questi fatti meritano. Il comune dovrebbe fare la sua parte recintando le dune con materiali più difficilmente asportabili invece di spendere le proprie energie per assegnare nuove concessioni.

Le forze dell'ordine dovrebbero garantire la massima sorveglianza su quello che è uno degli ultimi tratti di vegetazione dunale rimasti in Abruzzo.

Noi volontari il nostro lo facciamo. Quando potremo vedere i risultati concreti delle istituzioni a favore del bene comune?
 
GRUPPO DUNE BENE COMUNE

domenica 9 giugno 2019

Impianto di biogas ad Ortona? Dubbi del Wwf zona Frentana e costa Teatina

Per l’impianto di trattamento rifiuti a Caldari di Ortona (Ch) il Wwf zona Frentana e costa Teatina chiede un’analisi più approfondita degli impatti su territorio e ambiente e per questo l’associazione ha inviato delle osservazioni alla commissione regionale di valutazione d’impatto Ambientale per l’impianto.

In base al progetto, la struttura produrrà biogas e compost, mediante stabilizzazione anaerobica ed aerobica delle biomasse e della frazione umida (127 mila tonnellate/anno) proveniente soprattutto dalla raccolta differenziata. Impianto che avrà impatti negativi e significativi sull’ambiente tra emissioni diffuse dovute al traffico veicolare, quelle in atmosfera e le emissioni odorigene che andranno a pesare su un’area in cui sono già presenti criticità impressionanti come la Turbogas, la Pavimental e per non farsi mancare nulla anche un deposito di Petcoke.

“L’impatto della centrale sarà non solo sulil Wwf zona Frentana e costa Teatina a salute dei residenti, ma anche su realtà economiche confliggenti, come cantine, pastificio e attività agricole – spiega in una nota la coordinatrice dell’associazione Fabrizia Arduini – Questa fase di screening, ossia la Valutazione di assoggettabilità, non deve essere un facile lasciapassare per un progetto che parrebbe lodevole ai fini dell’implementazione delle più moderne tecnologie per il riciclo e il riuso degli scarti di lavorazione e dei rifiuti provenienti dall’industria alimentare e dalla frazione umida della raccolta differenziata, ma una seria valutazione di aspetti che non vengono, a nostro parere, argomentati nella migliore maniera e con la chiarezza che ci si aspetta in fase di presentazione di un progetto dagli obiettivi così favorevoli al bilancio ambientale – continua il gruppo ambientalista – Che l’impianto comporti un innegabile impatto, lo si evince anche solo prendendo in considerazione la sezione di trattamento del biogas, dove abbiamo inquinanti come l’ammoniaca, l’acido solfidrico e l’anidride carbonica. L’associazione non è riuscita a comprendere neanche con il supporto di tecnici, come si intende abbattere tali inquinanti tra cui compare l’acido solfidrico, un composto altamente tossico, anche a valori molto bassi nell’atmosfera.
Il progetto dell’Aura srl fa inoltre riferimento al vecchio Piano regionale rifiuti del 2007 poiché, come la stessa scrive, il nuovo Piano, nel gennaio 2019, è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale. Si dimentica però che la stessa Regione, prevedendo che la legge potesse essere osservata per profili di incostituzionalità, ha riapprovato lo strumento sotto forma di provvedimento amministrativo il 2 luglio.
L’Associazione Wwf chiede pertanto alla Regione Abruzzo che il progetto sia sottoposto ad un’analisi più approfondita dei suoi impatti sulle economie del territorio già esistenti e sull’ambiente circostante.
 

La Petroceltic se ne va: resta (per ora) soltanto Elsa

Comunicato dell’8 giugno 2019

Ben 4 le istanze di rinuncia nei nostri mari presentate dalla compagnia petrolifera.
La Petroceltic se ne va: resta (per ora) soltanto Elsa



Il WWF Abruzzo condivide la gioia di tutti coloro - cittadini, associazioni, studiosi e realtà economiche -che per anni si sono battuti contro la petrolizzazione dei nostri mari e delle nostre terre nell’apprendere la decisione della Petroceltic di abbandonare quasi totalmente le acque antistanti l’Abruzzo. 
 
Sarà opportuno dare uno sguardo al recente passato per ricordare che nel 2010 la Petroceltic avrebbe voluto “colonizzare” l’Adriatico con ben 9 suoi progetti petroliferi che interessavano interamente o parzialmente il mare di fronte alle coste abruzzesi mentre oggi ne è rimasto soltanto uno: Elsa -BR268 RG-. La Petroceltic ha presentato infatti ben 4 le istanze di rinuncia, tre relative a Permessi di Ricerca, e una Istanza di Permesso di Ricerca. 
 
«Il WWF – commenta Fabrizia Arduini, referente per l’energia dell’Associazione del Panda - se le ricorda bene, impegnato com’è, in prima linea e su più fronti, già dal 2007 per bloccare l’avanzata delle compagnie petrolifere, tra cui ovviamente la Petroceltic. Un lavoro straordinario, che è stato possibile grazie anche al supporto scientifico di qualificati docenti universitari come Francesco Stoppa e Francesco Brozzetti, sia nella stesura delle osservazioni in sede di Valutazione di Impatto Ambientale, che nelle conferenze divulgative tenute insieme alla scienziata Maria Rita D’Orsogna e ad altri.
 
Di strada se ne è stata percorsa veramente tanta, tra osservazioni in opposizione ai progetti, ricorsi al TAR, manifestazioni pubbliche e conferenze informative. Per 2 tra i 4 progetti petroliferi che in questi giorni hanno lasciato i nostri mari, il WWF si è impegnato anche a livello giuridico vincendo un ricorso al TAR nel 2012, insieme a LIPU, Legambiente e FAI, costringendo l’azienda a riavviare da capo la Valutazione di Impatto Ambientale.
 
Ci piace pensare che i signori del petrolio si siano veramente stancati, tra il prezzo al barile che non sale a tal punto da rendere appetibili anche i nostri piccoli giacimenti e le vicissitudini legate a percorsi amministrativi osteggiati da miriadi di osservazioni. Gli abruzzesi si sono dimostrati tutt’altro che quel popolo mansueto che solo qualche anno fa le compagnie petrolifere descrivevano ai propri azionisti…
 
Ma ancora di più siamo soddisfatti della scelta della Petroceltic che pare abbia deciso di investire nelle energie alternative per abbandonare il fossile. Forse, ed è questa la nostra speranza per il bene di tutti, anche loro hanno finalmente compreso che non abbiamo un pianeta di riserva».

giovedì 6 giugno 2019

Nuove concessioni balneari ad Ortona, la Soprintendenza Regionale interviene con limiti e rigide prescrizion

Comunicato stampa del 05/06/2019

Nuove concessioni balneari ad Ortona, la Soprintendenza Regionale interviene con limiti e rigide prescrizioni.
Comune annulli in auto-tutela la procedura.

Dopo le proteste e le diffide delle associazioni ambientaliste riunite in un apposito Comitato “Dune Bene Comune”, la lettera dell'Ufficio parchi della Regione e dopo i primi due ricorsi presentati al TAR Abruzzo da privati anche la Soprintendenza Regionale del Ministero per i Beni Culturali interviene con un parere espresso in una nota del 29/05/2019.

Le associazioni avevano richiesto ripetutamente al Comune di Ortona di “tornare sui propri passi” annullando, per vizi di forma e di sostanza, l’avviso pubblico per il rilascio di 8 nuove concessioni balneari oltre alle 2 già esistenti, localizzate nel tratto di costa sabbiosa più naturale ed integro della Regione Abruzzo nel quale non a caso si concentra il maggiore nucleo nidificante del raro Fratino, un uccello tutelato anche da una Direttiva comunitaria.

La Soprintendenza con la propria nota conferma la eccezionalità ambientale dell’area delle dune di Ortona, e la necessità di tutelarle e scrive al Comune di Ortona rilasciando un parere autorizzatorio che di fatto impedisce la realizzazione di stabilimenti balneari, seppure temporanei, poiché vieta la posa in opera di qualsiasi struttura anche amovibile nonché qualsiasi allaccio a reti idriche ed elettriche. La bellezza della spiaggia determina, quindi, la necessità di salvaguardare quella peculiare sensazione di trovarsi in un'area naturale. Pensare di farci stabilimenti balneari o similari è nei fatti incompatibile con il mantenimento nelle aree dunali perché servirebbero interventi strutturali anche per garantire quelle condizioni di igiene e sicurezza tipiche di queste attività di servizi.

Per la disposizione degli ombrelloni inoltre, al fine di una maggiore tutela ambientale e paesaggistica, viene imposto un utilizzo del tutto minimale con distanze tra gli stessi non inferiore ai 10 metri, mentre per la pulizia della sabbia è permesso solo l’asporto manuale e senza l’utilizzo di rastrelli.

Il parere vincolante espresso dalla Soprintendenza appare quindi come un ulteriore strumento per indicare al Comune una nuova via da percorrere in coerenza con la normativa vigente e con tempi, modalità e criteri più razionali e congrui con le esigenze di tutela e di vera e duratura valorizzazione di una delle ultime spiagge libere dell’Abruzzo.

Come gruppo Dune Bene Comune ribadiamo quindi la richiesta al Comune di ritirare in auto-tutela un bando fatto in maniera frettolosa che ha determinato un vero e proprio pasticcio anche per le concessioni "storiche" dove l’assenza di vegetazione dunale e di casi documentati di riproduzione del Fratino non avevano suggerito un intervento e particolari misure di tutela da parte delle Associazioni anche negli anni passati. 
 
GRUPPO #DUNEBENECOMUNE
gruppo di cittadini e associazioni nato dall’unione spontanea di persone per la tutela del paesaggio, della flora e della fauna della spiaggia libera Stazione di Tollo (foro di Ortona-CH)

domenica 26 maggio 2019

WWF: salvaguardare i trabocchi – No alla perdita della loro identità storica



COMUNICATO STAMPA 23 MAGGIO 2019
 
 
Salvaguardare i trabocchi – No alla perdita della loro identità storica

Il WWF partecipa all’audizione in Commissione Territorio del Consiglio Regionale


Questa mattina il WWF Abruzzo, in persona del delegato regionale Luciano Di Tizio che è intervenuto anche in rappresentanza del FAI Abruzzo, ha partecipato all’audizione presso la Commissione Territorio del Consiglio regionale per difendere uno dei simboli dell’Abruzzo costiero, i trabocchi.

La legge attualmente in discussione, su cui le associazioni sono state chiamate ad esprimersi, qualora fosse approvata, comporterebbe lo stravolgimento di questo antico strumento della marineria abruzzese diventato uno dei biglietti da visita della nostra regione. La riforma della legge del 2001, infatti, prevede la possibilità di ampliare a dismisura (fino a 200 mq) le strutture esistenti con sale ristoro e cucine.

“Ovviamente non siamo contrari a che sui trabocchi si svolgano attività e si faccia ristorazione, ma a patto che non si finisca per snaturare questi gioielli dell’ingegno della nostra marineria che ormai costituiscono un elemento caratteristico del paesaggio costiero”, dichiara Luciano Di Tizio. “I trabocchi hanno senso se mantengono la loro natura di strutture leggere e ben inserite nell’ambiente. Trasformare tutto in una sorta di finta riproduzione da cartolina rappresenta un errore dal punto di vista paesaggistico, storico e architettonico, ma anche dal punto di vista economico: i potenziali clienti vanno alla ricerca di genuinità e tradizione, non di una falsa riproduzione di un qualcosa che viene totalmente snaturato. Non è possibile pensare di avere le stesse caratteristiche di sicurezza e accessibilità di un qualsiasi ristorante a terra visto che si sta trattando di strutture che devono la loro fortuna proprio alla loro “precarietà”. Inoltre non è accettabile che i trabocchi diventino solo un semplice ristorante, perdendo così le funzioni storiche ed educative che ne giustificano conservazione e valorizzazione”.

sabato 25 maggio 2019

Sulle 10 nuove concessioni balneari a Ortona, il WWF diffida il Comune


Sulle 10 nuove concessioni balneari a Ortona, il WWF diffida il Comune

Domani – domenica 26 maggio – manifestazione in spiaggia per la tutela delle dune


Il WWF Abruzzo ha inviato al Comune di Ortona un atto di significazione e diffida con richiesta di annullamento dell’Avviso pubblico per l’assegnazione di concessioni demaniali marittime stagionali per finalità turistico ricreative e di valorizzazione sociale ambientale (area demaniale nord del comune di Ortona, zona Postilli-Riccio).

“Siamo stati costretti a questo atto, predisposto grazie ai legali dell’Associazione, viste le numerose incongruenze presenti nell’Avviso e il rischio concreto di veder compromesso uno dei pochi tratti di litorale che mantengono carattere di naturalità in Abruzzo, senza considerare che alcuni dei lotti identificati non hanno accessibilità e quindi non hanno i requisiti minimi di sicurezza secondo lo stesso codice degli appalti”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente nazionale del WWF.

Come evidenziato nell’atto trasmesso al Sindaco di Ortona, l’Avviso si basa sulla cartografia di un vecchio Piano Demaniale, datato 2011 e redatto nel 2006/2007, che non tiene conto dello stato attuale dei luoghi: la linea di costa, la battigia e quindi l’area demaniale che a sua volta va a modificare i terreni dei privati. Il mare non è una linea retta, ma un sistema complesso in perenne movimento: risente sia dell’azione antropica che dei fattori naturali e i cambiamenti climatici in atto stanno accentuando tali modificazioni.

L’Avviso poi non considera quanto stabilito dal Piano Demaniale Regionale, adottato con delibera n. 20 dal Consiglio Regionale dell’Abruzzo in data 24.02.2015, né dalla Legge finanziaria 30 dicembre 2018, n. 145, che ha rivisto il sistema delle concessioni demaniali marittime e stabilisce le condizioni e le modalità per procedere alle nuove assegnazioni (come la ricognizione e la mappatura del litorale e del demanio costiero-marittimo, la necessità di una preventiva analisi del territorio tale da poter verificare le singole specificità e caratteristiche territoriali secondo criteri di sostenibilità ambientale).

“Perché tanta fretta viste le nuove disposizioni in materia? Perché non è stata motivata specificatamente l’esigenza della messa a bando di queste nuove aree, considerate anche le loro particolarità e criticità, come la presenza del Fratino che proprio qui trova uno dei pochi siti della costa abruzzese dove ancora riesce a nidificare, o le segnalazioni di una vegetazione sabbiosa pioniera e le formazioni dunali”, si chiede Fabrizia Arduini, Presidente del WWF Zona Frentana e Costa Teatina. “Perché non si è voluto tenere conto delle finalità del Piano Demaniale Regionale 2015 che all’art. 1 impone la salvaguardia delle zone costiere di pregio ambientale naturalistico e delle aree oggetto di insediamento di fauna e flora protetta?”.

Nel frattempo crescono le adesioni alla manifestazione di domani, domenica 26 maggio, lanciata da associazioni e cittadini che si sono riunite nel gruppo #DuneBeneComune: l’appuntamento è alle ore 10 al lido Cambusiere (stazione di Tollo) per una passeggiata naturalistica con censimento di flora e fauna protetta.

venerdì 24 maggio 2019

Il WWF scrive al sindaco di Ortona, al Ministero, all’Europa e a varie altre autorità. “Si segua la proposta della Soprintendenza e si riveda il piano demaniale del 2011”

Comunicato stampa del 23 maggio 2019

Il WWF scrive al sindaco di Ortona, al Ministero, all’Europa e a varie altre autorità

Il Fratino messo a rischio dai nuovi stabilimenti tra Foro e Riccio

“Si segua la proposta della Soprintendenza e si riveda il piano demaniale del 2011”


Il WWF Abruzzo, a firma del delegato regionale Luciano Di Tizio, ha scritto ieri mattina al sindaco del Comune di Ortona e per conoscenza al Ministero dell’Ambiente, alla Commissione Ambiente dell’Unione Europea, all’Ufficio Demanio Marittimo della Regione Abruzzo oltre che a Carabinieri e Guardia Costiera di Ortona, Area marina Protetta Torre del Cerrano e ISPRA.

Nel testo, interamente dedicato alla tutela del Fratino ( Charadrius alexandrinus), si ricorda come “con Determinazione Dirigenziale n. 439 del 30 aprile 2019 (Registro Generale) del Settore Attività tecniche e produttive – Servizio Programmazione e Gestione del Territorio del Comune di Ortona (CH) è stato approvato l’Avviso pubblico per l’assegnazione di concessioni demaniali marittime stagionali per finalità turistico ricreative e di valorizzazione sociale e ambientale (Prot. n. 13284/19 del 30/04/2019). L’Avviso in questione, per la stagione balneare 2019, intende affidare 10 nuove concessioni temporanee per la durata di quattro mesi dal 1° giugno al 30 settembre 2019, nell’area denominata Postilli-Riccio in località Foro, nella parte nord del Comune di Ortona: tali nuove concessioni dovrebbero essere assegnate a 10 dei 33 richiedenti conformi all’Avviso”.

“Nell’area interessata dall’Avviso ricade – ricorda però il WWF - anche un sito (litorale contrada Foro in prossimità della Stazione di Tollo) che rappresenta ormai una delle poche realtà della costa abruzzese dove nidifica il Fratino ( Charadrius alexandrinus)”.

Dal 2015 l’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano” e il WWF Abruzzo sono impegnati nel Progetto Salvafratino Abruzzo per la tutela di questa specie attraverso una campagna di volontariato volta alla sua tutela gravemente minacciata da una serie di problematiche legate principalmente al disturbo antropico nella fase riproduttiva che coincide con l’avvio e i primi mesi della stagione balneare. Negli ultimi anni anche nella regione Abruzzo, come nel resto d’Italia e d’Europa, si è registrata una progressiva drammatica diminuzione delle nidificazioni giunte a buon fine.

Nel caso il WWF segnala che “da marzo 2019, proprio attraverso il Progetto Salvafratino Abruzzo, nell’area interessata dalla proposta di insediamenti balneari sono stati individuati 10 nidi di Fratino (la maggiore concentrazione registrata in Abruzzo) tutti tempestivamente segnalati al Comune di Ortona (CH) attraverso comunicazione per posta certificata”.

Il WWF ricorda che il Fratino è protetto da numerose convenzioni internazionali, è tutelato a livello comunitario ed è inserito tra le specie particolarmente meritevoli di salvaguardia nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici (già Direttiva 409/79/CEE “Uccelli”). L’art. 5 della Direttiva, recepita in Italia dalla Legge n. 157/1992, al fine di tutelare le specie elencate nell’Allegato I della Direttiva prevede, tra gli altri, al punto d, il divieto di disturbarli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva. Il Fratino è inoltre ricompreso nella Lista rossa IUCN dei vertebrati italiani nella categoria EN ( Endangered = In Pericolo). Sulla base di osservazioni dirette, scrivono nel loro rapporto gli esperti dell’IUCN, si ritiene che la popolazione italiana “sia diminuita plausibilmente di almeno il 50% negli ultimi dieci anni”.

“È evidente – conclude il WWF - che la creazione di 10 nuovi stabilimenti balneari in una delle aree maggiormente vocate su tutto il litorale abruzzese alla conservazione del Fratino, non solo risulta incompatibile con la presenza dei numerosi nidi segnalati, ma costituisce una gravissima minaccia alla sopravvivenza stessa della specie sull’intera costa abruzzese”.

Alla luce di quanto esposto, considerando anche la nota della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Abruzzo del 15 maggio scorso nella quale si auspica una rapida revisione del piano demaniale di Ortona vigente dal 2011 al fine di “andare nella direzione della conservazione integrale dei tratti di costa con caratteristiche di naturalità come quelle dunali nell’area della stazione di Tollo e della regolamentazione di quelli oggi già interessati da concessioni”, il delegato Abruzzo del WWF chiede al sindaco di Ortona “di mettere in atto tutte le misure necessarie affinché quanto previsto dalla Determinazione Dirigenziale n. 439 del 30 aprile 2019 venga rivisto al fine di garantire la tutela del Fratino” e alle altre Istituzioni in indirizzo “di intervenire con la massima sollecitudine affinché sia evitato che i prospettati interventi possano tradursi in una reale e concreta minaccia alla sopravvivenza del Fratino sul litorale abruzzese”.