sabato 27 giugno 2009

Incontriamoci a Fossacesia e Casalbordino

- 29 giugno a Fossacesia, ore 21, presso il locale circolo di Rifondazione
Comunista, si parlerà di globalizzazione e crisi economica;

- 1° luglio a Casalbordino, ore 21, presso la locale Biblioteca Comunale,
si parlerà della gestione delle risorse idriche, bene comune e diritto di
ogni essere umano che la globalizzazione sta trasformando in merce.


venerdì 19 giugno 2009

Incontro dibattito a Chieti



Incontro dibattito

Sì all’Abruzzo Regione Verde d’Europa
No all’Abruzzo dal cuore nero



Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna
California State University at Northridge (USA)

Introduce Camilla Crisante, presidente WWF Abruzzo


Per essere informati e non delegare ad altri le decisioni sul nostro futuro
Per conoscere i rischi della deriva petrolifera che minaccia l’Abruzzo

La scuola media Mezzanotte si raggiunge facilmente: è molto vicina alla stazione ferroviaria di Chieti Scalo. Imboccare la strada (Via Colonnetta) che si trova di fronte alla Stazione e sale verso il colle, al piccolo rondò girare a sinistra e subito dopo ancora a sinistra (prima dell'altro rondò)quindi seguire la freccia del parcheggio.

sabato 13 giugno 2009

Chieti. Salvate le rane verdi nel cantiere dello stadio

photo by ivanped


La buona notizia. Emergenza risolta con il Wwf
Salvate le rane verdi nel cantiere dello stadio


Salvataggio delle rane. Una buona notizia in un periodo in cui l’egoismo più sfrenato sembra prevalere in tante situazioni. Due ragazzi, Cosimo e Marco, e il loro allenatore, Guido Stabile, hanno segnalato una emergenza al Wwf Chieti: nello stadio “Guido Angelini” i lavori per la copertura del fossato che divide il campo di gara dagli spalti rischiavano di seppellire una popolazione di rana verde.
«Ma l’intervento tempestivo», dice Nicoletta Di Francesco, presidente Wwf Chieti, è stato decisivo. «I richiami stagionali delle rane erano continuamente avvertiti dagli atleti durante gli allenamenti. Il Wwf Chieti si è immediatamente attivato e ha prima contattato l’assessore allo sport del Comune Aldo Mario Grifone e poi il direttore dei lavori, trovando piena collaborazione. Ottenute le necessarie autorizzazioni, alcuni attivisti del Wwf sono scesi nel fossato e, in due diverse giornate, hanno catturato le rane», racconta Di Franceso, «liberandole in un vicino luogo sicuro. E’ stata inoltre concordata la riapertura di un canale di scolo, oggi otturato dai rifiuti, per garantire una via di uscita anche ad eventuali esemplari sfuggiti alla cattura. A conclusione dell’operazione salvataggio gli attivisti del Wwf hanno posato per una foto ricordo con i ragazzi che hanno segnalato il caso, il loro allenatore e gli operai che hanno collaborato». Notata infine allo stadio un’altra piccola popolazione di rana verde, nei pressi dei due serbatoi per l’irrigazione del campo di calcio. «Il piccolo stagno», aggiunge la presidente del Wwf, «si è formato per una perdita d’acqua non potabile, chiediamo quindi che sia garantita la permanenza della pozza almeno fino all’autunno, per consentire agli anfibi di completare la stagione riproduttiva».

Tratto da "Il Centro" del 28 maggio 2009

mercoledì 3 giugno 2009

La foce del fiume Sangro in mano ai “predoni”


COMUNICATO STAMPA DEL 03 GIUGNO 2009

La foce del fiume Sangro in mano ai “predoni”
Il WWF denuncia gli abusi in una delle zone della costa più protetta dalla normativa vigente


La foce del fiume Sangro è patrimonio ambientale unico individuato dall’ Unione Europea come Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.).
Il riconoscimento europeo fu attribuito nel 1995 per l’alto valore naturalistico dell’area dovuto alla ricchezza di tipologie d’habitat di ambiente mediterraneo e alla diversità a livello paesaggistico. La presenza di specie animali e vegetali che fungono da indicatori ecologici di ambienti ecotonali e di qualità biologica testimoniano l’elevata qualità ambientale complessiva del fiume.
Ma la valenza ambientale della foce del Sangro e della limitrofa Lecceta di Torino di Sangro erano note da molto prima: una legge regionale del 1979 identifica il luogo come biotopo di interesse vegetazionale e venne in quegli stessi anni valutato “di interesse scientifico” dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Ma tutte queste forme di tutela rimangono ancora oggi solo su carta. Dichiara Ines Palena, Presidente dell’ Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina: “L’ elevata biodiversità dell’area sta scomparendo a causa dei continui assalti quotidiani: reti e attrezzi da pesca abusivi, realizzazione di strade, ruspe ed autovetture che arrivano e parcheggiano fino a pochi centimetri dall’argine del fiume.
Con la costruzione del nuovo ponte sulla SS16 i danni ambientali sono aumentati a causa della realizzazione della strada sterrata di servizio sottostante che costeggia il fiume e che ha compromesso l’habitat protetto dall’ Unione Europea.
In questi giorni le Guardie Volontarie del WWF hanno inviato un dossier fotografico ed un esposto alle Autorità competenti affinchè accertino eventuali responsabilità sulle attività, in particolare quelle di sbancamento di terreno e ghiaia che sono avvenute nelle ultime settimane.
La norma prevede che, per ogni attività che si svolga nei siti SIC debba essere prodotto uno studio di Valutazione di Incidenza che esamini l’impatto dell’opera sull’area.
Aggiunge ancora Ines Palena: “Il fiume più bello della Regione Abruzzo è lasciato all’abuso di chiunque, nella indifferenza degli enti locali, di chi deve controllare e gestire correttamente il territorio.
La Regione Abruzzo manca di finanziare i Piani di Gestione dei SIC e di supportare i Comuni, mentre la Provincia di Chieti dovrebbe coordinarne le attività.
I comuni di Fossacesia e Torino di Sangro devono concretizzare la gestione del SIC, realizzando il Piano di Gestione dell’ area, avviando studi sull’habitat, fauna e flora e richiedendo finanziamenti comunitari e nazionali per il ripristino ambientale dei luoghi. Attirando finalmente il turismo eco-sostenibile sulla costa frentana”.

Il sito SIC del fiume Sangro già in passato fu sottoposto ad un’ incredibile violazione delle normative con la costruzione del porto turistico di Fossacesia, che produsse una notevole alterazione dell’ambiente protetto. Nel 2005 la Corte di Giustizia del Lussemburgo condannò l’Italia perché la Regione non verificò se il progetto per la costruzione del porto turistico “Marina del sole” di Fossacesia avesse caratteristiche tali da richiedere una procedura di valutazione di impatto ambientale, così come previsto dalla normativa europea. Ai giudici europei si era rivolta la commissione che, in seguito alle denunce degli ambientalisti, aveva chiesto alle autorità italiane informazioni sul porticciolo realizzato «senza valutazione di impatto ambientale né di verifica per accertare la necessità o meno di questa valutazione».

Il WWF ha chiesto alla Capitaneria di Porto, al Corpo Forestale dello Stato, alla Procura della Repubblica e al Comune di Torino di Sangro di vigilare affinchè la foce del fiume Sangro finisca di essere teatro di abusi e violazioni e che venga finalmente tutelato e valorizzato come stabiliscono la normativa comunitaria e regionale.


Il Presidente Associazione WWF
Zona Frentana e Costa Teatina
Palena Ines

martedì 2 giugno 2009

Chieti: Wwf contro i lavori alla villa comunale

photo by Antonello2009
Il Wwf Chieti interviene sui lavoro in corso alla Villa Comunale che prevedono il taglio di alcuni tigli.

«Il Comune qualche giorno fa ha annunciato il taglio doloroso di alcuni tigli in conseguenza di interventi negli anni 70 e 80», ha spiegato la sezione teatina dell’associazione, «che hanno danneggiato parte delle radici più profonde, provocando infezioni che si sono propagate con gli anni verso l'alto. Se il comune è consapevole dei gravi danni compiuti in passato, c'è da chiedersi come sia stato possibile consentire mutilazioni delle radici, che svolgono tra le tante funzioni quella del sostegno».
«Inoltre» – prosegue il Wwf – «il comune ha specificato che verranno tagliati gli alberi in relazione alla loro età. I tigli sono piante plurisecolari ed in Germania un esemplare ha raggiunto i 1.600 anni di età».
Il presidente del Wwf Chieti, Nicoletta Di Francesco, solleva dubbi anche sui lavori alla Villa Comunale.
Per esempio l'eccessivo utilizzo del cemento armato nei lavori di riqualificazione in atto: «viale IV novembre nel tratto che attraversa la Villa Comunale è una strada pedonale non sottoposta a carichi eccessivi. Sarebbe stato possibile pavimentarla senza cemento garantendo la permeabilità del terreno con vantaggi tangibili per il verde».
«Gli alberi» – continua l'associazione – «avrebbero dovuto essere tutelati prima di ogni altra cosa considerando la Villa Comunale l'unico parco verde pubblico della città alta. Ci sembra assurdo che per una scelta puramente estetica ci siano stati degli interventi a rischio intorno gli alberi. Non si comprendono i cordoli intorno ai tigli e le ampie basi fatte di cemento. Tutta l'area inoltre, già ghiaiata intorno il monumento dei caduti, non necessitava di cementificazione. Molte piante come i cedri temono il ristagno dell'acqua, inevitabile nelle pozze innaturali create dal cemento».
Due le richieste finali del Wwf Chieti: «nella prosecuzione dei lavori si deve tenere maggior conto del patrimonio verde che la Villa Comunale rappresenta. Bisogna, poi, limitare l'inutile e dannosa copertura a cemento».

Articolo tratto da www.primadanoi.it