mercoledì 7 maggio 2008

Allarme catrame sulle coste di S. Vito Marina


COMUNICATO STAMPA DEL 07 MAGGIO 2008

Allarme catrame sulle coste di S. Vito Marina
Il WWF: gli Enti Locali intervengano duramente contro questa vecchia politica del petrolio


“Siamo stati contattati da cittadini preoccupati che hanno rinvenuto una sostanza oleosa spiaggiata in prossimità del trabocco del Turchino e del molo, nel Comune di San Vito Chetino”, dichiara Maria Laura Pierini, Responsabile Provinciale di Chieti del WWF Italia. “Sappiamo che ieri l’ARTA (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) era in loco per constatare l’evento. Abbiamo presentato un esposto per segnalare i rinvenimenti di sostanze oleose spiaggiate e chiedere, qualora siano state già prelevati campioni dall’ARTA, la composizione chimica, la natura, la pericolosità e possibilmente l’origine della sostanza”

“È un caso che qualche mese dopo l’arrivo delle piattaforme esplorative, di fronte la costa frentana, si rinvengano delle sostanze oleose sulla spiaggia? È strano che i cittadini siano preoccupati di queste strutture a mare, dato che non se ne conosce l’attività svolta e che nessuna autorità si è premurata di far conoscere il motivo della loro presenza?”, dichiara Andrea Natale, Responsabile del Gruppo Mare del WWF Abruzzo. “Le piattaforme d’esplorazione nelle loro attività hanno una percentuale 3 volte maggiore di sversamenti accidentali di idrocarburi rispetto a quella attribuita dagli organismi internazionali alle navi cisterna (10% contro il 3% delle navi cisterna). Inoltre, i fluidi usati durante le perforazioni esplorative sono tossici, difficili da smaltire e contengono metalli pesanti quali mercurio, zinco, piombo, cadmio, rame, bario, cromo ed arsenico. Alcune di queste sostanze sono cancerogene e mutagene. Nessuno ci ha comunicato la composizione dei liquidi usati che non sono menzionati nello studio che ha accompagnato la Valutazione di Impatto Ambientale. Queste sostanze sono pericolose e, anche se immesse in ambiente in piccole percentuali, entrano nella catena alimentare e per via del bioaccumulo aumentano le loro concentrazioni fino ad essere pericolose anche per la salute umana. Attorno alle piattaforme è interdetta ogni attività di pesca, ma le sostanze e gli esseri viventi non rispettano le ordinanze della Capitaneria di Porto e nel nostro mare la pesca costiera, anche se in crisi, è una realtà economica”.

“Molte nazioni in Europa (Germania, Svezia, Spagna, Portogallo) stanno puntando tutto sulle fonti energetiche rinnovabili”, dichiara espone Dante Caserta, Presidente Regionale del WWF Abruzzo. “In Portogallo lo scorso marzo è entrata in funzione la centrale a energia solare più grande del Mondo, dove 100 ettari sono coperti da pannelli: attualmente produce 2,5 megawatt e a pieno regime nel 2010 ne produrrà ben 62! Sempre in Portogallo ne esistono altre 3 che complessivamente arrivano a 15 megawatt. Queste cifre dimostrano che un futuro senza petrolio è pensabile. Noi in Italia, anche se nell’ultimo anno abbiamo fatti balzi in avanti grazie al Conto Energia, siamo ancora indietro. E mentre abbiamo regioni come la Puglia che sarà la prima Regione a sperimentare l’Idrogeno, ce ne sono altre come la Basilicata e la Sicilia pesantemente segnate dall’industria del Petrolio e altre, come l’Abruzzo, che sembrano non accorgersi dei pericoli e hanno imboccato questa strada senza ritorno che porta al passato”.

“Non penso che i turisti sarebbero tranquilli se episodi del genere dovessero ripetersi durante la stagione balneare ormai alle porte, e se dovessero vedere queste sostanze sulla spiaggia, o in mare”, aggiunge Maria Laura Pierini. “Non si possono fare scelte che potenzialmente mettono a rischio l’economia di una zona che vorrebbe puntare sul turismo verde e balneare di qualità, pensando di risolvere i problemi causati dall’aumento del prezzo del petrolio semplicemente facendo altre perforazioni in mare e nelle colline abruzzesi del Montepulciano. Il 15 marzo scorso, 6.000 persone hanno sfilato a Pescara per chiedere un altro futuro per questa Regione. Queste persone vogliono un Abruzzo veramente “Regione Verde” con un futuro senza petrolio o fonti fossili. È importante che i Comuni, le Province e la Regione intervengano duramente contro questa vecchia politica del petrolio e si facciano promotori di un programma di approvvigionamento energetico sostenibile.
Nei prossimi mesi saremo al fianco del Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina, del Coordinamento Emergenza Ambiente Abruzzo e del Comitato Natura Verde per organizzare convegni, conferenze, dibattiti, banchetti informativi, cercando di far chiarezza sulla questione del Petrolchimico di Ortona e delle piattaforme di esplorazione in mare. Auspichiamo che i Sindaci dei Comuni interessati si facciano promotori di trasparenza amministrativa e agevolino la partecipazione dei cittadini sempre più preoccupati per la sorte della propria salute e del proprio territorio che rischia definitivamente di essere svenduto alle grandi società petrolifere.

NOTA: la documentazione fotografica sul rinvenimento della sostanza spiaggiata è visionabile sul sito: http://picasaweb.google.it/occhidelpopolo/Petrolio



WWF Sezione Provinciale di Chieti

1 commento:

occhidelpopolo ha detto...

nuovo articolo su www.gliocchidelpopolo.splinder.com

Grazie per la collaborazione e l'aiuto..

GLIOCCHIDELPOPOLO