martedì 28 ottobre 2008

Il fiume Sinello non c’è più


COMUNICATO STAMPA DEL 27 OTTOBRE 2008

Il fiume Sinello non c’è più
Il WWF denuncia: il letto del fiume è prosciugato



VASTO - Il fiume Sinello non c’è più. E ‘ quanto evidenzia Claudio Allegrino Coordinatore delle Guardie Giurate Volontarie del WWF che aggiunge: il letto del fiume è prosciugato, non essendoci neppure una goccia d’acqua, in particolare nei territori dei Comuni di Gissi e Monteodorisio. Le Guardie WWF hanno accertato l’ assenza delle forme di vita legate all’ecosistema fluviale: pesci, rettili, anfibi e vegetazione idrofila.

Si sta verificando per il Sinello quello che è accaduto al fiume Trigno questa estate quando la crisi idrica ha provocato, oltre ai danni all’ecosistema fluviale, una grave razionalizzazione dell’acqua tra usi irrigui, civili ed industriali.

Ciò che preoccupa maggiormente è che la scomparsa del fiume è avvenuta nell’indifferenza generale sia degli amministratori locali sia degli Enti preposti alla gestione ed alla vigilanza sulle acque.

E’ vero che il particolare momento di siccità che stiamo vivendo contribuisce negativamente sulle portate di tutti i fiumi della provincia, ma l’ assenza totale di acqua non può essere attribuita esclusivamente alle condizioni meteorogiche: la portata media e le caratteristiche idrologiche e idrogeologiche del fiume Sinello infatti sono paragonabili a quelle di altri fiumi abruzzesi che mantengono ancora un flusso di acqua, seppur ridotto.

Diverse possono essere le cause della scomparsa dell’acqua: attingimenti autorizzati (cave, agricoltura, derivazioni acquedottistiche) che vanno, evidentemente, oltre le possibilità idriche del fiume, e ovviamente, è da considerare anche la possibile esistenza di attingimenti abusivi che possono conferire il colpo mortale al fiume.

La mancanza di un unico organismo che si occupi del fiume contribuisce a mantenere questa situazione di lassismo e disinteresse che i diversi Enti che utilizzano le acque del Sinello dimostrano di avere.

Il responsabile del WWF Sezione provinciale di Chieti Maria Laura Pierini chiede che tutti gli Enti interessati alla salvaguardia ambientale del corso d’acqua si attivino, anche se tardi, per il rispetto della normativa vigente, in particolare per quella riguardante il rispetto del Piano Regionale di Tutela delle Acque ed in particolare del Deflusso Minimo Vitale (DMV) che impone, per tutti i corsi d’acqua, il mantenimento di una portata di acqua minima che debba garantire le caratteristiche fisiche, chimiche e naturali del corpo idrico (per il basso e medio corso del fiume Sinello il DMV è compreso tra 100 e 250 litri/secondo – vedi http://www.regione.abruzzo.it/pianoTutelaacque).

L’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente (Arta), la SASI, l’ ATO, i Comuni bagnati dal Sinello, il Consorzio di Bonifica, il COASIV, la Regione Abruzzo – Servizio Acque e Demanio Idrico - , la SASI devono porre in atto tutte le iniziative idonee per porre fine alla carenza di acqua dei nostri fiumi.

Le Guardie Giurate del WWF hanno inoltrato un esposto presso la Procura della Repubblica di Vasto ed il Corpo Forestale dello Stato affinchè accertino eventuali abusi commessi ai danni del sistema idrico fluviale. In particolare si chiede di verificare la presenza di attingimenti abusivi o non conformi alle prescrizioni.

Ma la denuncia non è sufficiente. E’ indispensabile che le amministrazioni locali si facciano carico di convocare un “tavolo di bacino” per concertare con tutti gli Enti interessati gli interventi a medio e lungo termine per impedire il ripetersi di questi episodi.

Claudio Allegrino
Coord. Guardie
Giurate Volontarie WWF

Maria Laura Pierini
Responsabile Provinciale
WWF Chieti







Che cos’è il Deflusso Minimo Vitale (DMV)

DM 28/07/2004 - Linee guida per la predisposizione del bilancio idrico di bacino, comprensive dei criteri per il censimento delle utilizzazioni in atto e per la definizione del minimo deflusso vitale, di cui all'articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152.

Allegato 1 – Par. 7.1 – Definizione

Il Deflusso Minimo Vitale (DMV) è la portata istantanea da determinare in ogni tratto omogeneo del corso d'acqua, che deve garantire la salvaguardia delle caratteristiche fisiche del corpo idrico, chimico-fisiche delle acque nonché il mantenimento delle biocenosi tipiche delle condizioni naturali locali.

Per salvaguardia delle caratteristiche fisiche del corso d'acqua si intende il mantenimento delle sue tendenze evolutive naturali (morfologiche ed idrologiche), anche in presenza delle variazioni artificialmente indotte nel tirante idrico, nella portata e nel trasporto solido.

Per salvaguardia delle caratteristiche chimico-fisiche delle acque deve intendersi il mantenimento, nel tempo, dello stato di qualità delle acque, in linea con il perseguimento degli obiettivi di qualità previsti dagli artt. 4, 5 e 6 del D.Lgs. 152/99 e s.m.i., e della naturale capacità di autodepurazione del corso d'acqua.

Per salvaguardia delle biocenosi tipiche delle condizioni naturali è da intendersi il mantenimento, nel tempo, delle comunità (La comunita' e' l'insieme di piu' popolazioni, dove per popolazione e' da intendersi l'insieme di individui appartenenti alla stessa Specie) caratteristiche dell'area di riferimento, prendendo in considerazione anche i diversi stadi vitali di ciascuna specie.

mercoledì 8 ottobre 2008

L' assemblea del WWF di Chieti

Acqua, rifiuti e qualità dell’aria: sono questi i principali problemi di cui il WWF dovrebbe occuparsi nei nove Comuni che formeranno il costituendo Comitato di Chieti. Senza tuttavia dimenticare il verde pubblico, la tutela della natura e della qualità della vita: Chieti, ad esempio, è oggi probabilmente l’unico centro urbano in Abruzzo in cui non vi sia una vera isola pedonale nella quale bambini e anziani possano passeggiare senza problemi. Sono questi in estrema sintesi, i temi emersi nel corso dell’assemblea tenuta, venerdì 3 ottobre scorso, nell’Auditorium Sant’Anna, con gli attivisti di nove città del territorio: Chieti, Bucchianico, Casalincontrada, Fara Filiorum Petri, Miglianico, Ripa Teatina, Roccamontepiano, Torrevecchia Teatina e Villamagna.
L’incontro è stato il primo organizzativo dopo la rinascita, formalizzata il 20 maggio scorso, di un gruppo attivo teatino e dopo l’intensa attività svolta nel corso dell’estate con alcune assemblee e con diversi interventi pubblici in particolare sulle emergenze acqua e aria. Eventi dai quali erano emerse alcune realtà: la mancanza di un Piano di emergenza e di un Piano di insonorizzazione nel Comune di Chieti; l’esigenza di monitorare la qualità dell’aria in città (per questo il WWF si è fatto promotore di un accordo tra il Comune di Chieti e l’Università di Siena); la necessità di trovare soluzioni alternative alla discarica di Casoni e di incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti. Tutti questi temi, insieme a quello della carenza e della cattiva qualità dell’acqua – recentemente denunciate anche in Tv in una trasmissione cui il WWF ha collaborato – sono stati affrontati durante l’assemblea del 3/10. L’incontro è stato condotto dal presidente del WWF Abruzzo Dante Caserta e dalla referente WWF Chieti Nicoletta Di Francesco. Hanno partecipato, insieme a una ventina di motivati attivisti o aspiranti tali, anche Claudio Allegrino, responsabile provinciale delle Guardie WWF, Marco Terrei, per molti anni referente WWF per la provincia di Chieti e tuttora attivissimo socio, e Loredana Di Paolo, segretaria del WWF Abruzzo.
L’intenzione è quella di formare un Comitato WWF Chieti con la partecipazione degli attivisti dei nove centri su indicati e di incontrarsi con regolarità almeno una volta al mese.
Nicoletta Di Francesco
referente WWF Chieti

domenica 5 ottobre 2008

Il WWF a Chieti

Cosa possiamo fare?

Cosa possiamo fare noi, semplici cittadini, per migliorare la vivibilità della città nella quale viviamo?
Come possiamo contribuire a far sì che le persone imparino a rispettare il prossimo e la natura per vivere meglio insieme?
Il WWF è presente anche a Chieti, e la nostra città ne aveva davvero bisogno.
Venerdì scorso c'è stata la prima riunione organizzativa, dalla quale partiranno le idee e il coordinamento dei partecipanti.
Chieti ha bisogno di persone che facciano pressione sulle autorità perchè ci sia una maggiore attenzione ai temi ambientali e una maggiore tutela della salute dei cittadini.
Purtroppo ci siamo “abituati” al degrado e all'indifferenza ma ciò non toglie che qualcosa si possa ancora fare. La sede di Chieti si prefigge di segnalare le “emergenze” del nostro territorio e di controllare che gli organi preposti facciano il loro dovere.
Tutti i cittadini dovrebbero avere coscienza che senza partecipazione le polemiche e le critiche diventano inutili. Ognuno di noi dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e cercare di contribuire, nel proprio piccolo, al benessere comune.
La città ha bisogno di “risvegliarsi” e prendere coscienza di se stessa.
I cittadini di Chieti sono invitati a farsi avanti e collaborare.

In questa prima assemblea si sono affrontati già i primi temi “scottanti”, come l'acqua, l'inquinamento dell'aria e i rifiuti. Si sono già prefissati i primi obiettivi, ed un partecipante ha detto una frase che mi ha molto colpita: “Solo rifiuti, mai rimorsi”, spiegando la situazione di degrado da lui riscontrata durante una passeggiata in bicicletta sulla fondovalle.
Le persone presenti erano ben motivate e spinte dalla speranza che anche in una città come la nostra si possa fare qualcosa, e che essere presenti e vigili è fondamentale.
Informarsi ed informare è importante per diffondere una coscienza civile nei cittadini ed ognuno dei presenti si è prefisso l'obiettivo di divulgare la presenza del WWF tra vicini e parenti, per allargare la conoscenza di questa “speranza” per Chieti.
Le difficoltà ci sono, non c'è ancora una sede, si sta ancora formando il comitato direttivo, ma i presupposti sono ottimi.
Chieti ora deve stare più attenta. Ora c'è il WWF.
By Ma@aM