giovedì 28 gennaio 2010

Ombrina Mare, una sintesi del progetto

photo by UNMIG


Ombrina Mare A

Questo nome, preso in prestito da un pesce molto comune nei nostri mari, si riferisce ad un progetto di coltivazione e centro di primo trattamento di idrocarburi che rimarrà almeno 24 anni di fronte alla Costa dei Trabocchi, tra S.Vito e Punta Cavalluccio, presentato dalla Medoil Gas S.p.A..

Visibile, vista la vicinanza e la conformazione del nostro litorale, da tutte le riserve e luoghi più suggestivi della costa da Ortona a Vasto.

Un progetto che ha 2 piattaforme, una mobile tipo Galloway- come quella che stazionò nel 2008 tra Ortona e S.Vito – per la perforazione di 4/6 pozzi per 6/9 mesi di permanenza, e una fissa chiamata Ombrina Mare A (sintesi) che andrà a posizionarsi sul tripode del pozzo Ombrina Mare 2dir 2008.

A completare il mostruoso scenario, a 4Km in direzione NE da OM A, si posizionerà una nave serbatoio galleggiante per il primo trattamento idrocarburi denominata Floating Production Storage Offloading -FPSO– ossia Sistema Galleggiante di Produzione, Stoccaggio e Trasbordo – in pratica un Centro Oli galleggiante!- che immetterà in atmosfera più di una tonnellata al giorno di fumi derivanti dal primo trattamento di idrocarburi, contenenti: Sox (ossidi di zolfo), Nox (ossidi di azoto), CO (ossido di carbonio), H2S (idrogeno solforato), NMHC (idrocarburi non metanici ) – quest’ultimi l’OMS li ha classificati come cancerogeni, per cui non è possibile definire una soglia minima al di sotto della quale non si hanno effetti apprezzabili sulla salute.

Il danno per un mare già così malamente sfruttato e inquinato negli ultimi decenni, sarà fortissimo.

Turismo, pesca, agricoltura di qualità e tutta la filiera ad essi collegata sarà inevitabilmente colpita, lo scenario sarà per 24 anni con vista piattaforma e raffineria.

Noi, insieme ad altre associazioni facenti parte della Rete Emergenza Ambiente Abruzzo, capeggiati dalla risoluta Dott.ssa Mariarita D’Orsogna, abbiamo prodotto e invitato altri a produrre osservazioni al progetto che possano bloccare il procedimento di VIA in atto, come già fatto per le precedenti piattaforme (Elsa 2, Rospo Mare…). A questo proposito ringraziamo la provincia di Chieti per l’operosità e gli incontri di consultazione con le associazioni, tutti comuni che si stanno adoperando a produrre osservazioni e lettere di dissenso, non meno i comparti economici e sociali, le associazioni e i semplici cittadini.
A pochi giorni dallo scadere dei termini, siamo preoccupati invece del il silenzio della regione.

Invitiamo chiunque voglia sostenere questa massiccia opera di mobilitazione a farsi sentire inviando il proprio dissenso scritto e le osservazioni al progetto presso la:

- Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Attenzione: Ombrina Mare – concessione d 30 BC MD – Mediterranean Oil and Gas
Via Cristoforo Colombo, 44 – 00147 Roma

- Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Attenzione: Ombrina Mare – concessione d 30 BC MD – Mediterranean Oil and Gas
Via dell’Arte, 16 -00144 Roma

se avete la posta certificata potete spedire a :
- dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it
- urp@pec.politicheagricole.gov.it

Associazione WWF- Zona Frentana e Costa Teatina
Presidente Ines Palena,
Gruppo Petrolio Fabrizia Arduini

martedì 19 gennaio 2010

Vasto: domenica 24 gennaio manifestazione per dire no alle cave sottomarine

photo by asimmetric0


L'Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina aderisce alla manifestazione intitolata: "Difendiamo Punta Penna fino all'ultimo granello!!!"
Con questo slogan ambientalisti e promotori del gruppo formatosi su Facebook per manifestare la contrarietà alla realizzazione di una cava sottomarina di sabbia al largo della spiaggia di Punta Penna si appellano alla cittadinanza affinché sia calorosa e nutrita la partecipazione alla pubblica manifestazione organizzata per domenica 24 gennaio dalle ore 11 in Piazza Diomede.

I partecipanti sono invitati a Portate maschere, pinne, ombrelloni, sdraio... qualunque cosa che renda il presidio bello, colorato, allegro e che dia visibilità.

Anche in questo caso è' importantissimo esserci. Più saremo e più avremo la possibilità di convincere gli amministratori regionali a ritirare o quantomeno sospendere il progetto di ripascimento fino all'approfondimento degli impatti sull'ecosistema, sulla pesca e sul turismo.

lunedì 11 gennaio 2010

Il WWF deposita le osservazioni contro l'ennesimo pozzo petrolifero al largo di Vasto


Sono state depositate presso il Servizio Valutazione Impatto Ambientale del Ministero dell' Ambiente le osservazioni che il WWF ha elaborato per contrastare l'insediamento previsto nel tratto di mare antistante Vasto di un altro pozzo esplorativo di idrocarburi denominato d432BR-EL.
Il WWF ha evidenziato come il progetto presentato dalla società Petroceltic Elsa srl sia estremamente inconsistente mancando di analizzare seriamente gli impatti ambientali e sociali di tale impianto.
La proposta avanzata dalla Petroceltic non esamina gli aspetti riguardanti, ad esempio, gli inevitabili scarichi nel sottosuolo, le sostanze pericolose che verranno utilizzate per l'estrazione, gli impatti sulla fauna ittica e sul turismo.
Il rischio sismico è stato completamente ignorato così come il fenomeno della subsidenza, cioè il lento e progressivo abbassamento verticale del fondo del bacino marino indotto dall'estrazione di petrolio o gas dal terreno.
L'impegno della nostra Associazione, unitamente alle altre associazioni aderenti alla Rete EmergenzaAbruzzo, è ora di condizionare l'agenda politica abruzzese affinchè i nostri amministratori affrontino con serietà ed impegno il problema della petrolizzazione in Abruzzo.

sabato 2 gennaio 2010

Costa dei trabocchi o dei pozzi petroliferi?



Il trabocco, antico strumento di prelievo e non di distruzione e saccheggio del mare e capace un tempo di coniugare le esigenze economiche della popolazione con il rispetto del territorio, è simbolo con il suo equilibrio precario della fragilità della nostra costa e della necessità della nostra vigile attenzione.
La Rivista D’Abruzzo, che da 14 anni organizza la nuotata ecologica per la Costa dei Trabocchi, allarmata dalla presentazione al Ministero dell’Ambiente, di progetti per la perforazione e ultimamente per la coltivazione del nostro mare vuole informare i cittadini, i politici, le associazioni portatrici di interesse delle implicazioni reali che la realizzazione di questi progetti avrebbero sul nostro territorio. Sono una opportunità di sviluppo o la via al degrado ambientale ed economico?

Giovedì 7 gennaio, alle ore 17 , presso la Sala Eden di Ortona incontro-dibattito con la professoressa Maria Rita D’Orsogna della California State University di Los Angeles e l’ingegner Tommaso Giambuzzi dell' Associazione WWF.

Sono stati invitati il Presidente della Provincia di Chieti Enrico di Giuseppantonio , l’assessore Provinciale all’Agricoltura Mauro Febbo, l’assessore provinciale al Turismo Remo Di Martino.

Sono invitati tutti i cittadini perché tutti noi cittadini siamo coinvolti nelle conseguenze di questa importante scelta.