mercoledì 27 febbraio 2008

Ex tracciato ferroviario e gestione costiera: il WWF critica l’inerzia degli enti locali


COMUNICATO STAMPA DEL 27 FEBBRAIO 2008


Ex tracciato ferroviario e gestione costiera: guardare all’Europa concretizzando soluzioni
Il WWF critica l’inerzia degli enti locali


“Mentre l’Unione Europea sta per licenziare la Direttiva per la Strategia Marina, volta ad impostare negli stati membri una gestione integrata e sostenibile delle risorse naturali marine e costiere, in Abruzzo ed in particolare nella Provincia di Chieti, nonostante la presenza di buoni progetti e leggi per la tutela della Costa teatina, si perde tempo in improduttive contrapposizioni ed estemporanee proposte – esordisce il Responsabile regionale del Gruppo Mare del WWF Abruzzo, Andrea Rosario Natale.

E’ sostanzioso il numero e la qualità dei piani, dei progetti e della normativa oggi disponibili sulla pianificazione e la gestione della costa: “ una previsione derivante da due leggi dello Stato, un Piano Paesistico Regionale, una legge regionale, un Piano di Coordinamento Provinciale, un Piano Speciale per la fascia costiera sviluppato dall’Assessorato Provinciale all’Urbanistica, un progetto specifico per i nove comuni costieri per la gestione integrata nella zona costiera realizzato dal WWF e dalla Provincia di Chieti. Basterebbe dare attuazione a ciò che viene previsto in questi documenti per recepire quasi in toto i dettami della futura Direttiva Europea” – precisa Natale.

“In un paese che si definisce civile occorre pianificare per tempo cosa è opportuno fare e come reperire i fondi necessari a farlo. Essere fermi ancora, dopo oltre due anni, alla discussione di questi argomenti, è desolante” – aggiunge il Responsabile Provinciale WWF Maria Laura Pierini.

“Invece di fare della mera demagogia, le amministrazioni comunali dovrebbero accordarsi tra loro per impegnare i fondi previsti dalla Regione nella L.R. 30 marzo 2007 n°5, fondi stanziati e disponibili. Quella somma può essere la base, insieme alle risorse previste dalla Provincia di Chieti, per sviluppare progettualità di livello europeo che intercetti il 50% del fabbisogno finanziario. Inoltre, già nel 2004 il WWF ha indicato la via dei fondi europei per recuperare l’ex-tracciato adriatico e sviluppare un progetto che potesse diventare un buon esempio di gestione del territorio – continua Pierini.

“Riteniamo che ogni cittadino abruzzese sia disposto ad auto-tassarsi per rendere possibile la restituzione e la valorizzazione di questo tratto di costa bellissimo, ma per proporre una tassa di scopo è più che necessario fornire ulteriori spiegazioni sulla tipologia di intervento, dare garanzie sulle modalità di utilizzazione del finanziamento, specificando quali soggetti andrebbero a beneficiarne. Senza questa dimostrazione di serietà la proposta rimane una mera provocazione.

L’ istituzione del Parco Nazionale consentirebbe l’elargizione di ulteriori finanziamenti per valorizzare e tutelare la biodiversità e recuperare le situazioni di degrado. Ma ad ostacolare la nascita del Parco sono proprio gli stessi soggetti che piangono miseria, i Comuni, per paure che non fanno onore all’Abruzzo e che fanno ricordare vecchi preconcetti di 40 anni fa.
La politica locale, però, è ancora oggi incapace di fare scelte precise per lo sviluppo del nostro territorio: abbiamo amministratori locali che approvano progetti dannosi come il Centro Petrolchimico di Ortona e l’ampliamento del Porto a Vasto e allo stesso tempo gli stessi si fanno paladini di protezione della costa e di sviluppo sostenibile – continua il Responsabile Gruppo Mare del WWF Abruzzo.

Chiediamo alla Provincia di farsi promotrice di una politica diversa, affidata ai fatti concreti, istituendo da subito un gruppo di lavoro, che comprenda anche i tecnici comunali e coinvolga sulle scelte anche gli imprenditori, le associazioni ambientaliste e di categoria in un forum permanente. Ciò consententirebbe una scelta progettuale condivisa e una gestione trasparente della procedura di affidamento garantita da enti terzi e sovracomunali.– conclude Pierini.

Il Responsabile della Sezione Provinciale di Chieti
del WWF ITALIA
(Dr.ssa Maria Laura PIERINI

Il Responsabile Gruppo MARE Sez. Reg.le Abruzzo
del WWF ITALIA
(Dr. Andrea Rosario NATALE)

lunedì 25 febbraio 2008

Manifestazione regionale a Pescara il 15 marzo 2008



In Abruzzo è EmergenzAmbiente
Manifestazione regionale a Pescara il 15 marzo 2008

Per il diritto all’informazione, per l’efficienza degli organi di controllo e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali per le scelte sul territorio.
Per la difesa della salute e dell’ambiente.

Il 15 marzo, ad un anno dal sequestro delle discariche di Bussi, scende in piazza una mobilitazione collettiva per denunciare lo stato di grave degrado in cui versa la cosiddetta Regione Verde d’Europa: discariche di sostanze tossiche che detengono il primato delle più grandi d’Europa con conseguente inquinamento irreversibile delle falde acquifere, acqua contaminata da sostanze chimiche cancerogene servita per anni a cittadini tenuti all’oscuro, discariche progettate, realizzate e gestite in maniera errata e per questo sequestrate, occupazione e cementificazione della costa senza il rispetto di nessuna regola, sfruttamento selvaggio ed inquinamento dei fiumi, autorizzazione e realizzazione di centinaia di cave sfruttate e abbandonate senza la redazione di un piano regionale, “rifiuti speciali” bruciati dai cementifici senza informare le popolazioni e senza adeguati controlli, un attacco alla fauna senza precedenti che mette in pericolo specie in via di estinzione come l’Orso marsicano fino ad arrivare all'insediamento di un centro di estrazione del petrolio (Petrolchimico ENI) ad alto rischio per la salute umana in aree densamente abitate e storicamente destinate ad un’agricoltura di pregio e al turismo.

Di fronte al susseguirsi allarmante di questi fatti a cui si aggiungono giorno dopo giorno nuove inquietanti denunce, al completo fallimento dei sistemi di controllo, alla mancata individuazione delle responsabilità amministrative e giudiziarie dei disastri ambientali avvenuti e in corso, al voluto totale disinteresse delle forze politico-amministrative ad informare adeguatamente le cittadinanze, associazioni, movimenti e comitati presenti su tutto il territorio regionale hanno deciso di scendere insieme in piazza. La manifestazione sarà l’inizio di un percorso comune che ha come obiettivo quello di ottenere un cambiamento radicale delle attuali modalità di programmazione e gestione dell’ambiente.

Vogliamo che le strutture di controllo siano indipendenti, potenziate ed efficienti per garantire il diritto dei cittadini alla salute e la salvaguardia dell’ambiente. Vogliamo partecipare ai processi decisionali perchè in tante vertenze abbiamo dimostrato che da cittadini ed associazioni possono venire soluzioni concrete e costruttive. Gli aderenti al Coordinamento stanno elaborando, per questo, un documento di analisi e proposta sui principali temi ambientali della regione, che sarà presentato in occasione della manifestazione.

Lanciamo, quindi, un appello a tutte le realtà che nella Regione si stanno battendo per la salvaguardia del loro territorio affinchè aderiscano alla manifestazione dando il loro contributo di conoscenze, idee e proposte.


Coordinamento EmergenzAmbiente Abruzzo
Comitato MareLibero Pescara, WWF Abruzzo, Comitato Natura Verde (no Petrolchimico a Ortona), ComitatoDifesa Ambiente (discariche di Atri), Forum Acqua Abruzzo Social Forum, Legambiente,
Coord. CostaTeatina, Maiora Premunt (cementificio Pescara), Comitato Difesa del Fiume Pescara, Comitato Tutela Val Tordino – Notaresco, Comitato Anti-Discarica La Torre Teramo
Ass. La Ghiandaia Lettomanoppello (cave), Abruzzo in Movimento, Lav Abruzzo, Italia Nostra, Costambiente, Pro Natura Abruzzo

Hanno aderito:
Crocevia, Comitato Abruzzese del Paesaggio, Ecovie, Confederazione Cobas, Amici di Beppe Grillo Chieti, Agesci Pescara, Circolo per la Valorizzazione delle Terre Pubbliche, Arci Vasto, Adiconsum, Ass. Mate, Centro Nascita e Vita Naturale, Ass. Il Delfino, Pro-Loco Vacri, Casa della Pace Sulmona, Ass. LiberiMedia Pescara, Comitato Civico Interregionale per il Paesaggio di Castel di Sangro, Ass. Il Nibbio Scontrone, Ass. Mountain Wilderness, Deposito dei Segni, , Coop. Sociale Pralipè.

INFO STAMPA:
Loredana Di Paola 3338391147
Angela Di Giovannantonio 3283168341
Augusto De Sanctis 3683188739
Angelo Di Matteo 3478489363


PER ADESIONI:
comitato@marelibero.org

PER UN CONTRIBUTO ALLE SPESE ORGANIZZATIVE:
C/C n. 50869973 intestato a: ass. LiberiMedia via Lazio 42 Pescara
nella causale : per EmergenzAmbiente Abruzzo

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martedì 5 febbraio 2008

Gestione della costa: serve una svolta decisa!



Comunicato stampa 2 febbraio 2008

Gestione della costa: serve una svolta decisa!
Il WWF propone un decalogo per la gestione integrata e sostenibile della costa abruzzese


Il prossimo martedì 5 febbraio la Direzione dei Lavori Pubblici della Giunta Regionale ha convocato presso il Servizio Opere Marittime e Qualità delle Acque Marine a Pescara una riunione per discutere sugli interventi riguardanti il rafforzamento dei dispositivi di difesa costiera.
In occasione di questo nuovo incontro il WWF torna ad avanzare le richieste che porta avanti da anni perché l’Abruzzo si doti finalmente di strumenti per la gestione costiera che siano in grado di garantire la tutela del nostro litorale troppo spesso sacrificato agli interessi di pochi.

“Purtroppo si continuano a proporre rimedi e non soluzioni”, dichiara Dante Caserta, Presidente WWF Abruzzo. “I problemi della costa vanno affrontati non in maniera isolata, ma con un approccio ecologico all’interno dei bacini idrografici. L’erosione costiera nasce dalla cattiva gestione dei nostri fiumi che non trasportano più sedimenti e dalla continua invasione di nuove costruzioni a ridosso del mare. Lo scorso 10 gennaio a Bruxelles la Commissione Europea ha comunicato che, a breve, uscirà una direttiva europea sulla Strategia Marina con la quale la Unione Europea obbligherà gli Stati membri ad avere un approccio ecologico alla gestione degli usi delle risorse naturali marine e costiere, assegnando a questi usi pari dignità e puntando all’arretramento dell’urbanizzato ed in generale delle attività dell’uomo dalla linea di costa”.

L’Abruzzo si era dotato, negli anni passati di uno strumento molto interessante e per certi versi innovatore, il progetto RICAMA, finanziato con fondi LIFE dell’Unione Europea. Purtroppo le conclusioni di questo progetto non sono mai state applicate nella loro totalità: la rigenerazione e riqualificazione costiera sono rimaste inapplicate, così come l’arretramento dell’urbanizzato.
Al contrario la nostra Regione vede continue nuove minacce alla sua costa come il Centro Oli dell’ENI ad Ortona o l’ampliamento del porto e dello Stabilimento della Fox petroli a Vasto.

Dichiara Andrea Natale, responsabile Gruppo Mare del WWF Abruzzo: “Alla Regione Abruzzo rinnoviamo le richieste fatte in passato, un vero e proprio decalogo per la gestione costiera:

1. Elaborare una legge regionale sulla gestione sostenibile ed integrata della costa e del mare che applichi i principi e le linee guida per la gestione integrata della zona costiera, e che completi finalmente le indicazioni del Progetto RICAMA.

2. Istituire un Osservatorio regionale sulla sostenibilità costiera che preveda un forum permanente di tutti i portatori di interesse e che aiuti i comuni a redigere piani di gestione costiera integrati tra loro.

3. Rinaturalizzare e rifunzionalizzare i fiumi, aumentando anche il carico dei sedimenti trasportati a mare, obbligando i gestori degli impianti con dighe e sbarramenti, oltre a rilasciare acqua sufficiente per il minimo deflusso vitale, anche a prevedere sistemi di rilascio dei sedimenti intrappolati da dette opere.

4. Normare le attività estrattive con un piano regionale di gestione sostenibile delle attività estrattive.

5. Vietare la costruzione di nuove opere di regimazione e controllo delle portate dei fiumi (briglie, sbarramenti, dighe).

6. Inserire nel calcolo della vulnerabilità costiera le previsioni degli scenari di innalzamento del livello medio marino derivante dai cambiamenti climatici (Progetto ICRAM - CNR), predisponendo un conseguente piano regionale di arretramento degli insediamenti costieri.

7. Realizzare opere di difesa costiera solo nelle aree prospicienti le zone già antropizzate, escludendo le zone prospicienti aree naturali protette e Siti Natura 2000.

8. Realizzare un sistema integrato di opere di difesa costiera che preveda la rinaturalizzazione ed il recupero della dinamiche e della funzionalità ecologica naturale, tramite opere di ingegneria naturalistica ed interventi di ripascimento morbidi.

9. Applicare la parte sull’ambiente marino-costiero della Direttiva quadro sulle acque del 2000, sul modello di quanto fatto da altri Stati europei.

10. Far in modo che eventuali nuovi stabilimenti balneari siano realizzati secondo canoni di temporaneità e sostenibilità reale”.

Andrea Natale
Dante Caserta

lunedì 4 febbraio 2008

Postilli- Riccio, un triste copione



Un triste copione, vedere tante risorse economiche sperperate per un progetto impattante qual'è la litoranea Postlli-Riccio.
Un troncone strategico per implementare il traffico internazionale con i paesi dell'est Europa, a pochi metri dalla battigia, per ovviare- secondo noi -a tanti vincoli esistenti in quella zona così fragile e con specie vegetali e faunistiche tutelate da leggi regionali, nazionali e internazionali, e leggi di buon senso come l’art. 80 della LR n. 18/83 e succ. modif. ed integraz. con i 200 metri di fascia interdetta alle trasformazioni, lo stesso QRR con l’art. 21 e l’art. 41 della L.R. 38/96, inibiscono qualsiasi uso insediatorio e turistico-ricettivo pesante, figuriamoci un troncone infrastrutturale.

Una strada in corso d'opera, che sembra già un opera postuma; tutto è fermo a parte una piccolissima ruspa che va su e giù per il tracciato a spostare il pietrisco, accompagnata da una piallatrice anch'essa piccolissima; il grande sottopasso dopo i tentavi (?) per realizzarlo è stato quasi ricoperto.

Sono già passati mesi, dall'inizio dei lavori e questo ci porta a pensare che i soldi per un opera di così grande impatto in una zona così delicata e mutevole siano terminati, e che il progetto esecutivo quello della ATI con capogruppo mandataria MED.I.F., forse non era adeguato.

Vorremo vederci chiaro, se i soldi sono finiti che qualcuno ce lo dica, inoltre chiediamo alla Regione e alla Provincia, non una lira in più per un opera che va in controtendenza a tutte le previsioni(ONU, UE) che danno il mare in ingressione costante e quindi opere di questo tipo ne darebbero una ulteriore accelerazione, aumentando il rischio esposto(manufatti) e quindi il danno.

Ci preme ricordare inoltre l'inconsistente progetto turistico, smentito dagli stessi fautori con l'approvazione alla variante al PRG di un insediamento insalubre di prima classe- il Centro Oli-, a poche centinaia di metri dalla stessa; infatti ci fa pensare più ad una via di fuga alternativa per i pochi residenti in caso di rilascio accidentale di dosi elevate di H2S, che richiederebbe l'evaquazione immediata di chi ci vive a ridosso.

Chiediamo in maniera trasversale a tutti i consiglieri comunali di fare luce quanto prima sullo stato dell'arte dei lavori, e il blocco definitivo di questa, a parer nostro, ennesima e dannosa Tela di Penelope.

Torniamo a chiedere di ammodernare e sanare i servizi preesistenti alla litoranea per i residenti, il ritorno alla condizione preesistente del tratto nord
con la restituzione delle terre ai leggittimi proprietari, quest'ultimi, ricordiamo, espropriati con 4 soldi.

Aspettiamo azioni politiche degne di essere chiamate tali.


Fabrizia Arduini
Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina