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sabato 7 novembre 2020

Vasto. Rifiuti in abbandono, il Wwf invia l’esposto

Discarica scoperta dalle guardie giurate volontarie in contrada Salce, sotto al viadotto dell’A14

VASTO. Sacchi di rifiuti abbandonati tra la vegetazione e lungo il ciglio della strada, ai quali si aggiunge un cumulo di scarti edili in prossimità delle abitazioni. Succede in contrada Salce, zona periferica cittadina raggiungibile percorrendo la strada provinciale 181 da Vasto verso San Salvo, fino ad immettersi a sinistra nella strada comunale e percorrendola fino a giungere sotto al viadotto dell’autostrada A14. In quell’area, diventata una discarica a cielo aperto che emana una puzza insopportabile (segno che viene abbandonato anche materiale organico che dovrebbe essere conferito nella raccolta differenziata), sono stati trovati tanti di quei rifiuti da spingere Claudio Allegrino, guardia giurata volontaria del Wwf ad inviare un esposto al Comune (servizio parchi, ambiente e mobilità) e al comando provinciale del corpo forestale dello Stato, corredato da un dossier fotografico.
Allegrino chiede che venga avviato un procedimento previsto dalla normativa vigente per le necessarie operazioni di smaltimento e rimozione dei rifiuti. Le immagini, piuttosto eloquenti, allegate all’esposto, raccontano l’inciviltà dilagante di persone che, pur di sottrarsi alla raccolta differenziata, non esitano a mettere le buste stracolme di pattume in macchina e a disfarsene nelle campagne e nelle zone meno frequentate.
Contrada Salce, dove i residenti lamentano da anni il dilagante malcostume, è una di queste. Durante il sopralluogo effettuato dalla guardia ambientale sono stati rinvenuti 20 sacchi neri di tipo condominiale lungo la strada sterrata parallela al sottoviadotto (verso Vasto) pari ad una superficie approssimativa di circa 100 metri quadri ed altri rifiuti lungo la strada comunale di contrada Salce, a lato del viadotto (verso San Salvo).
«Viviamo in una città dove i rifiuti vengono ritirati a domicilio attraverso il sistema porta a porta. È inaccettabile che non vengano rispettate le più elementari regole di civiltà», dicono i residenti che da anni denunciano l’abbandono di pattume sotto il cavalcavia dell’autostrada.
Certo è che, da quando la raccolta differenziata è stata estesa a tutta la città, le discariche abusive sono aumentate a dismisura. (a.b.) 


Fonte: ilcentro.it del 04 novembre 2020

mercoledì 11 settembre 2019

Il WWF denuncia. A Lanciano il Regolamento comunale sulla Tutela degli animali è inapplicato


COMUNICATO STAMPA DEL 10 SETTEMBRE 2019

A Lanciano il Regolamento comunale sulla Tutela degli animali è inapplicato.
Il WWF denuncia: nessun controllo sugli animali dati in premio alle Feste di Settembre


LANCIANO – Nel marzo 2018 il Consiglio Comunale di Lanciano aveva approvato il “Regolamento di Tutela Animali”.  Uno strumento importante che ha la finalità di favorire la corretta convivenza fra uomo e animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente. Il Comune si adopera, con questo Regolamento, a diffondere, promuovere ed applicare le garanzie giuridiche attribuite agli animali dalle varie normative, così recita l’oggetto del Regolamento.

Peccato che tutto questo è disatteso dalla Amministrazione comunale di Lanciano a cui spetta la vigilanza sull’osservanza delle leggi  e delle norme relative alla protezione degli animali, nonché l’attuazione delle disposizioni previste dal Regolamento per Tutela degli animali.

Un piccolo esempio ma importante per capire come questo Regolamento è oggi eluso è dato   dalla presenza, durante il Settembre lancianese, di animali come pesci, tartarughe, pulcini ed anatroccoli che vengono dati in premio, vincita od in omaggio a chi partecipa ad alcuni giochi a pagamento.

Ebbene, questo tipo di attività sono vietate su tutto il territorio comunale anche se, prima dell’approvazione del Regolamento di Tutela animali” erano consentite. Ora questo non è più possibile ma avvengono ancora oggi come se nulla fosse.

Eppure le Guardie Volontarie ambientali del WWF avevano inviato ad agosto una nota al Comando di Polizia Municipale ricordando del Regolamento in vigore e chiedendo di impedire che attività commerciali, ambulanti ed occasionali di vendita o di somministrazione gratuita di animali fossero impedite, nel rispetto delle regole che il Comune di Lanciano si è dato.

Nonostante la Polizia Municipale sia preposta alla vigilanza di questo Regolamento, nessun riscontro è giunto alle Guardie volontarie del WWF e gli animali continuano ad essere dati in premio od in omaggio per finalità di lucro. Neppure un’altra segnalazione delle Guardie Volontarie WWF che chiedeva di interrompere la vendita illegale di animali durante la Festa di Sant’Egidio è andata a buon fine. Il venditore di animali ha potuto continuare indisturbato a vendere animali fino alla fine della serata.

La mancata applicazione  del Regolamento Tutela animali è ben più consistente, dichiara Fabrizia Arduni Presidente dell’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina: non  ancora è stato ampliato l’Ufficio Igiene e Sanità che doveva avere competenze anche su questo Regolamento così come non è stato effettuato il controllo della regolarità amministrativa, gestionale e strutturale di tutte le attività che prevedono un contatto diretto con animali. Tutte disposizioni previste dall’atto stesso.
Insomma, un Regolamento ancora sulla carta dopo un anno e mezzo dalla sua approvazione.




martedì 20 febbraio 2018

Il WWF Abruzzo scommette sui suoi “Guardiani della Natura”. Parte il Corso di formazione per guardie volontarie..

Comunicato stampa del 20 febbraio 2018

 

Comincia domenica 25 il corso di formazione che qualificherà nuove guardie ambientali volontarie

Il WWF Abruzzo scommette sui suoi “Guardiani della Natura”

Le lezioni si terranno il sabato o la domenica presso la sede della Lega Navale Sezione di Pescara 
 
Un articolato corso di formazione, con lezioni affidate a qualificati esperti, organizzato con il dichiarato intento di aumentare il numero delle proprie guardie giurate volontarie: è questa la nuova iniziativa che il WWF ha deciso di portare avanti in Abruzzo, grazie anche alla preziosa collaborazione della Lega Navale Italiana, sezione di Pescara.

«Oggi, con lo smantellamento o il depotenziamento delle Polizie Provinciali in tutta Italia e con i tempi necessariamente lunghi che ha comportato la riforma dell’ex Corpo Forestale dello Stato, i controlli ambientali sono diventati più sporadici e complessi anche nel territorio abruzzese. Per questo – spiega il coordinatore regionale della vigilanza WWF Claudio Allegrino – abbiamo organizzato a Pescara un corso di formazione che servirà a qualificare nuove guardie giurate volontarie che possano coadiuvare e accompagnare le Forze di Polizia nei controlli in campo ittico, venatorio, ambientale e zoofilo».

«Si tratta – aggiunge il delegato regionale del WWF Luciano Di Tizio, anche lui guardia ambientale - di una attività svolta a titolo rigorosamente gratuito ma di grande soddisfazione: è importante, dedicando semplicemente una parte del proprio tempo libero alla natura, avere la consapevolezza di aver contribuito concretamente, insieme ad altri volontari, a ridurre il numero dei reati ambientali».

Il corso comincerà domenica 25 alle 9:30, presso la sede della Lega Navale di Pescara (largo Immacolata, all’incrocio tra via Paolucci e Lungomare Matteotti, zona detta “della Madonnina”), che ormai da anni collabora con il WWF Chieti-Pescara in virtù anche di uno specifico protocollo d’intesa. Le lezioni si terranno, secondo un preciso calendario già predisposto, una volta a settimana, il sabato pomeriggio oppure la domenica mattina, dal 25 febbraio e sino al 9 giugno prossimo.

Le Guardie Particolari Giurate volontarie del WWF Italia rivestono la qualifica di Pubblici Ufficiali, di Agenti di Polizia Amministrativa e, nei casi previsti dalla legge, di Agenti di Polizia Giudiziaria. Le Guardie WWF, attive in tutta Italia, svolgono attività di prevenzione e, quando necessario, perseguono sia reati che violazioni di carattere amministrativo ai danni dell’ambiente. I settori di intervento sono veramente tanti: si va dall’uccisione di specie protette al bracconaggio, dagli abusi edilizi all’abbandono di rifiuti, dal maltrattamento degli animali al commercio illegale di fauna e flora protetti, dall’inquinamento di fiumi e mare alla pesca illegale, dalle attività industriali inquinanti agli scarichi abusivi e agli incendi.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il nucleo regionale delle Guardie WWF all’indirizzo mail: guardiewwf-abruzzo@wwf.it

WWF Italia Onlus, Abruzzo
abruzzo@wwf.it
392.1814355


sabato 1 aprile 2017

Tagli di alberi nella Riserva “Marina di Vasto” Denuncia delle Guardie Volontarie del WWF


COMUNICATO STAMPA DEL 01 APRILE 2017

Ancora tagli abusivi di alberi nella Riserva Regionale “Marina di Vasto”
Denuncia delle Guardie Volontarie del WWF

VASTO - Una denuncia è stata presentata dalla Guardie Giurate Ambientali volontarie del WWF al Comando di Polizia Municipale di Vasto e all’Assessore all’Ambiente per un taglio abusivo di una decina di alberi (Pinus spp) e relativo furto di legnale avvenuto nei giorni scorsi in Loc. San Tommaso, del perimetro della Riserva Naturale Marina di Vasto.

I volontari del WWF chiedono alle autorità competenti di effettuare gli accertamenti del caso ed indagare per identificare i colpevoli.

In questa zona le presenze vegetali dell’ambiente dunale sono tutelate anche dal Sito di Interesse Comunitario (SIC) “Marina di Vasto”, ma purtroppo non sono pochi gli illeciti che si verificano all’interno di quest’area protetta, attività vietate che danneggiano non solo le piante, gli animali ma anche il paesaggio oramai unico della costa abruzzese.

La Riserva Naturale Marina di Vasto è stata istituita dalla Regione Abruzzo nel 2007 ed è ancora priva di gestione e di vigilanza.

martedì 28 marzo 2017

Inquinamento delle acque a Rocca San Giovanni: c’è anche una denuncia delle Guardie volontarie del WWF

Comunicato stampa del 27 marzo 2017
 
La recente denuncia a carico del presidente e di un tecnico della SASI 
 
Inquinamento delle acque a Rocca San Giovanni: a monte dell’inchiesta dei Carabinieri Forestali c’è anche una denuncia delle Guardie volontarie del WWF
 
«La cattiva depurazione grave problema in tantissimi corsi d’acqua abruzzesi» 
 
C’è una circostanziata denuncia all’autorità giudiziaria da parte delle guardie volontarie del WWF a monte dell’inchiesta dei Carabinieri Forestali sull’inquinamento delle acque del torrente Fontanelle a Rocca San Giovanni, che ha portato al deferimento all’autorità giudiziaria dei presunti responsabili individuati nel presidente della SASI Gianfranco Basterebbe e in un tecnico della stessa società. Nella segnalazione del WWF è stata messa in evidenza quella che appare come la più importante fonte di inquinamento del Fontanelle, diretta conseguenza di alcuni pozzi Imhoff (i cosiddetti “pozzi neri”) non funzionanti. Anziché provvedere alla primaria sedimentazione e digestione dei fanghi degli scarichi di acque reflue che giungono da circa 200 famiglie e da un importante centro commerciale della zona, i pozzi venivano by-passati da condutture che sversavano, tal quale, il liquame inquinante nel torrente fino a giungere al mare in località Foce di Rocca San Giovanni. Dichiara Claudio Allegrino, coordinatore regionale delle Guardie Giurate Volontarie del WWF: «Purtroppo le nostre denunce rappresentano soltanto la punta di iceberg di una situazione relativa alla depurazione delle acque nella Provincia di Chieti ancora sotto gli standard minimi richiesti dalla Comunità Europea. Ricordiamo che nel 2015, a seguito del sequestro da parte della Procura della Repubblica di Lanciano, la SASI avrebbe dovuto mettere in regola 12 depuratori tra Lanciano, Rocca San Giovanni, Atessa, Treglio, Bomba e altri paesi. La Procura aveva per l’ennesima volta certificato che i 12 depuratori gestiti dalla SASI erano mal funzionanti e inadeguati al loro scopo. Nel 2016 sono stati invece nuovamente sequestrati i depuratori e ancora una volta denunciato il Presidente della SASI in quanto, secondo la magistratura, in quasi un anno e mezzo poco o nulla era stato fatto per rendere efficienti gli impianti». Luciano Di Tizio delegato Regionale del WWF, aggiunge: «La speranza è ora quella che, a seguito delle denunce delle guardie WWF, le acque del Torrente Fontanelle possano tornare a essere meno inquinanti anche in vista della imminente stagione balneare. Colgo l’occasione per sottolineare, in positivo, l’importante lavoro d’indagine svolto dai Carabinieri Forestali, in questo caso specifico quelli del Comando di Stazione di Lanciano. Ma va purtroppo anche necessariamente sottolineato, in negativo, che la cattiva depurazione o, peggio, l’assenza di depurazione, è un problema che riguarda moltissimi dei fiumi, torrenti e fossi abruzzesi la cui pessima situazione è stata per troppi anni colpevolmente trascurata dalla politica regionale».
 
 WWF Italia Onlus, Abruzzo
 abruzzo@wwf.it

lunedì 26 dicembre 2016

Abbandono rifiuti a Vasto. Le Guardie Volontarie WWF denunciano il presunto responsabile



COMUNICATO STAMPA DEL 23 DICEMBRE 2016

ABBANDONO RIFIUTI IN CONTRADA SALCE A VASTO. TROVATI ANCHE FUSTI CONTENENTI SOSTANZE INQUINANTI.

LE GUARDIE VOLONTARIE DEL WWF DENUNCIANO IL PRESUNTO RESPONSABILE

Vasto – Su segnalazione di alcuni cittadini residenti in zona, le Guardie Volontarie ambientali del WWF hanno potuto verificare la presenza di diversi rifiuti sotto il viadotto autostradale dell’A14, in Contrada Salce di Vasto.

Tra i rifiuti abbandonati preoccupa in particolar modo la presenza di 4 fusti in metallo da 200 litri contenenti un materiale viscoso di dubbia origine che, in parte, si sta disperdendo sul terreno.

Dichiara Claudio Allegrino, Coordinatore delle Guardie Volontarie del WWF: è indispensabile che il Comune di Vasto e/o la Società Autostrade SpA intervengano rapidamente per la bonifica dei luoghi, soprattutto per impedire che le sostanze dei fusti continuino a fuoriuscire contaminando il terreno e le acque circostanti.

Ma non basta: per fermare i continui abbandoni di rifiuti, queste aree devono essere fornite, da parte degli Organi competenti di foto-trappole o altri sistemi di video-sorveglianza che possano permette di identificare i trasgressori e far pagare quindi a loro lo smaltimento e la bonifica. Ricordiamo infatti che, nelle aree pubbliche, se non vengono individuati i colpevoli che abbandonano rifiuti, i costi sono a carico della collettività e quindi di tutti noi.

I volontari del WWF  hanno presentato una denuncia circostanziata al Corpo Forestale dello Stato, fornendo utili indicazioni per risalire al presunto responsabile del gesto incivile e pericoloso per la salute umana.

giovedì 31 marzo 2016

Ruspe in spiaggia: ennesimo danno al sistema dunale di Vasto. Il WWF: eppure sarebbe così facile coniugare pulizia e rispetto dell’habitat!


COMUNICATO STAMPA DEL 31 MARZO 2016

Ruspe in spiaggia: ennesimo danno al sistema dunale di Vasto
 

Il WWF: eppure sarebbe così facile coniugare pulizia e rispetto dell’habitat!




La Riserva Marina di Vasto arata dalle ruspe
VASTO - Anche a Vasto siamo alle solite, nonostante anni di lettere, esposti, rapporti di collaborazione fra tutti i portatori di interesse, le ruspe continuano a “pulire”, senza alcun criterio naturalistico, spiagge e ambienti dunali.

Come nel Teramano (Roseto degli Abruzzi) così a Vasto, nei giorni scorsi un mezzo meccanico ha alterato tutto il fronte dunale della Riserva Marina di Vasto, nonché sito Sito di Importanza Comunitaria (SIC), passando a pochi centimetri dalle dune e, in qualche caso, sopra di esse. Per circa tre chilometri di lunghezza, la ruspa ha eliminato tutta la vegetazione del piede della duna, ha danneggiato - in molti tratti - la duna stessa e ha irrimediabilmente compromesso, per un lungo periodo, uno dei più importanti siti di nidificazione in Abruzzo della specie Fratino.

Ad accorgersene, i volontari delle Guardie WWF e del Gruppo Fratino Vasto (GFV). Incredibile fatto, se si pensa che solo pochi giorni prima il coordinamento regionale per la tutela del Fratino in Abruzzo (di cui fa parte anche la Riserva Regionale di Punta Aderci e il Gruppo Fratino Vasto) ha inviato a tutti i comuni costieri le disposizioni per un corretto intervento sul litorale, coniugando pulizia e tutela ambientale, invitando a tenersi ad una distanza di 10 metri dal piede della duna.

Sono state ignorate le Norme Transitorie di Salvaguardia della Riserva Marina di Vasto, la legge regionale di protezione della flora e la continua disponibilità a collaborare sulla questione da parte degli attivisti delle Associazioni, in particolare del WWF. L’episodio appare ancora più incomprensibile se si pensa alla “pubblicità” positiva per il nostro territorio che questo piccolo uccello e le dune inducono con la realizzazione di libri, pubblicazioni scientifiche, partecipazione a convegni, documentari. Insomma, una incomprensibile manchevolezza, sia sotto il punto di vista naturalistico, che di gestione del territorio.

Ora speriamo solo che per il futuro prossimo (è appena iniziata la stagione di nidificazione del Fratino) ci sia più attenzione da parte di chi deve pianificare la gestione del demanio pubblico costiero.

E’ auspicabile che l’amministrazione comunale di Vasto, vincoli la società incaricata per la pulizia della spiagge al rispetto di regole ben definite per la tutela del patrimonio naturale, con clausole che prevedano anche un rimborso del danno ambientale, se prodotto, almeno sino a quando l’iter del piano di gestione del SIC sia ultimato e la recinzione di protezione delle dune venga finalmente messa a punto.