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giovedì 20 giugno 2024

Il Consiglio regionale ha adottato il “Progetto speciale territoriale della Costa dei Trabocchi”

 Comunicato stampa del 20 giugno 2023

 
Nella seduta del 13 giugno 2024 il Consiglio regionale ha adottato il
“Progetto speciale territoriale della Costa dei Trabocchi” già oggetto di osservazioni da parte del WWF Abruzzo
Il vero strumento di gestione per quel territorio è il Parco Nazionale della Costa teatina
 
Come si legge dal sito del Consiglio regionale, il 13 giugno 2024 è stato adottato il “Progetto speciale territoriale della Costa dei Trabocchi” per il quale il WWF Abruzzo insieme ad altre Associazioni, aveva presentato puntali osservazioni.
In attesa di analizzare l’ultima versione adottata dal Consiglio Regionale, si richiama quello che l’Associazione aveva sottolineato rispetto al Progetto: la mancanza di una visione d’insieme innovativa e strategica per un territorio tanto emblematico e rappresentativo della nostra Regione. Il documento, infatti, sembra essere più un insieme di azioni tra loro scollegate e anche discutibili (vedi tutta la serie di parcheggi previsti) che uno strumento di pianificazione e rigenerazione della fascia costiera. Non si trovano riferimenti all’emergenza climatica in atto - con decreto n. 434 del 21 dicembre 2023 l’Italia ha approvato il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) che la Regione Abruzzo dovrebbe recepire - né alle Linee Guida e del Profilo Climatico del Piano di adattamento ai Cambiamenti Climatici della Regione Abruzzo (D.G.R. n. 308/2015) le cui applicazioni non sono più rimandabili.
Anche la visione di una fruizione turistica sostenibile, attenta alla mobilità e al turismo lento ed esperienziale appaiono carenti, come lo sono l’integrazione nella pianificazione delle piccole aree protette presenti lungo la costa, delle aree agricole che dovrebbero essere sempre più vocate al biologico o le indicazioni per rendere gli stabilimenti balneari sostenibili ed eco-compatibili e in numero tale da garantire una presenza congrua di aree dedicate alla fruizione libera.
Quello che però appare più grave in merito alla pianificazione sulla Costa dei Trabocchi è constatare che si continuano a proporre programmi e progetti che prevedono interventi scollegati, non organici e senza nessuna visione a lungo termine, invece di potenziare e finalmente attuare uno strumento potente e già presente: il Parco Nazionale della Costa teatina. Il Parco è stato individuato nel 1997, istituito nel 2001, perimetrato nel 2015 da un commissario ad acta, ma attende ancora, incomprensibilmente, di essere attivato, quando invece, la comunità internazionale si pone l’obiettivo di aumentare la superficie di territorio protetto e la Strategia dell’Unione Europea per la Biodiversità si prefigge di arrivare entro il 2030 al 30% di territorio e mare protetti in Europa.
“E mentre si tergiversa nel rendere il Parco operativo, - conclude Filomena Ricci, delegata WWF Abruzzo - si rischia che gli interventi che via via si propongono possano andare a compromettere quella naturalità residuale presente lungo la costa dei trabocchi e il potenziale di tutto il territorio.”
 

WWF Italia ETS, Abruzzo 

delegatoabruzzo@wwf.it 

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martedì 13 febbraio 2024

Via Verde. La Regione Abruzzo trasforma di fatto le attività stagionali in attività permanenti. Il WWF: si accontentano pochi privati a discapito dell’interesse collettivo.

 COMUNICATO STAMPA DEL 13 FEBBRAIO 2024

 
Via Verde. La Regione Abruzzo trasforma di fatto le attività stagionali in attività permanenti.
 
Il WWF: si accontentano pochi privati a discapito dell’interesse collettivo.
 
È tempo di elezioni in Abruzzo e anche la Via Verde diventa luogo di scambio.
Dichiara Ines Palena, Presidente dell’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina: “Quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Regionale di questa legislatura, con l’approvazione di un emendamento a firma del consigliere Montepara è di una gravità inaudita che non può essere sottaciuta. È un attacco diretto e sfrontato alla nostra Costa e al territorio di questa Regione Verde”.
A un mese dalle votazioni è stata apportata una modifica alla norma regionale sul commercio e in particolare alla parte che si occupa dell’attività stagionale e temporanea di somministrazione, la quale prevede che” I Comuni stabiliscono le condizioni per l'esercizio dell'attività di somministrazione in forma stagionale, considerandosi tale l'attività svolta per uno o più periodi, nel complesso non inferiori a novanta giorni e non superiori a centottanta giorni per ciascun anno solare”. La modifica dell’emendamento consiste nell’aggiunta a 180 giorni delle parole: “di apertura effettiva”. Benché si tratti di una norma generale, che si applicherebbe a qualsiasi attività di somministrazione di beni e servizi, la sua ricaduta immediata sulle strutture presenti sulla Via Verde appare evidente.
Permetterebbe, di fatto, a quei soggetti che finora non hanno provveduto a smontare le strutture al superamento dei 180 giorni prescritti dalla legge di rimanere “in piedi” per tutto l’anno, in barba a chi si era scrupolosamente attenuto alla normativa smantellando tutto a fine stagione.
In questo tratto di costa, negli ultimi anni, sono state rilasciate molte autorizzazioni all’esercizio di attività legate alla ristorazione e ai servizi, in conseguenza dell’incremento dei turisti che frequentano la pista ciclabile grazie anche al completamento degli interventi sulle gallerie, che ne permettono finalmente la fruizione su tratti lunghissimi. Le nuove attività nate come funghi sulla Via Verde dovrebbero avere carattere stagionale, nella misura in cui la struttura deve essere rimossa o smontata alla fine della stagione turistica.
Ricordiamo come la costa compresa tra Ortona e Vasto si sia, finora, preservata dalla urbanizzazione selvaggia grazie alla presenza prima del sedime ferroviario, e, poi alla tutela
sopraggiunta con la L.R n.5/2007, fortemente voluta dalla politica locale di concerto con le associazioni ambientaliste.
Sono state queste circostanze che hanno portato alla istituzione, ormai nel lontano 2001, del Parco Nazionale della Costa Teatina, fermo nel cassetto del Ministero dell’Ambiente, e alla nascita della pista ciclopedonale Via Verde, divenuta famosa per i panorami, per le piccole calette di ghiaia e sabbia, per le pareti di falesia e, non da ultimo, per le numerose aree protette disseminate lungo il percorso.
Tutti elementi questi che dovrebbero indurre la Politica locale e regionale ad una gestione del territorio che, da un lato, tenda alla conservazione di quanto di naturale e autentico resiste e, dall’altro, sviluppi un sistema economico/turistico in grado di sfruttare l’unicità del luogo; il tutto, ovviamente, cercando un equilibrio tra questi elementi, sfruttamento economico e conservazione, apparentemente in contrasto ma che in realtà rappresentano ciò che contraddistingue questa pista ciclopedonale da tante altre in giro per il mondo.
Conclude Ines Palena: “si continua con la miope politica di accontentare qualche privato invece di accelerare sulle necessarie opere per completare i tratti mancanti di Via Verde e provvedere alla manutenzione ordinaria della pista, che rappresentano il vero interesse collettivo. Di fatto dopo tanti anni, la Via Verde è ancora incompleta e carente di servizi essenziali, come fontanelle per l’acqua, servizi igienici, panchine per riposarsi, con relative rastrelliere per le bici”.
 
Ines Palena
Presidente Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina OdV

domenica 31 dicembre 2023

Il Consiglio di Stato boccia il progetto dell'impianto Escal nella Riserva Naturale Regionale “Punta Aderci” di Vasto

 DIFENDIAMO LE AREE NATURALI PROTETTE DELLA NOSTRA REGIONE CON I FATTI!

👉🏻 Grande soddisfazione di Legambiente e WWF Abruzzo per la decisione del Consiglio di Stato che ha bloccato il Progetto della ESCAL srl, l’impianto di produzione di leganti idraulici e cemento da realizzare a Vasto nell’area di rispetto della Riserva Naturale Regionale “Punta Aderci”.
Legambiente e WWF Abruzzo esprimono grande soddisfazione per le recenti sentenze del Consiglio di Stato (n. 11213/2023 e n. 11216/2023) che accolgono gli appelli da loro proposti contro le sentenze del TAR Pescara (n. 2/2023 e n. 3/2023), che avevano aperto la strada alla realizzazione dell’impianto della ESCAL, destinato alla produzione di leganti idraulici - cemento sfuso e insaccato, a Vasto nell’area di rispetto della Riserva Naturale Regionale “Punta Aderci”, superando i pareri negativi del Comitato di Gestione della Riserva e del Commissario ad acta, espressi nell’ambito della procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA).
Il Consiglio di Stato ha annotato nella sua decisione: “è facoltà del privato interessato scegliere se ripresentare l’istanza con le modifiche ritenute opportune, ovvero proporre il superamento del diniego attraverso soluzioni alternative”.
“Il contenzioso ha avuto inizio già nel 2018, con l’impugnativa da parte di Legambiente e WWF della VINCA favorevole al progetto emessa dal Comune di Vasto", ricorda l’Avv. Francesco Paolo
Febbo che ha curato il ricorso e gli appelli per le Associazioni Ambientaliste. "Già allora il TAR Pescara, nell’accogliere il ricorso, con sentenza n. 203/2020, aveva decretato la necessità del parere favorevole del Comitato di Gestione.”
Una vicenda, dunque, che ha impegato diversi anni per concludersi e finalmente il Consiglio di Stato ha pronunciato una parola definitiva sulla tutela assoluta ai siti d’interesse ambientale, di prevalenza rispetto agli interessi meramente utilitaristici degli operatori economici.
Oggi Legambiente e WWF Abruzzo, che hanno sempre seguito l’iter dei pareri e dei ricorsi, non possono che essere soddisfatti della conclusione emersa dalle sentenze, ma d’altra parte ritengono davvero assurdo come ancora oggi si debba dover risolvere in sede giudiziaria l’indirizzo di un territorio. La costa dei trabocchi è ormai una delle aree più ammirate e conosciute della nostra Regione e lo è per la sua bellezza paesaggistica e per la natura protetta non certo per impianti di produzione industriale che nulla hanno a che fare con la vocazione di quel territorio. Le Associazioni continueranno a essere presenti perché sia garantito il rispetto delle normative e dei corretti iter di approvazione dei progetti, ma anche per chiedere con forza l’avvio del Parco Nazionale della Costa teatina (che si ricorda è stato individuato nel 1997, istituito nel 2001 e perimetrato nel 2015 da un commissario ad acta, ma non ancora attivato), strumento quanto mai necessario per dare una programmazione e una concretezza alle visioni di gestione del quel territorio.

lunedì 30 gennaio 2023

Ad Ortona bisogna fermare gli abbattimenti di alberi e le potature selvagge

 

COMUNICATO STAMPA DEL 30 GENNAIO 2023

 

Ad Ortona bisogna fermare gli abbattimenti di alberi e le potature selvagge.

Il WWF: approvare subito il Regolamento del Verde Pubblico e Privato

ORTONA - Nelle ultime settimane sono giunte diverse segnalazioni, da parte di cittadini, all’Associazione WWF in merito a potature selvagge ed abbattimenti di alberi nel Comune di Ortona.

Capitozzature sono state effettuate in via D. Caraceni ed in piazza Porta Caldari. Ancora capitozzature selvagge in via Rapino ed in via G Primavera. Non sono risparmiate neppure le aree meno centrali: via Marina e contrada Gagliarda Alta hanno subito la stessa sorte. Tutti interventi grossolani, posticci, con taglio indiscriminato del fusto, delle branche primarie o di grossi rami. È noto come interventi di questo tipo rendano gli alberi più fragili e malati e dunque, paradossalmente, aumentino il rischio di crolli.

Queste potature selvagge sono state probabilmente effettuate, per conto del Comune, da personale senza alcuna competenza e formazione in merito.

In questi giorni, inoltre, 14 esemplari dei bellissimi pini di Via Giro degli Uliveti sono stati abbattuti perché, così dice la Determina dirigenziale del Settore Lavori Pubblici, le radici hanno danneggiato sia il manto stradale che il marciapiede.

L’Amministrazione di Ortona ha valutato soluzioni che potevano essere alternative al taglio degli alberi? In altri Comuni si stanno applicando, sempre più spesso, tecnologie di rifacimento del manto stradale che favoriscono un’adeguata crescita di piante e che evitano l’abbattimento degli alberi, così come accaduto per la riqualificazione di via Pepe a Pescara.

Dichiara Ines Palena, Presidente dell’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina: «È evidente come non sia più possibile attendere ancora che da parte dell’Amministrazione Comunale venga approvato un Regolamento per la gestione del Verde Pubblico e Privato; Ortona è l’unica città con più di 20.000 abitanti a non averne uno». 

Nel frattempo chiediamo al Comune di Ortona di interrompere le azioni di depauperamento e di dissesto del Verde Pubblico e di avvalersi, per i futuri interventi di manutenzione e potatura, esclusivamente di personale qualificato, così come previsto dal Decreto del Ministero dell’Ambiente del 10 marzo 2020 sui Criteri Ambientali Minimi per la gestione del Verde Pubblico.

 





lunedì 6 settembre 2021

𝐿'𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑊𝑊𝐹: 𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑝𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑆𝑎𝑛 𝑆𝑎𝑙𝑣𝑜 𝑒 𝑣𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒

 
COMUNICATO STAMPA DEL 03 SETTEMBRE 2021 

 
𝐿'𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑊𝑊𝐹: 𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑝𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑆𝑎𝑛 𝑆𝑎𝑙𝑣𝑜 𝑒 𝑣𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 

 
Il WWF Zona Frentana e Costa Teatina interviene sull'imminente taglio previsto dei pini della villa comunale di San Salvo.
L'Associazione ritiene che i pini della villa comunali rientrano tra quelli sottoposti a vincolo dalla normativa nazionale e regionale in quanto “alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private”. In questo caso “L'abbattimento e l'espianto del patrimonio arboreo di cui al comma 2, esclusivamente per casi motivati e improcrastinabili, e' consentito previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato (ora Carabinieri Forestale), idoneo ad escludere la praticabilita' di soluzioni alternative o complementari aventi minore impatto ambientale”.


Per questo motivo il WWF ha inviato una segnalazione ai Carabinieri Forestale chiedendo loro di valutare la fattispecie.
L'amministrazione comunale, inoltre, ha ignorato quanto disposto dalla L. 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” e di quanto previsto dalle “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” edito dal Ministero dell'Ambiente.
Le linee guida chiedono di favorire, rispettandone distribuzione ed ecologia, le specie italiane previste da apposito elenco redatto da ISPRA (in cui non sono certo inserite magnolie o pawlonie) e consigliano di preferire un “prato selvatico” o “prato fiorito” al prato inglese; quest'ultimo non favorisce la biodiversità, necessita di tanta manutenzione e di molte risorse (acqua, prodotti fitosanitari, carburante per tosaerba, ecc), in controtendenza rispetto alla necessità di ridurre il fabbisogno idrico a causa dei cambiamenti climatici in atto. Queste disposizioni sembrano essere state ignorate nel progetto di riqualificazione della villa comunale.
Oramai non è più procrastinabile l'approvazione di un Regolamento comunale per la gestione del verde pubblico e privato: il Comune di San Salvo è rimasto uno dei pochi comuni abruzzesi superiori ai 15.000 abitanti ad esserne privo. Ricordiamo in ultimo che i Comuni che non adottano il Regolamento del Verde sono esclusi dagli incentivi concessi con fondi pubblici per l’incremento ed il miglioramento del verde urbano e periurbano (L.R. 3/2014), che potrebbero aiutare i Comuni proprio ad evitare quei problemi di sicurezza dovuti semplicemente a mancanza di manutenzione.
 

Ines Palena
Presidente Associazione
WWF Zona Frentana e Costa Teatina

giovedì 17 giugno 2021

WWF: “bocciato” il Rapporto Ambientale a corredo del nuovo Piano Regolatore Generale di Ortona

Comunicato del 15.06.2021


In una conferenza stampa tenuta questa mattina a Pescara Legambiente e WWF hanno “bocciato” il Rapporto Ambientale a corredo del nuovo Piano Regolatore Generale di Ortona

«Strumento urbanistico basato su logiche anacronistiche, da ripensare profondamente»


Legambiente, WWF Abruzzo e la sezione locale del WWF Zona Frentana e Costa teatina hanno presentato le loro osservazioni al Rapporto Ambientale della Valutazione Ambientale Strategica relativa alla proposta di nuovo PRG (Piano Regolatore Generale) del Comune di Ortona.

Le associazioni giudicano questo Rapporto deficitario, da integrare sia con dati aggiornati che con ulteriori indagini ambientali. Ne sollecitano inoltre il necessario allineamento e adeguamento ai PAN delle aree protette presenti nel territorio e a tutti gli strumenti sovraordinanti, compreso il rispetto di quanto previsto dalla L.R. 5/2007 della Regione Abruzzo*.

È particolarmente grave inoltre il fatto che manchino riferimenti all'aumento del livello medio del mare, che in un territorio costiero inciderà in modo significativo, e alle misure di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici.

Rivedere il Rapporto è dunque una necessità assoluta e anzi, alla luce degli ultimi indirizzi nazionali sulla Transizione Ecologica e in merito al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, le associazioni invitano il Comune di Ortona a rivedere l'impianto generale dello stesso PRG in via di approvazione, puntando sul consumo di suolo zero e su conservazione e tutela della biodiversità, evitando ulteriori pressioni su aree di alto pregio naturalistico e paesaggistico, quali le due Riserve Regionali comprese nel territorio ortonese e l'area costiera tra il Foro e l'Arielli, una delle zone di maggiore importanza regionale per la sopravvivenza del Fratino, sia per il numero di nidificazioni che per il loro successo, grazie all’ecosistema dunale pioniero ampio e ben conservato.

La logica espansionistica che resta alla base dello strumento urbanistico in discussione è fortemente anacronistica rispetto al contesto in atto e rischia di mettere a rischio la capacità dei Comuni e dei cittadini di vedersi riconoscere risorse economiche che potrebbero riqualificare il territorio, favorire la ripresa economica e incentivare un turismo sostenibile.

«Non si possono più inseguire pianificazioni vecchie di decenni - chiosano le associazioni - basate su scenari superati e vecchi modelli di sviluppo. La Costa dei trabocchi deve essere un modello di sostenibilità e tutti i comuni, a partire da Ortona, devono impegnarsi in questo. Non è più possibile inseguire il passato, bisogna invece uscire dalla frammentazione che avvolge questo territorio. È tempo che si ragioni insieme. Lo stallo sulla Via Verde e sul Parco nazionale della Costa teatina, sono due esempi dell’incapacità politica di fare sistema e coordinarsi in modo sovraordinato».”

Il timore è che questa situazione comprometta le sfide del PNRR e la possibilità di voltare pagina, mettendo in campo le vere politiche della Next generation UE. I comuni della Costa dei trabocchi insieme a Provincia e Regione devono dare invece una prova di maturità o quantomeno sforzarsi di raccogliere le sfide europee. Vanno definitivamente superati campanili e vecchi orticelli locali. Bisogna impostare la visione del futuro di questo territorio che passa necessariamente attraverso la sostenibilità e mettere in campo processi e modelli partecipati atti a perseguire questo risultato in un’ottica di gestione sovraordinata del territorio e rispondente alla sfida dei cambiamenti climatici.



*NOTA: La L.R. 5/2007 all’art. 1 trasforma l’art. 41 della 38/96 (Legge quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l’Appennino Parco d’Europa) nel seguente:

“Art. 41 (Misure di tutela ambientale connesse alla dismissione di tratte ferroviarie)
1. Lungo il tratto litoraneo tra Ortona e Vasto, sulle aree dismesse del tracciato delle Ferrovie dello Stato, nell’ottica di un processo di valorizzazione e riqualificazione della Costa Teatina, così come previsto all’art. 21 della normativa del vigente Quadro di riferimento regionale (Q.R.R.), è preclusa ogni attività di trasformazione del suolo diversa dalla destinazione a verde”.



WWF Italia ONLUS, Abruzzo
abruzzo@wwf.it
Facebook: WWF Abruzzo

domenica 18 aprile 2021

Capitozzatura alberi a Vasto. Il WWF: disatteso il Regolamento del Verde comunale

COMUNICATO STAMPA DEL 17 ARILE 2021


Capitozzatura alberi a Vasto: continuano le attività di taglio senza il rispetto delle norme.

Il WWF: il Regolamento del Verde comunale disatteso dagli stessi che lo hanno approvato.


In questi giorni anche gli alberi situati in Via Donizetti stanno subendo potature drastiche equiparabili a capitozzature, dopo quelli subiti dagli alberi al Parco Muro delle Lame e a quelli di Via Incoronata.


Intervengono le Guardie Giurate Volontarie del WWF Italia che con una denuncia alla Polizia Locale chiedono di verificare il rispetto del “Regolamento per la Gestione del Verde Pubblico e Privato”, approvato dal Consiglio Comunale di Vasto ad ottobre 2020.

Dichiara Pierpaolo Moroni, coordinatore delle Guardie Giurate Volontarie WWF del Nucleo di provinciale di Chieti: il Regolamento comunale parla chiaro: gli interventi di capitozzatura, cioè i tagli che interrompono la crescita apicale del fusto e quelli praticati su branche aventi un diametro superiore a 10 cm, sono vietati.

Prevede che, in ogni caso, la potatura non debba essere effettuata nel periodo dal 20 marzo al 30 settembre, per la tutela della nidificazione delle specie selvatiche.

Gli operatori che effettuano questi tagli indiscriminati in questo periodo rischiano anche di commettere illeciti penali: la normativa sulla tutela della fauna omeoterma (L. 157/92) vieta la distruzione di nidi e in caso di uccisione di pulli è prevista la violazione più grave dell’art. 544 bis del codice penale.

Un Regolamento del Verde comunale che viene ignorato dalla stessa amministrazione comunale come può essere rispettato dai cittadini? Il WWF chiede l’intervento della Polizia Locale per verificare se nelle aree di pertinenza del Comune di Vasto si stiano svolgendo ancora attività di potature, in tal caso di chiede l’interruzione immediata dei lavori e l’attivazione immediata degli uffici comunali preposti, affinchè non si ripetano in futuro tali improvvide iniziative.

giovedì 28 gennaio 2021

Il Comitato VIA boccia il progetto Di Nizio. Legambiente e WWF: “Un risultato atteso, e adesso voltiamo pagina!”


Comunicato stampa del 23.01.2021


IL COMITATO VIA BOCCIA PROGETTO DI NIZIO 

Legambiente e WWF: “Un risultato atteso, e adesso voltiamo pagina!” 

Il Comitato VIA boccia il progetto della Società Di Nizio sull’impianto di trattamento e stoccaggio rifiuti sanitari infetti ad Atessa. Le motivazioni di merito e legali, sostenute dal Comune di Atessa, dalle associazioni ambientaliste e da cittadini, hanno trovato riscontro nel provvedimento del Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (CC-VIA).

Dopo il preavviso di rigetto, la Di Nizio aveva richiesto una proroga sine die, in quanto contestualmente pende il ricorso della ditta al TAR sul parere di VINCA. Il CC-VIA ha invece chiuso comunque la vicenda, rigettando il progetto. Un respiro di sollievo per i cittadini rispetto a un impianto che rischierebbe di impattare in modo decisivo sia sul centro abitato, non lontano dalla zona industriale, sia sulla stessa area produttiva, già vocata a fiorente automotive.

Tra le motivazioni che associazioni e comitati avevano presentato al Comitato VIA, nel tavolo convocato dal Comune di Atessa, vanno ricordate alcune cose: si tratta di un impianto classificato come “insalubre di prima classe”, che dovrebbe per questo essere isolato rispetto alle abitazioni; la mancata verifica di assoggettabilità alla normativa Seveso; l’effetto cumulo degli inquinanti emessi con gli altri presenti nell’area; la poca chiarezza relativa alle norme tecniche sui rifiuti di tipo ospedaliero e sulle norme anti-Covid.

“Questa bocciatura testimonia che è arrivato il momento di voltare pagina; - dichiarano Legambiente e WWF - la Val di Sangro merita altro, a partire da un’industria sostenibile e una reale e corretta gestione dei rifiuti locali, in un’ottica di economia circolare e qualità della vita del territorio. Non c’è spazio per impianti impattanti e che continuano a mettere a rischio la salute dei cittadini. Ci auguriamo di mettere definitivamente la parola fine a questa insistenza logorroica su progetti datati ed insostenibili sia da un punto di vista ambientale che economico-sociale”.



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giovedì 14 gennaio 2021

Il deposito GPL di Ortona fermato definitivamente dalla conferenza dei servizi. Il WWF: «Grazie a quanti si sono battuti contro la realizzazione dell’opera, in particolare all’attivismo dell’indimenticata Fabrizia Arduini»

 

Comunicato stampa del 13 gennaio 2021 

Il deposito GPL di Ortona fermato definitivamente dalla conferenza dei servizi 

Il WWF: «Grazie a quanti si sono battuti contro la realizzazione dell’opera, in particolare all’attivismo dell’indimenticata Fabrizia Arduini» 

È finalmente arrivato, questa mattina da una conferenza dei servizi tenuta presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il definitivo stop al progetto della Seastock per il deposito GPL di Ortona: l’impattante impianto da 25.000 mc non potrà essere realizzato nell’area portuale ortonese.  

«La chiusura della vicenda è un'ottima notizia per tutto il territorio e in generale per le politiche energetiche regionali. – Dichiarano Filomena Ricci, delegato regionale del WWF Abruzzo, e Ines Palena, presidente del WWF Zona frentana e Costa teatina - Le battaglie sostenute, dapprima da pochi e poi da gran parte della comunità e dallo stesso Comune di Ortona, sono state fondamentali per ritardare e poi fermare un progetto sbagliato. In questo momento il ricordo del WWF, e crediamo di tutto l'Abruzzo, non può ovviamente che andare a Fabrizia Arduini, scomparsa l’estate scorsa. Fu proprio lei, da presidente del WWF Zona frentana e Costa teatina e da referente energia del WWF anche a livello nazionale, una delle principali artefici della mobilitazione locale e regionale che oggi ha consentito di operare la scelta giusta». 

La costa ortonese custodisce paesaggi di rara bellezza e la sua vocazione non è certo quella di ospitare mega-impianti industriali pericolosi come quello della Seastock, legati peraltro all’energia fossile che inevitabilmente quanto prima possibile dovrà appartenere soltanto al passato.  

 


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domenica 10 gennaio 2021

Il WWF scrive al presidente Mattarella: «Faccia nascere il Parco della Costa Teatina»

Comunicato stampa del 9 gennaio 2021


Nel 2021 parecchi “anniversari” per l’area protetta nazionale, istituita ormai venti anni fa!

Il WWF scrive al presidente Mattarella: «Faccia nascere il Parco della Costa Teatina»


Il 2021 da poco iniziato ci regalerà una serie di anniversari (diventati ormai a dir poco inquietanti) legati al Parco Nazionale della Costa Teatina: il 23 marzo saranno intanto trascorsi esattamente 20 anni dall’istituzione di quest’area protetta “fantasma”. Quel giorno, nel 2001, venne infatti approvata la legge n. 93 che, all’art. 8, comma 3, ne sanciva l’istituzione, almeno sulla carta. Il 24 luglio potremmo celebrare invece il 6° “compleanno” della definitiva perimetrazione disegnata dal commissario ad acta Giuseppe De Dominicis nominato con DPCM del 4 agosto 2014 (ennesimo anniversario) proprio per superare l’inedia del Ministero dell’Ambiente e delle amministrazioni locali. Il 4 ottobre ricorrerà invece il 24° anniversario della individuazione di quel territorio come meritevole di tutela (legge n. 344/97).

Alle ricorrenze “istituzionali” potremmo aggiungere quelle legate ai solleciti inviati dal WWF e da tantissime altre associazioni ai presidenti del Consiglio dei Ministri in carica perché dessero concretezza a quanto stabilito dal commissario: il 24 febbraio a Renzi, il 14 aprile 2017 a Gentiloni, il 5 giugno 2018 a Conte… sempre inutilmente.

Ripartendo dalla data dell’istituzione formale del marzo 2001 non sono bastati 8 ministri dell’ambiente, 7 presidenti della Regione Abruzzo e 8 assessori regionali con varie competenze sull’ambiente per dare attuazione a ciò che ha stabilito una legge dello Stato Italiano ed è stato più volte ribadito (ad esempio con la nomina del Commissario) da analoghi provvedimenti legislativi. Ed è grave che a non rispettare le norme statali siano proprio i vertici dello Stato.

Il WWF non si arrende e ci prova ancora: ieri una missiva che sollecita l’istituzione è stata indirizzata direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È infatti il Presidente della Repubblica che potrà firmare il decreto per la nascita dell’ente parco con la sua perimetrazione. Sperando che sia la volta buona…


WWF Italia ONLUS, Abruzzo
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domenica 8 novembre 2020

Ortona. Lavori di ripascimento, allarme del Wwf

Ortona. L’associazione contro il progetto: a rischio le dune e l’uccello fratino sulla spiaggia del Foro

ORTONA . I lavori di ripascimento al Foro di Ortona innescano il dibattito. L’allarme del Wwf: «Si rischia un gravissimo danno ambientale». Nel progetto di escavazione e approfondimento dei fondali del bacino portuale è prevista un’opera di ripascimento dell’arenile tra la foce del fiume Foro e il Lido Riccio con un quantitativo di sedimenti pari a 143.550 metri cubi. Un progetto che non convince il Wwf: «Quello che lascia davvero stupiti e rende inaccettabile la presentazione del progetto è la completa assenza di valutazione dell’impatto che l’opera può avere su una specie come il fratino. Ci si dimentica completamente del fatto che il Foro di Ortona è da anni una delle zone di maggiore importanza per la specie, sia per il numero di nidi sia per il loro successo: l’ecosistema dunale pioniero, ampio e ben conservato, permette che ci sia un alto numero di nidificazioni, tra le più elevate di tutta la Regione Abruzzo».
Il sodalizio ambientalista rimarca il fatto che il progetto di ripascimento, insistendo direttamente sull’habitat di nidificazione del fratino, compromette il sistema dunale e va di fatto a interferire con il ciclo vitale della specie e ne potrebbe compromettere la permanenza nella zona. Per questo la nostra regione potrebbe perdere uno dei siti più importanti per la conservazione della specie. Ed allora l’appello affinché la Regione intervenga a tutela dell’ambiente.
«Il Wwf Abruzzo, insieme al Wwf Zona frentana e costa teatina, ha presentato al servizio di valutazioni ambientali della Regione Abruzzo sue osservazioni al progetto chiedendo, tra le altre istanze, che venga elaborata un specifica Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) che valuti l’impatto su una specie protetta, il fratino, come legiferato dal ministero dell’Ambiente, e di escludere categoricamente un cantiere a terra nell’area di spiaggia compresa fra la foce del fiume Foro a nord e di quella del fiume Arielli a sud, per via della presenza di habitat dunali e specie floro-faunistiche di pregio e importanza comunitaria. In particolare, non si può non considerare che la zona rappresenta uno dei siti più importanti per la nidificazione del fratino, che la realizzazione del lavoro potrebbe compromettere in modo considerevole creando un inestimabile danno ambientale». (a.s.)

 Fonte: ilcentro.it del 07 novembre 2020

mercoledì 8 luglio 2020

STOP CEMENTIFICIO DI PUNTA PENNA: LEGAMBIENTE E WWF VINCONO IL RICORSO AL TAR


Difendiamo la costa abruzzese
STOP CEMENTIFICIO DI PUNTA PENNA:
LEGAMBIENTE E WWF VINCONO IL RICORSO AL TAR


Legambiente e WWF esprimono grande soddisfazione per la sentenza del TAR che accoglie il loro ricorso contro il parere favorevole sul progetto del cementificio di Punta Penna a Vasto.
Le due associazioni – rappresentate dall’avvocato Francesco Paolo Febbo – avevano chiesto l’annullamento del parere favorevole rilasciato dall’Ufficio tecnico del Comune alla Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) sul progetto della Escal volto a produrre leganti idraulici (cemento) nella fascia di protezione esterna della riserva di Punta Aderci.
“Questa sentenza rappresenta un passaggio importante - dichiarano i due sodalizi - sul futuro, non solo della Riserva di Punta Aderci e della città di Vasto, ma dell’intera Costa dei Trabocchi. È arrivato il momento di ripensare seriamente la strategia di sostenibilità sociale, economica e ambientale di un’area turistica importante della nostra costa, ma anche di un’area ad altissima valenza ambientale: vanno messi in campo veri modelli di economia circolare, abbandonando definitivamente la vecchia economia lineare fatta di cemento e fossili. Esiste una nuova industria: innovativa, sostenibile e attenta alla qualità della vita del territorio ed è tempo che lo capiscano anche gli imprenditori del territorio. Non siamo più all’età della pietra, usciamo fuori dalle rendite di posizioni e da progetti obsoleti ed altamente impattanti. Oggi come Associazioni ambientaliste abbiamo dato una possibilità in più a questo territorio: non sarà compromesso il suo capitale naturale che al contrario va tutelato e valorizzato in maniera sostenibile. È il momento di costruire insieme un futuro di bellezza dei nostri territori”.

sabato 13 giugno 2020

A Vasto previsto il taglio di alberi sani nel quartiere San Paolo. Il WWF: in città sempre meno verde pubblico.


COMUNICATO STAMPA DEL 13 GIUGNO 2020

A Vasto previsto il taglio di alberi sani nel quartiere San Paolo.
Il WWF: in città sempre meno verde pubblico.

VASTO – Dopo le capitozzature dei tigli in Corso Mazzini, il Comune di Vasto non ferma la sua politica a danno degli alberi della città. Ora tocca ai pini di Via Ritucci Chinni, nel quartiere di San Paolo.

ph. ilnuovoonline.it
L’amministrazione comunale di Vasto la chiama “riqualificazione”. In realtà di tratta dell’abbattimento di diversi esemplari di pini domestici perfettamente sani ed alti circa 10 metri perché si necessita di ricostruire il manto stradale ed i marciapiedi dell’area. Vi è questa incapacità nell’intervenire per ripristinare marciapiedi ed asfalti senza l’abbattimento di alberi importanti per la comunità.
Il Comune di Vasto non ancora si è dotato di un Regolamento del Verde Urbano. E’ dal 2007 che esiste una proposta nella disponibilità degli amministratori comunali ma evidentemente non vi è interesse nel dare regole precise nel settore della manutenzione e protezione del verde urbano.
Vasto rimane uno dei pochi Comuni abruzzesi a non essersi ancora dotato di questo prezioso strumento di pianificazione.
L’appello dell’Associazione WWF: fermare subito l’abbattimento dei pini nel quartiere San Paolo, ricordando anche che in questo periodo non è possibile effettuare potature o abbattimenti di alberi perché siamo ancora in fase di nidificazione di diverse specie che sono tutelate dalla normativa vigente. Chi abbatte alberi con nidi o pulli rischia di essere denunciato penalmente all’Autorità Giudiziaria.
In generale, abbattere gli alberi non dovrebbe essere mai la scelta da fare, per il ruolo sociale e culturale che rivestono.
   
Fabrizia Arduini
Presidente Associazione
WWF Zona Frentana e Costa Teatina