COMUNICATO STAMPA DEL 23 LUGLIO 2015
Ortona, la
“feccia del petrolio” e il gioco delle tre carte.
Il WWF denuncia:
il petcoke autorizzato è pari a 4 palazzi di 8 piani ciascuno.
Ad Ortona, in arrivo il potenziamento del deposito di petcoke della
F.lli Nervegna. Il capannone che
dovrebbe ospitarlo è già approvato dalle autorità competenti ed andrà ad
affiancare i due esistenti, dei quali uno già adibito a stoccaggio di petcoke.
Decine e decine
saranno i camion che giornalmente percorreranno l’area portuale per trasportare
le 180.000 tonnellate annue di petcoke, se consideriamo i depositi già
approvati - Nervegna e Bonefra- ed il potenziamento richiesto dalla F.lli
Nervegna. Un volume incredibile se calcoliamo che i 56.000 metri cubi
equivalenti, andrebbero a riempire 4 palazzi di 8 piani del tipo Cerulli in
Ortona, ogni anno.
Saranno
complessivamente 180.000 le tonnellate di quella che gli stessi petrolieri
chiamano feccia del petrolio, che passeranno sotto il naso di migliaia di
cittadini, considerando anche che la zona del centro storico della città
sovrasta via Cervana, attraversata dai camion di petcoke.
Solitamente i
porti e le città in un paese civile parlano la stessa lingua, sono la naturale
estensione dell'uno e dell'altro, parte della stessa storia, cultura,
interessi, e non una parte staccata e avulsa, anzi contraria, lontana e sempre
più inquietante per gli abitanti della città omonima: GPL, petcoke,
petroliere...

Per
l'ampliamento del deposito da 18.000 metri cubi a 28.000 della F.lli Nervegna la procedura prevista è quella di
Valutazione di Assoggettabilità perchè non supera i 40.000 metri cubi necessari
per essere invece sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA),
quest’ultima procedura ben più severa ed articolata. Quindi, come accaduto con
il grande deposito di GPL, ad Ortona si decidono di fatto le sorti di un porto,
di una città, punto nevralgico del Parco Nazionale della Costa Teatina, con una
semplice valutazione di assoggettabilità che richiede solo un progetto
preliminare e che non calcola tutti i possibili fattori esterni negativi, di
cumulo, e di impatto.
Il WWF si
attiverà anche questa volta, producendo osservazioni al progetto e presenziando
in commissione di valutazione, consapevole delle poche speranze, visto che
potrebbero arrivare diversi altri centri di stoccaggio di petcoke, l'importante
è mantenersi al di sotto dei 40.000 mc, come il gioco delle tre carte.Facciamo appello
affinchè non siano sempre e solo le Associazioni per la protezione
dell’ambiente a chiedere che questa
città cammini verso un futuro lontano dai veleni. Il mare e le falde acquifere
sono la parte più vulnerabile per questo tipo di progetti a causa del processo
di bioaccumulo, che vede metalli pesanti come il vanadio centuplicare la loro
concentrazione rispetto allo stato delle acque all'interno di organismi come i
mitili e vongole. Chiediamo di contrastare questo degrado del territorio e di
prevenire i conseguenti pericoli per la salute dei cittadini al
sindaco Enzo D'Ottavio, poichè massimo rappresentante della salute pubblica
cittadina, alle realtà economiche come gli stabilimenti balneari di Lido
Saraceni, ai titolari degli alberghi, agli armatori della piccola pesca.
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