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giovedì 20 giugno 2024

Il Consiglio regionale ha adottato il “Progetto speciale territoriale della Costa dei Trabocchi”

 Comunicato stampa del 20 giugno 2023

 
Nella seduta del 13 giugno 2024 il Consiglio regionale ha adottato il
“Progetto speciale territoriale della Costa dei Trabocchi” già oggetto di osservazioni da parte del WWF Abruzzo
Il vero strumento di gestione per quel territorio è il Parco Nazionale della Costa teatina
 
Come si legge dal sito del Consiglio regionale, il 13 giugno 2024 è stato adottato il “Progetto speciale territoriale della Costa dei Trabocchi” per il quale il WWF Abruzzo insieme ad altre Associazioni, aveva presentato puntali osservazioni.
In attesa di analizzare l’ultima versione adottata dal Consiglio Regionale, si richiama quello che l’Associazione aveva sottolineato rispetto al Progetto: la mancanza di una visione d’insieme innovativa e strategica per un territorio tanto emblematico e rappresentativo della nostra Regione. Il documento, infatti, sembra essere più un insieme di azioni tra loro scollegate e anche discutibili (vedi tutta la serie di parcheggi previsti) che uno strumento di pianificazione e rigenerazione della fascia costiera. Non si trovano riferimenti all’emergenza climatica in atto - con decreto n. 434 del 21 dicembre 2023 l’Italia ha approvato il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) che la Regione Abruzzo dovrebbe recepire - né alle Linee Guida e del Profilo Climatico del Piano di adattamento ai Cambiamenti Climatici della Regione Abruzzo (D.G.R. n. 308/2015) le cui applicazioni non sono più rimandabili.
Anche la visione di una fruizione turistica sostenibile, attenta alla mobilità e al turismo lento ed esperienziale appaiono carenti, come lo sono l’integrazione nella pianificazione delle piccole aree protette presenti lungo la costa, delle aree agricole che dovrebbero essere sempre più vocate al biologico o le indicazioni per rendere gli stabilimenti balneari sostenibili ed eco-compatibili e in numero tale da garantire una presenza congrua di aree dedicate alla fruizione libera.
Quello che però appare più grave in merito alla pianificazione sulla Costa dei Trabocchi è constatare che si continuano a proporre programmi e progetti che prevedono interventi scollegati, non organici e senza nessuna visione a lungo termine, invece di potenziare e finalmente attuare uno strumento potente e già presente: il Parco Nazionale della Costa teatina. Il Parco è stato individuato nel 1997, istituito nel 2001, perimetrato nel 2015 da un commissario ad acta, ma attende ancora, incomprensibilmente, di essere attivato, quando invece, la comunità internazionale si pone l’obiettivo di aumentare la superficie di territorio protetto e la Strategia dell’Unione Europea per la Biodiversità si prefigge di arrivare entro il 2030 al 30% di territorio e mare protetti in Europa.
“E mentre si tergiversa nel rendere il Parco operativo, - conclude Filomena Ricci, delegata WWF Abruzzo - si rischia che gli interventi che via via si propongono possano andare a compromettere quella naturalità residuale presente lungo la costa dei trabocchi e il potenziale di tutto il territorio.”
 

WWF Italia ETS, Abruzzo 

delegatoabruzzo@wwf.it 

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martedì 13 febbraio 2024

Via Verde. La Regione Abruzzo trasforma di fatto le attività stagionali in attività permanenti. Il WWF: si accontentano pochi privati a discapito dell’interesse collettivo.

 COMUNICATO STAMPA DEL 13 FEBBRAIO 2024

 
Via Verde. La Regione Abruzzo trasforma di fatto le attività stagionali in attività permanenti.
 
Il WWF: si accontentano pochi privati a discapito dell’interesse collettivo.
 
È tempo di elezioni in Abruzzo e anche la Via Verde diventa luogo di scambio.
Dichiara Ines Palena, Presidente dell’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina: “Quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Regionale di questa legislatura, con l’approvazione di un emendamento a firma del consigliere Montepara è di una gravità inaudita che non può essere sottaciuta. È un attacco diretto e sfrontato alla nostra Costa e al territorio di questa Regione Verde”.
A un mese dalle votazioni è stata apportata una modifica alla norma regionale sul commercio e in particolare alla parte che si occupa dell’attività stagionale e temporanea di somministrazione, la quale prevede che” I Comuni stabiliscono le condizioni per l'esercizio dell'attività di somministrazione in forma stagionale, considerandosi tale l'attività svolta per uno o più periodi, nel complesso non inferiori a novanta giorni e non superiori a centottanta giorni per ciascun anno solare”. La modifica dell’emendamento consiste nell’aggiunta a 180 giorni delle parole: “di apertura effettiva”. Benché si tratti di una norma generale, che si applicherebbe a qualsiasi attività di somministrazione di beni e servizi, la sua ricaduta immediata sulle strutture presenti sulla Via Verde appare evidente.
Permetterebbe, di fatto, a quei soggetti che finora non hanno provveduto a smontare le strutture al superamento dei 180 giorni prescritti dalla legge di rimanere “in piedi” per tutto l’anno, in barba a chi si era scrupolosamente attenuto alla normativa smantellando tutto a fine stagione.
In questo tratto di costa, negli ultimi anni, sono state rilasciate molte autorizzazioni all’esercizio di attività legate alla ristorazione e ai servizi, in conseguenza dell’incremento dei turisti che frequentano la pista ciclabile grazie anche al completamento degli interventi sulle gallerie, che ne permettono finalmente la fruizione su tratti lunghissimi. Le nuove attività nate come funghi sulla Via Verde dovrebbero avere carattere stagionale, nella misura in cui la struttura deve essere rimossa o smontata alla fine della stagione turistica.
Ricordiamo come la costa compresa tra Ortona e Vasto si sia, finora, preservata dalla urbanizzazione selvaggia grazie alla presenza prima del sedime ferroviario, e, poi alla tutela
sopraggiunta con la L.R n.5/2007, fortemente voluta dalla politica locale di concerto con le associazioni ambientaliste.
Sono state queste circostanze che hanno portato alla istituzione, ormai nel lontano 2001, del Parco Nazionale della Costa Teatina, fermo nel cassetto del Ministero dell’Ambiente, e alla nascita della pista ciclopedonale Via Verde, divenuta famosa per i panorami, per le piccole calette di ghiaia e sabbia, per le pareti di falesia e, non da ultimo, per le numerose aree protette disseminate lungo il percorso.
Tutti elementi questi che dovrebbero indurre la Politica locale e regionale ad una gestione del territorio che, da un lato, tenda alla conservazione di quanto di naturale e autentico resiste e, dall’altro, sviluppi un sistema economico/turistico in grado di sfruttare l’unicità del luogo; il tutto, ovviamente, cercando un equilibrio tra questi elementi, sfruttamento economico e conservazione, apparentemente in contrasto ma che in realtà rappresentano ciò che contraddistingue questa pista ciclopedonale da tante altre in giro per il mondo.
Conclude Ines Palena: “si continua con la miope politica di accontentare qualche privato invece di accelerare sulle necessarie opere per completare i tratti mancanti di Via Verde e provvedere alla manutenzione ordinaria della pista, che rappresentano il vero interesse collettivo. Di fatto dopo tanti anni, la Via Verde è ancora incompleta e carente di servizi essenziali, come fontanelle per l’acqua, servizi igienici, panchine per riposarsi, con relative rastrelliere per le bici”.
 
Ines Palena
Presidente Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina OdV

domenica 31 dicembre 2023

Il Consiglio di Stato boccia il progetto dell'impianto Escal nella Riserva Naturale Regionale “Punta Aderci” di Vasto

 DIFENDIAMO LE AREE NATURALI PROTETTE DELLA NOSTRA REGIONE CON I FATTI!

👉🏻 Grande soddisfazione di Legambiente e WWF Abruzzo per la decisione del Consiglio di Stato che ha bloccato il Progetto della ESCAL srl, l’impianto di produzione di leganti idraulici e cemento da realizzare a Vasto nell’area di rispetto della Riserva Naturale Regionale “Punta Aderci”.
Legambiente e WWF Abruzzo esprimono grande soddisfazione per le recenti sentenze del Consiglio di Stato (n. 11213/2023 e n. 11216/2023) che accolgono gli appelli da loro proposti contro le sentenze del TAR Pescara (n. 2/2023 e n. 3/2023), che avevano aperto la strada alla realizzazione dell’impianto della ESCAL, destinato alla produzione di leganti idraulici - cemento sfuso e insaccato, a Vasto nell’area di rispetto della Riserva Naturale Regionale “Punta Aderci”, superando i pareri negativi del Comitato di Gestione della Riserva e del Commissario ad acta, espressi nell’ambito della procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA).
Il Consiglio di Stato ha annotato nella sua decisione: “è facoltà del privato interessato scegliere se ripresentare l’istanza con le modifiche ritenute opportune, ovvero proporre il superamento del diniego attraverso soluzioni alternative”.
“Il contenzioso ha avuto inizio già nel 2018, con l’impugnativa da parte di Legambiente e WWF della VINCA favorevole al progetto emessa dal Comune di Vasto", ricorda l’Avv. Francesco Paolo
Febbo che ha curato il ricorso e gli appelli per le Associazioni Ambientaliste. "Già allora il TAR Pescara, nell’accogliere il ricorso, con sentenza n. 203/2020, aveva decretato la necessità del parere favorevole del Comitato di Gestione.”
Una vicenda, dunque, che ha impegato diversi anni per concludersi e finalmente il Consiglio di Stato ha pronunciato una parola definitiva sulla tutela assoluta ai siti d’interesse ambientale, di prevalenza rispetto agli interessi meramente utilitaristici degli operatori economici.
Oggi Legambiente e WWF Abruzzo, che hanno sempre seguito l’iter dei pareri e dei ricorsi, non possono che essere soddisfatti della conclusione emersa dalle sentenze, ma d’altra parte ritengono davvero assurdo come ancora oggi si debba dover risolvere in sede giudiziaria l’indirizzo di un territorio. La costa dei trabocchi è ormai una delle aree più ammirate e conosciute della nostra Regione e lo è per la sua bellezza paesaggistica e per la natura protetta non certo per impianti di produzione industriale che nulla hanno a che fare con la vocazione di quel territorio. Le Associazioni continueranno a essere presenti perché sia garantito il rispetto delle normative e dei corretti iter di approvazione dei progetti, ma anche per chiedere con forza l’avvio del Parco Nazionale della Costa teatina (che si ricorda è stato individuato nel 1997, istituito nel 2001 e perimetrato nel 2015 da un commissario ad acta, ma non ancora attivato), strumento quanto mai necessario per dare una programmazione e una concretezza alle visioni di gestione del quel territorio.

giovedì 9 febbraio 2023

Comitato di gestione di Punta Aderci: Casciato nuovo rappresentante degli ambientalisti

Gianluca Casciato è il nuovo componente del comitato di gestione della Riserva naturale regionale di Punta Aderci. Avvocato, presidente dell’associazione Madrecultura e candidato nella lista del Pd alle elezioni comunali del 2021, Casciato sarà il rappresentante delle associazioni ambientaliste. La delibera di nomina è stata approvata dalla Giunta comunale.

La modifica della composizione del comitato di gestione della Riserva di Punta Aderci, che ha portato a quattro il numero dei componenti: sindaco o suo delegato. dirigente del settore Urbanistica e territorio, rappresentante designato dall’Arap Abruzzo, rappresentante di un’associazione ambientalistica nazionale.

Dopo le dimissioni dell’avvocata Maria Grazia Mancini «per incompatibilità con i propri impegni professionali», si legge nella delibera di Giunta, «le associazioni ambientaliste Legambiente, Wwf Area Frentana, Italia nostra Vasto, Cai Vasto, Arci Vasto, Fai Vasto sono state invitate ad indicare il nominativo del loro rappresentante da sostituire con il componente dimissionario». In una nota del 10 gennaio, «il presidente di Legambiente Abruzzo (Giuseppe Di Marco, n.d.r.) ha comunicato, in nome e per conto anche del Wwf e del Fai, di aver individuato – è scritto nella delibera – il dottor Gianluca Casciato quale rappresentante delle associazioni ambientaliste».

«Queste tre organizzazioni ambientaliste – spiega Casciato – si sono accordate sul mio nome, le altre hanno deciso di astenersi. Come rappresetante degli ambientalisti, la mia voce sarà per la tutela ambientale. Chiaramente, analizzerò fino in fondo ogni proposta, ma il compito di noi componenti sarà di attenerci alla normativa nazionale e regionale, che lascia poco margine di discrezionalità. Prioritaria sarà la difesa dell’ambiente».

 

Fonte: chiaroquotidiano.it del 7 febbraio 2023

domenica 13 febbraio 2022

No alle trivelle nel mare Adriatico: flash-mob a Punta Aderci delle associazioni vastesi

Comunicato stampa del 13 febbraio 2022

No alle trivelle nel mare Adriatico: flash-mob a Punta Aderci delle associazioni vastesi


VASTO - Nella giornata di ieri si è svolto un flash-mob a Punta Aderci per dire No alle trivelle in Adriatico, contro le politiche fossili del Governo.

A Vasto ci sono state le adesioni di Legambiente, WWF Zona Frentana e Costa Teatina, Arci, Italia Nostra e Cai.

A livello nazionale, quarantaquattro sigle tra associazioni, comitati e movimenti hanno sottoscritto un documento che è stato inviato all’Esecutivo e si sono ritrovati ieri in tutta Italia per manifestare.

Nel documento spiegano le loro motivazioni e le proposte tra cui quella di esprimere, in sede UE e in particolare nel Parlamento Europeo, una netta contrarietà all’introduzione di gas e nucleare tra quelle considerabili fonti verdi.

Il Ministero della Transizione Ecologica sta infatti valutando interventi legati a circa 50 centrali a gas fossile per 20.000 MW di nuova potenza distribuita, parte di un piano da 30 miliardi di euro consistente in più di 115 interventi infrastrutturali del gas fossile. Oltre a rispolverare pericolose e velleitarie ricette energetiche, come il nucleare.

L’Italia sta sbagliando strada.

Per uscire dal carbone, il nostro Paese non ha bisogno né di nuove centrali a gas fossile né del nucleare, ma di accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Anni di battaglie per salvare il NOSTRO mare Adriatico dalle trivellazioni rischiano oggi di essere vanificate. Questi scenari spettrali sono stati sepolti e devono rimare sotto terra. Le nuove istanze petrolifere potrebbero riguardare sia il mare che la terra ferma è per questo molto pericoloso per l’ambiente ma anche per l’economia turistica e agricola.

Il flash-mob a Punta Aderci delle Associazioni, nel luogo simbolo della bellezza della nostra costa, per dire che non si torna indietro. Il Nostro Mare non si tocca.

 

Il Presidente dell’Associazione WWF

Zona Frentana e Costa Teatina

 

martedì 28 settembre 2021

Domenica di volontariato sulla costa di Ortona

Comunicato stampa del 27 settembre 2021

 

Domenica di volontariato sulla costa di Ortona

I volontari del WWF Zona frentana e Costa teatina al lavoro per ripristinare la delimitazione della duna presso il Foro di Ortona realizzata dal Comune e danneggiata da atti vandalici


Ieri, domenica 26 settembre, i volontari del WWF Zona frentana e Costa teatina, insieme a semplici cittadini che collaborano da anni con l’Associazione, hanno effettuato una giornata di volontariato per ripristinare le delimitazioni della duna oggetto di atti di vandalismo. I volontari hanno anche provveduto a ripulire la spiaggia raccogliendo decine di sacchi di rifiuti.


Nei mesi scorsi, il Comune di Ortona tenendo fede all’accordo siglato con il WWF e Legambiente a seguito del ricorso al TAR presentato lo scorso anno dalle due associazioni contro il bando sulle concessioni demaniali, aveva provveduto a far realizzare, nei pressi dell’area della Postilli – Riccio, i primi lavori di delimitazione della duna con paletti e cordino.

La delimitazione, realizzata anche a seguito delle indicazioni del Life Calliope, ha lo scopo di proteggere l’ecosistema dunale dal calpestio, dalla frequentazione dei bagnanti, dalla presenza di cani, dall’accesso indiscriminato alla spiaggia attraversando le dune senza passaggi stabiliti ed evidenti.

Il Comune di Ortona per evitare il protrarsi di questa situazione ha giustamente provveduto a delimitare le dune e a individuare i varchi per accedere alla battigia in modo meno impattante.

Purtroppo, dopo non molto tempo dall’apposizione dei paletti e del cordino da parte della ditta incaricata, si è dovuto constatare un danneggiamento della corda tagliata in più punti e dei cartelli informativi apposti lungo la delimitazione.

“Abbiamo organizzato la giornata di volontariato – dichiara Ines Palena, Presidente del WWF Zona frentana e Costa teatina – per sostituire la corda dove era stata danneggiata: un’azione simbolica per dare un segnale a chi ha pensato di vandalizzare la delimitazione della duna realizzata con tanta fatica e dopo lunghe trattative dal Comune di Ortona su proposta di WWF Abruzzo e Legambiente. Non bisogna farsi intimidire da quelli che sono episodi isolati, ma continuare a lavorare per il raggiungimento dell’obiettivo comune di conciliare la tutela dell’ecosistema dunale con quello di una fruizione attenta e consapevole della spiaggia”.

Ieri Ortona è stata anche una delle tappe dell’iniziativa “Cammina per il Parco” promossa da 9 anni da WWF, ARCI e Istituto Abruzzese per le Aree Protette: attraverso un trekking itinerante lungo la costa, le tre organizzazioni vogliono ricordare la necessità dell’istituzione del Parco Nazionale della Costa teatina, creato sulla carta, ma che tuttora aspetta di essere realizzato sul territorio. Il Parco, infatti, sarebbe lo strumento di programmazione necessario per la tutela e la valorizzazione di questo tratto di costa abruzzese.


Approfondimento sistema dunale

Il sistema dunale è tra gli ambienti più soggetti a impatti e a pressioni, nonostante abbia una funzione fondamentale per la riduzione del rischio di erosione della spiaggia e per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Trovandosi in uno degli ambienti più frequentati dal turismo antropico la sua vulnerabilità ovviamente aumenta e la sfida della gestione consiste proprio nel conciliare la protezione ambientale con una fruizione attenta al rispetto della natura. Le dune hanno un indiscutibile valore paesaggistico, che le rende interessanti anche per una proposta turistica differenziata rispetto a quella presente in altre aree, ma sono soprattutto strutture in grado di svolgere una funzione di protezione dalle mareggiate costituendo di fatto una barriera naturale al trasporto delle sabbie verso l’interno e andando così a mantenere le spiagge opponendosi al processo di erosione e di degrado.

La delimitazione è un modo per interdire il passaggio indiscriminato sulle dune e permette alle piante di crescere con un minore fattore di stress, ricolonizzando nuove aree e lasciando gli animali liberi di concludere in modo indisturbato il proprio ciclo vitale.

L’area Postilli-Riccio nel Comune di Ortona è fondamentale per il Fratino che sceglie proprio la base delle dune per la nidificazione e che, come attestano i dati del Progetto Salvafratino, promosso dall’Area Marina Protetta Torre di Cerrano e dal WWF Abruzzo, qui si trova una delle aree più importanti della specie di tutta la costa regionale. La delimitazione insieme ai cartelli informativi apposti dal Progetto Savafratino sarà utile nella prossima stagione riproduttiva del Fratino per evitare il calpestio in un’area e in un periodo molto delicati per la specie.



WWF Italia ONLUS, Abruzzo
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giovedì 17 giugno 2021

WWF: “bocciato” il Rapporto Ambientale a corredo del nuovo Piano Regolatore Generale di Ortona

Comunicato del 15.06.2021


In una conferenza stampa tenuta questa mattina a Pescara Legambiente e WWF hanno “bocciato” il Rapporto Ambientale a corredo del nuovo Piano Regolatore Generale di Ortona

«Strumento urbanistico basato su logiche anacronistiche, da ripensare profondamente»


Legambiente, WWF Abruzzo e la sezione locale del WWF Zona Frentana e Costa teatina hanno presentato le loro osservazioni al Rapporto Ambientale della Valutazione Ambientale Strategica relativa alla proposta di nuovo PRG (Piano Regolatore Generale) del Comune di Ortona.

Le associazioni giudicano questo Rapporto deficitario, da integrare sia con dati aggiornati che con ulteriori indagini ambientali. Ne sollecitano inoltre il necessario allineamento e adeguamento ai PAN delle aree protette presenti nel territorio e a tutti gli strumenti sovraordinanti, compreso il rispetto di quanto previsto dalla L.R. 5/2007 della Regione Abruzzo*.

È particolarmente grave inoltre il fatto che manchino riferimenti all'aumento del livello medio del mare, che in un territorio costiero inciderà in modo significativo, e alle misure di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici.

Rivedere il Rapporto è dunque una necessità assoluta e anzi, alla luce degli ultimi indirizzi nazionali sulla Transizione Ecologica e in merito al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, le associazioni invitano il Comune di Ortona a rivedere l'impianto generale dello stesso PRG in via di approvazione, puntando sul consumo di suolo zero e su conservazione e tutela della biodiversità, evitando ulteriori pressioni su aree di alto pregio naturalistico e paesaggistico, quali le due Riserve Regionali comprese nel territorio ortonese e l'area costiera tra il Foro e l'Arielli, una delle zone di maggiore importanza regionale per la sopravvivenza del Fratino, sia per il numero di nidificazioni che per il loro successo, grazie all’ecosistema dunale pioniero ampio e ben conservato.

La logica espansionistica che resta alla base dello strumento urbanistico in discussione è fortemente anacronistica rispetto al contesto in atto e rischia di mettere a rischio la capacità dei Comuni e dei cittadini di vedersi riconoscere risorse economiche che potrebbero riqualificare il territorio, favorire la ripresa economica e incentivare un turismo sostenibile.

«Non si possono più inseguire pianificazioni vecchie di decenni - chiosano le associazioni - basate su scenari superati e vecchi modelli di sviluppo. La Costa dei trabocchi deve essere un modello di sostenibilità e tutti i comuni, a partire da Ortona, devono impegnarsi in questo. Non è più possibile inseguire il passato, bisogna invece uscire dalla frammentazione che avvolge questo territorio. È tempo che si ragioni insieme. Lo stallo sulla Via Verde e sul Parco nazionale della Costa teatina, sono due esempi dell’incapacità politica di fare sistema e coordinarsi in modo sovraordinato».”

Il timore è che questa situazione comprometta le sfide del PNRR e la possibilità di voltare pagina, mettendo in campo le vere politiche della Next generation UE. I comuni della Costa dei trabocchi insieme a Provincia e Regione devono dare invece una prova di maturità o quantomeno sforzarsi di raccogliere le sfide europee. Vanno definitivamente superati campanili e vecchi orticelli locali. Bisogna impostare la visione del futuro di questo territorio che passa necessariamente attraverso la sostenibilità e mettere in campo processi e modelli partecipati atti a perseguire questo risultato in un’ottica di gestione sovraordinata del territorio e rispondente alla sfida dei cambiamenti climatici.



*NOTA: La L.R. 5/2007 all’art. 1 trasforma l’art. 41 della 38/96 (Legge quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l’Appennino Parco d’Europa) nel seguente:

“Art. 41 (Misure di tutela ambientale connesse alla dismissione di tratte ferroviarie)
1. Lungo il tratto litoraneo tra Ortona e Vasto, sulle aree dismesse del tracciato delle Ferrovie dello Stato, nell’ottica di un processo di valorizzazione e riqualificazione della Costa Teatina, così come previsto all’art. 21 della normativa del vigente Quadro di riferimento regionale (Q.R.R.), è preclusa ogni attività di trasformazione del suolo diversa dalla destinazione a verde”.



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domenica 9 maggio 2021

Arriva l’accordo sulla spiaggia tra Postilli e Riccio, in base all’intesa tra Comune di Ortona, WWF e Legambiente

 

Comunicato stampa del 28 aprile 2021 

 

Arriva l’accordo sulla spiaggia tra Postilli e Riccio 

In base all’intesa tra Comune di Ortona, WWF e Legambiente saranno tre gli stabilimenti, previsti anche paletti e cordini a salvaguardia delle dune 

Ora un percorso di confronto finalizzato a una gestione sostenibile dell’area  

 

Un primo importante passo per la tutela di un tratto di costa fondamentale in Abruzzo per la nidificazione del Fratino si è potuto compiere grazie all’interlocuzione tra WWF e Legambiente da una parte e il Comune di Ortona dall’altra avviata lo scorso anno dopo un ricorso al TAR presentato dalle due associazioni contro il bando “Concessioni demaniali marittime stagionali 2020. Atto di indirizzo ai fini della redazione dell’avviso pubblico di concessione”. 

Come era già successo anche nelle precedenti annualità, gli ambientalisti avevano contestato la presenza delle concessioni nell’area Postilli-Riccio, fondamentale per la nidificazione del Fratino, perché - come attestano i dati del Progetto Salvafratino, promosso dall’Area Marina Protetta Torre di Cerrano e WWF Abruzzo - qui si trova poco meno di un terzo dei nidi della specie presenti su tutta la costa regionale. 

Un’area quindi fondamentale per la tutela della specie, ma purtroppo fortemente minacciata da attività antropiche a cominciare dalla pulizia meccanica della spiaggia e dal passaggio di cani vaganti. 

Lo scorso anno il TAR Abruzzo, accogliendo l’istanza delle Associazioni, aveva indicato “l’obbligo del Comune di riesaminare il bando, in contraddittorio con la parte ricorrente”. Si è aperto in tal modo un tavolo di concertazione tra parti che, dopo diversi confronti e scambi di vedute con il coinvolgimento anche di esperti del LIFE Calliope che riguarda proprio questi tratti di costa, ha portato a sottoscrivere un accordo nel quale si prevede non solo la tutela delle aree di nidificazione del Fratino, ma anche una collaborazione per una gestione più attenta alla conservazione di tutto il sito.  

“Abbiamo raggiunto - affermano WWF e Legambiente - l’importante risultato di concordare tre concessioni in quell’area anche in previsione di una programmazione futura. Ma non solo: si è arrivati anche a un accordo di più ampio respiro che prevede il posizionamento di paletti e cordino per la delimitazione del piede della duna e delle aree di nidificazione del Fratino, la realizzazione di passerelle in legno o di delimitazioni con paletti per segnalare l'accesso autorizzato alla battigia ed evitare il calpestio delle aree dunali, la collaborazione nel Progetto Salvafratino Abruzzo”. 

“L’accordo conferma la volontà e l’impegno dell’amministrazione per la tutela e la valorizzazione delle aree di pregio del territorio comunale, – dichiara il sindaco Leo Castiglione – il percorso di confronto e di coinvolgimento dei concessionari, anche attraverso incontri e corsi di formazione, permetterà di arrivare a una gestione sostenibile, nonché al miglioramento e alla diversificazione dell’offerta turistica”.  

Per le Associazioni è ora fondamentale il convinto coinvolgimento in questo percorso degli operatori commerciali, dei balneatori e dei fruitori della spiaggia di Postilli-Riccio che dovranno attenersi alle indicazioni fornite. “Siamo consapevoli della complessità di avviare un percorso del genere, - concludono WWF e Legambiente - ma è d’altra parte necessario che tutte le parti in gioco comprendano l’esigenza di tutelare i tratti di costa naturale e le specie, come il Fratino, che le abitano”.  

giovedì 14 gennaio 2021

Il deposito GPL di Ortona fermato definitivamente dalla conferenza dei servizi. Il WWF: «Grazie a quanti si sono battuti contro la realizzazione dell’opera, in particolare all’attivismo dell’indimenticata Fabrizia Arduini»

 

Comunicato stampa del 13 gennaio 2021 

Il deposito GPL di Ortona fermato definitivamente dalla conferenza dei servizi 

Il WWF: «Grazie a quanti si sono battuti contro la realizzazione dell’opera, in particolare all’attivismo dell’indimenticata Fabrizia Arduini» 

È finalmente arrivato, questa mattina da una conferenza dei servizi tenuta presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il definitivo stop al progetto della Seastock per il deposito GPL di Ortona: l’impattante impianto da 25.000 mc non potrà essere realizzato nell’area portuale ortonese.  

«La chiusura della vicenda è un'ottima notizia per tutto il territorio e in generale per le politiche energetiche regionali. – Dichiarano Filomena Ricci, delegato regionale del WWF Abruzzo, e Ines Palena, presidente del WWF Zona frentana e Costa teatina - Le battaglie sostenute, dapprima da pochi e poi da gran parte della comunità e dallo stesso Comune di Ortona, sono state fondamentali per ritardare e poi fermare un progetto sbagliato. In questo momento il ricordo del WWF, e crediamo di tutto l'Abruzzo, non può ovviamente che andare a Fabrizia Arduini, scomparsa l’estate scorsa. Fu proprio lei, da presidente del WWF Zona frentana e Costa teatina e da referente energia del WWF anche a livello nazionale, una delle principali artefici della mobilitazione locale e regionale che oggi ha consentito di operare la scelta giusta». 

La costa ortonese custodisce paesaggi di rara bellezza e la sua vocazione non è certo quella di ospitare mega-impianti industriali pericolosi come quello della Seastock, legati peraltro all’energia fossile che inevitabilmente quanto prima possibile dovrà appartenere soltanto al passato.  

 


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domenica 10 gennaio 2021

Il WWF scrive al presidente Mattarella: «Faccia nascere il Parco della Costa Teatina»

Comunicato stampa del 9 gennaio 2021


Nel 2021 parecchi “anniversari” per l’area protetta nazionale, istituita ormai venti anni fa!

Il WWF scrive al presidente Mattarella: «Faccia nascere il Parco della Costa Teatina»


Il 2021 da poco iniziato ci regalerà una serie di anniversari (diventati ormai a dir poco inquietanti) legati al Parco Nazionale della Costa Teatina: il 23 marzo saranno intanto trascorsi esattamente 20 anni dall’istituzione di quest’area protetta “fantasma”. Quel giorno, nel 2001, venne infatti approvata la legge n. 93 che, all’art. 8, comma 3, ne sanciva l’istituzione, almeno sulla carta. Il 24 luglio potremmo celebrare invece il 6° “compleanno” della definitiva perimetrazione disegnata dal commissario ad acta Giuseppe De Dominicis nominato con DPCM del 4 agosto 2014 (ennesimo anniversario) proprio per superare l’inedia del Ministero dell’Ambiente e delle amministrazioni locali. Il 4 ottobre ricorrerà invece il 24° anniversario della individuazione di quel territorio come meritevole di tutela (legge n. 344/97).

Alle ricorrenze “istituzionali” potremmo aggiungere quelle legate ai solleciti inviati dal WWF e da tantissime altre associazioni ai presidenti del Consiglio dei Ministri in carica perché dessero concretezza a quanto stabilito dal commissario: il 24 febbraio a Renzi, il 14 aprile 2017 a Gentiloni, il 5 giugno 2018 a Conte… sempre inutilmente.

Ripartendo dalla data dell’istituzione formale del marzo 2001 non sono bastati 8 ministri dell’ambiente, 7 presidenti della Regione Abruzzo e 8 assessori regionali con varie competenze sull’ambiente per dare attuazione a ciò che ha stabilito una legge dello Stato Italiano ed è stato più volte ribadito (ad esempio con la nomina del Commissario) da analoghi provvedimenti legislativi. Ed è grave che a non rispettare le norme statali siano proprio i vertici dello Stato.

Il WWF non si arrende e ci prova ancora: ieri una missiva che sollecita l’istituzione è stata indirizzata direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È infatti il Presidente della Repubblica che potrà firmare il decreto per la nascita dell’ente parco con la sua perimetrazione. Sperando che sia la volta buona…


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giovedì 24 dicembre 2020

L’impianto GPL “Seastock” non verrà realizzato a Ortona! Per il WWF Abruzzo una grande vittoria

 

Comunicato stampa del 18 dicembre 2020 

 

L’impianto GPL “Seastock” non verrà realizzato a Ortona! 

Per il WWF Abruzzo una grande vittoria merito anche dell’azione di Fabrizia Arduini  

 

Non si realizzerà a Ortona l’impianto GPL “Seastock” da 25.000 mc! Il WWF Abruzzo nel gioire di questa grande vittoria, ricorda Fabrizia Arduini, allora presidente della OA Zona frentana e Costa teatina che si era battuta fortemente contro quest’opera producendo atti, osservazioni, organizzando incontri e animando la movimentazione del fronte contrario all’impianto. La forza e le azioni portate avanti da Fabrizia continuano a dare risultati nel tempo. 

Quello che Fabrizia e tutto il WWF Abruzzo hanno sempre evidenziato erano i rischi che progetti di questa portata possono creare: pericoli d’incendio, scoppio e contaminazione. La costa ortonese è poi fragilissima, insiste in una zona sismica, potrebbero manifestarsi, soprattutto in una fase di importanti cambiamenti climatici, eventi meteorologici avversi ed estremi come grandi tempeste o trombe marine. È un’area frequentata da cittadini, lavoratori, ci sono impianti industriali: in caso di incidente ci sarebbe un grave rischio per tutti. Impianti come questi a fronte di alcuni vantaggi, come qualche posto di lavoro, cosa tra l’altro tutta da verificare sul lungo periodo, creano tanti altri gravi problemi.  

Per fortuna oggi, grazie all’azione di Fabrizia, del WWF, di tanti cittadini e Associazioni e dello stesso Comune di Ortona, che aveva saggiamente espresso la propria contrarietà al progetto, questo rischio è stato scongiurato. 

La costa ortonese e tutta quella dei trabocchi ha una vocazione sicuramente diversa da quella di essere destinazione di mega-progetti ancora legati all’energia fossile: la vera ricchezza è la bellezza della natura, del paesaggio, dei trabocchi. Da tempo e su più fronti il WWF Abruzzo ribadisce la necessità di una visione complessiva per la programmazione degli interventi sul territorio. Progetti, certamente positivi anche per l’economia, che il tanto atteso Parco nazionale della Costa Teatina sarebbe capace di rendere concreti. 



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giovedì 26 novembre 2020

Trabocchi della costa. Il WWF al Comune di Vasto: “non distruggete mille anni di storia”

 Comunicato stampa del 26 novembre 2020 

Trabocchi della costa, si a conservazione e fruizione, no a stravolgimento totale.

Il WWF al Comune di Vasto: “non distruggete mille anni di storia”

Chiediamo, anche agli altri Comuni della costa, di avere una visione lungimirante nell’applicazione e recepimento delle Legge Regionale, già da noi ampiamente contestata, in modo da arginarne gli effetti più devastanti.


Nella riunione tenutasi nel Comune di Vasto la scorsa settimana si è discusso del recepimento da parte dei Comuni della recente Legge Regionale 7/2019, che integra e modifica la precedente legge sui trabocchi. Il WWF Zona Frentana e Costa Teatina è stato interpellato, insieme agli altri comitati e associazioni locali, in audizione alla Commissione assetto del territorio, a cui oggi, dopo attenta disamina dei documenti, invia le proprie considerazioni.

L’associazione non è affatto contraria alle attività di ristoro che si possono svolgere sui Trabocchi ma, avverte Ines Palena, neo Presidente del WWF Zona Frentana e Costa Teatina “la Via Verde e la Costa dei Trabocchi rappresentano, insieme al Sistema di Aree Protette che ivi si dislocano, l’anima di questo territorio il quale, in questi elementi, concentra tutte le sue peculiarità.  Il rischio” continua Palena “è quello di vedere snaturate queste antiche macchine da pesca in ristoranti sospesi sul mare, completamente fuori contesto, fumanti di fritture di giorno e di luci e musica eccessive di notte”

Destano ancora più preoccupazione i Trabocchi storici o in aree protette, sui quali l’Associazione chiede fermamente che restino fuori da possibili ampliamenti e usi diversi da quelli originari.

Le attività enogastronomiche sui trabocchi devono essere svolte trovando il giusto equilibrio con le norme di tutela dell’ecosistema costiero e marino e tenere conto dei diversi vincoli già esistenti, oltre che del Piano Demaniale Marittimo che il Comune si appresta a redigere.

Chi verifica gli scarichi a mare di queste strutture? Occorrerebbe potenziare la vigilanza ma anche sensibilizzare i concessionari ad un uso più attento e sostenibile dei prodotti di pulizia, che dovrebbero essere biodegradabili, oltre che a ridurre il loro impatto sull’ambiente con tutti gli accorgimenti possibili (limitando l’uso di plastica, il dispendio energetico e idrico ecc.).

Per quanto riguarda l’agibilità, chi controllerà la tenuta delle strutture le quali, nate per sostenere il peso di alcuni abili pescatori, verranno continuamente sollecitate dagli avventori? Cosa accadrà a queste strutture quando dovessero verificarsi eventi eccezionali legati alle mareggiate?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che il WWF si pone e che hanno ad oggetto soprattutto la sicurezza degli avventori e la tutela della costa nel paesaggio e nella sua storia.

“Temiamo un turismo di massa. Autobus che scaricano flotte di visitatori distratti che consumano cibi congelati in piatti di plastica” riprende Palena. “Il turismo che vogliamo nel nostro territorio deve essere responsabile e sostenibile, fatto di persone attente alla Natura, desiderose di osservare il mare cristallino dal Trabocco e pronte a percorrere i diversi sentieri nelle aree protette sparse sulla Costa dei Trabocchi. Un turismo non per forza estivo, ma distribuito anche in primavera e in autunno, stagioni in cui la naturalità e l’autenticità dei luoghi sono ancora più evidenti”

È questo lo sviluppo di cui necessita il nostro territorio, che deve continuare a puntare su ciò che ci caratterizza e differenzia: una Natura ancora in parte incontaminata, nonostante la forte antropizzazione; aree protette e Parchi nei quali percorrere chilometri di sentieri ciclo/pedonali; un’antica tradizione enogastronomica oramai conosciuta ovunque.

Il WWF chiede che il Comune di Vasto si adoperi, per quanto gli compete, a far sì che i Trabocchi mantengano le dimensioni e le caratteristiche che avevano in passato, al fine di conservare il loro valore storico/culturale. “Non distruggiamo tutto questo”, è la richiesta del WWF, “ma costruiamo insieme un percorso di valorizzazione del territorio di cui i Trabocchi possano essere protagonisti, in termini di sostenibilità ambientale e culturale”.

 

Il Presidente dell'Associazione

WWF Zona Frentana e Costa Teatina ODV

Ines Palena